Era bello, Luca, e lei lo sapeva bene. Le piaceva guardarlo mentre era distratto, mentre guardava avanti a sè come se avesse l'infinito, gli occhi persi chissà dove, in quei suoi mondi immaginari e anche un po' stravaganti. Sorrideva spesso, anche se chi lo conosceva poco non avrebbe mai potuto dirlo, e aveva un sorriso un po' da bambino. Stupendo. Uno dei suoi particolari più belli.
Quando giocava, invece, non sorrideva quasi mai. Il lavoro è lavoro, ripeteva sempre, e quel lavoro l'amava più di ogni altra cosa. È il lavoro che sogni da bambino, diceva lui, e il suo sguardo determinato lasciava intendere quanta passione e quanta ambizione ci mettesse dentro. Serietà, disciplina e impegno: i suoi segreti per arrivare più in alto possibile. E accanto alla pallavolo, un'altra grande passione, quella per la letteratura e la filosofia. Il piccolo filosofo. Era convinto che quei due suoi universi potessero ben sposarsi insieme. Tutti quei valori in comune, a dare un senso in un mondo così pieno di nichilismo. Perché anche quando sembra non esserci un senso nel mondo, glielo si può pur sempre attribuire. Un sognatore, insomma, e che la sua fosse utopia o rara realtà, non gli importava più di tanto: era quello di cui viveva.
E l'amore? Già, l'amore. Probabilmente, amava davvero. Uno di quegli amori strani, basati sul non detto ma soprattutto sugli sguardi, sui gesti. Quelle cose piccole che si danno ogni giorno, in modo che l'amore non si brucia in un istante, ma si compone di tanti piccoli momenti che si inseriscono in un percorso di cui non si vede mai la fine. A volte però parlava troppo poco. Chissà cosa gli passava davvero in quella testa. Quando era incazzato non voleva vedere nessuno. A volte era difficile stare con lui, lunatico e taciturno. Bisognava interpretarlo. Era sempre un enigma senza soluzione. Ma quando poi se ne usciva con una delle sue idee era fantastico. Non ci si annoiava mai, insomma.
Lui era così, prendere o lasciare. E lei l'aveva lasciato. Che ne fosse pentita? No. Ci aveva riflettuto bene e sapeva che era quello che avrebbe dovuto fare. Certo, spesso pensava a lui con quella nostalgia che si ha per le cose immense quando tramontano. Non lo amava più, forse. Dopo averlo amato tanto sentiva che non era più nel suo destino. Anche gli incendi più grandi prima o poi si spengono. Sarebbe partita. Le avevano proposto un contratto di lavoro in America, tutte le sue ambizioni potevano essere coronate. Era questo ciò che voleva davvero e sapeva che non avrebbe rinunciato ai suoi progetti di vita. Nemmeno per lui. Quindi non lo amava abbastanza. Già, forse era davvero così. E allora addio. Era il momento di crearsi la propria vita, strade separate. Ognuno dei due aveva i propri sogni e non si potevano più conciliare.
Dania decise di non cercarlo più. Una volta che si intraprende un percorso è inutile voltarsi indietro e lasciarsi corrompere da tutti i se e tutti i ma. Anche Luca avrebbe capito. Si va avanti anche quando il cuore vorrebbe fermarsi.
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A fari spenti
RomanceLuca Vettori è un giovane talento della Nazionale italiana di pallavolo che si è messo in mostra e ha cominciato a brillare, mostrando tutto il proprio potenziale. Ma, tornato a Piacenza, la città del suo club, Luca rompe i legami con la sua ragazza...
