c.29

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-non sono particolarmente convinto di questa festa- la voce di Luca risuonò elettronica dal cellulare.

-tranquillo Plaza la tengo d'occhio io- Sara si abbassò all'altezza del telefono poggiato sul lavandino e guardò Luca dallo schermo facendogli l'occhiolino.
Luca rise e scosse la testa.

-stai dicendo che non ti fidi di me?- mi abbassai staccando lo sguardo dalla mia figura nello specchio.
-no amore non mi fido dei ragazzi alle feste dato che,essendo uno di loro, so cosa succede di solito-

Alzai gli occhi al cielo e rialzai il busto aggiustandomi il rossetto allo specchio.

-ma poi quel vestito non è troppo corto Cris?-
-No Luca non è troppo corto- risi.
Lui alzò  gli occhi al cielo e io gli mandai un bacio.

-chi ci sarà alla festa?- continuò il moro.
-tutta la scuola- rispose Sara.
Le diedi uno schiaffetto sul braccio rimproverandola.
-che c'è?- mimò lei con le labbra così che Luca non sentisse.

-tutta la scuola? Quindi anche Davide?!- la sua voce divenne leggermente più profonda e seria.
Guardai Sara con uno sguardo annoiato facendole capire che non doveva dirlo perché,appunto, Luca avrebbe subito pensato a Davide e si sarebbe fatto mille pippe mentali.

Lei rise e alzò le spalle in segno di difesa
-tranquillo amore ti ho già detto che non darò retta a nessuno. Tantomeno a Davide- sorrisi prendendo il cellulare e portandolo all'altezza del viso per guardarlo negli occhi.

-almeno cambia vestito- disse lui arrabbiato.
-ma tu non avevi una cena con Ava e gli altri?- gli ricordai.
Lui mi guardò male.

-stai cercando una scusa per chiudermi il telefono in faccia?- rise.
-ma smettila. Vai a mangiare che sei troppo magro- risi sapendo quanto gli dava fastidio quando gli dicevo questa cosa.
Infatti mi fece il dito medio e io scoppiai a ridere.

-va bene Luca ora basta sennò Cris non si scolla più dal cellulare- Sara mi rubò il telefono dalle mani e Luca la raccomandò per la centesima volta di controllarmi.

-ti amo!- urlai buttandomi addosso a Sara che teneva il telefono.
-anche io piccola. Ciao bellissime- mandò un bacio a entrambe e chiuse la chiamata.

-quanto vi amo- rise Sara.
La abbracciai e le schioccai un bacio sulla guancia.






Strinsi la mano a Sara passando tra i corpi oscillanti dei ragazzi che ballavano nel locale.
Si fermò ad un certo punto in una specie di piccola zona riservata e riconobbi subito i Dred rossi e gialli di Elia.

-belleee- urlò guardandoci.
Sorridemmo e ci avvicinammo a lui.
Lo abbracciai e gli diedi un bacio.

Ci sedemmo sui divanetti e ci passò qualcosa da bere.
Salutai Gionata che si era seduto accanto a Sara e inizia a parlare con loro.

Una mezz'oretta dopo decidemmo di andare a ballare.
Era mezzanotte quando tornammo sui divanetti.
Dref era già sparito da qualche parte con Giulia la sua ragazza così, mentre Sara e Gionata pomiciavano sui divanetti in pelle rossa, decisi di uscire a prendere un po' d'aria.

Mi sedetti su una delle panchine fuori dal locale e mi tolsi le scarpe.
Avevamo ballato per 2 ore ed e avendo i tacchi avevo i piedi a pezzi.
Presi una sigaretta dalla borsa e l'accesi.

-hey- girai la testa di scatto verso la voce e alzai lo sguardo scontrandomi con gli occhi azzurri di Davide.
Sorrisi e lo salutai.

-come stai?- chiese stendendosi accanto a me sulla panchina.
-stanca tu?-
-apposto-
-non ti avevo vista- continuò.

-ero una una zona un po' più riservata con Dref e gli altri- feci un tiro e mandai fuori il fumo dalla bocca sotto il suo sguardo.
-vi tratta come principesse eh- rise.

Sorrisi di rimando e pensai che era vero. Dref era sempre stupendo. Ci accompagnava ovunque ed era sempre disposto ad aiutarci e alle serate si assicurava sempre che noi fossimo in una posizione comoda e che non avessimo problemi.
Era mio fratello e lo sarebbe stato per sempre.

-non sapevo fumassi- tirò fori dalla tasca un pacchetto per estrarre una sigaretta e se l'accese anche lui.
-non fumo davvero c'è solo qualche volta. Anche tu vedo-
-stessa cosa. Solo qualche volta- mi fece l'occhiolino.

-da quanto state insieme tu e Luca?- sbuffò il fumo dalla bocca mi guardò negli occhi.
-due mesi- sorrisi.
-lui non è venuto stasera?-
-no è a Milano per lavoro- buttai la sigaretta a terra.

-e ti lascia da sola? Se fossi stato in lui ti avrei portata con me ovunque-
Quale risposta mi diede un po' fastidio. Che ne sapeva lui? E poi Luca voleva portarmi ovunque ma ero io a dire di no spesso per evitare problemi con la scuola e poi soprattutto perché i miei non erano sempre d'accordo.

-Luca mi porterebbe ovunque. Sono io spesso a dirgli di no per la scuola e tutto il resto-
Lui rimase in silenzio senza dire nulla.

-se magari in questi giorni che lui non c'è ti va di uscire chiamami- si alzò e buttò la sigaretta finita a terra poi si avvicinò a me e mi prese il viso con due dite per poi poggiare le sue labbra fra l'angolo tra la mia bocca e la guancia.

Rimasi un po' infastidita da quel gesto.
Era stato carino si e nulla ci impediva di essere amici ma per qualche strano motivo mi era sembrato leggermente arrogante quella sera.

Rimisi le scarpe e tornai da Sara.



-devi dirglielo- la mia migliore amica si buttò sul letto aprendo un pacco di patatine.
-no Sara non posso. Se dico a Luca questa cosa di Davide di stasera si incazzerà di brutto.
Non è importante- guardai allo specchio la mia faccia coperta da una strana sostanza verde che Sara diceva purificasse la pelle.

Poi mi sedetti accanto a lei e le rubai una patatina.
-si che lo è Cris! Ti stava quasi per baciare-

Alzai gli occhi al cielo e le tolsi la busta dalle mani.
Lei mi guardò male e se la riprese.
Le feci la linguaccia infilando la mano per prendere altre patatine.

-comunque- rise stringendo il pacchetto a se con fare geloso.
-devi dirglielo Cris. Lui ti deve "proteggere"-

-ma proteggere da chi? Mica voleva uccidermi o cose varie-
-si ma si è comportato male. Sa benissimo che sei fidanzata con Luca e non doveva dire quelle cose e non doveva darti un bacio così-

-ho paura che Luca possa arrabbiarsi troppo e fare cose brutte-
-Dio se si picchiassero sarebbe troppo bello! Proprio da film- scoppiai a ridere e le lanciai un cuscino in faccia.

-che schifo Cris adesso si è sporcato di maschera purificante!- urlò lei prendendo il cuscino macchiato di verde.
Continuai a ridere e mi lanciò una patatina in faccia.

Continuammo la nostra serata tra "sorelle" e abbandonammo l'rgomento "Davide".

Non l'avrei detto a Luca.
Se fosse venuto fuori il discorso ne avremmo parlato ma per ora era meglio lasciare perdere.

Siamo come gas e fuocoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora