《Grazie ancora per aver aiutato quello stupido di mio fratello. Spero non ti abbia fatto o detto nulla di male.》Trevor si scusa per l'ennesima volta.
《Te l'ho già detto che è tutto ok. Ho solo fatto ciò che andava fatto.》lo rassicuro.
《Lui ti ha ringraziata?》ci fermiamo sul corridoio.
《Sì, lo ha fatto.》dopo essersi fatto una doccia ed essersi ripreso le chiavi, mi ha abbracciata mormorandomi un debole "mi dispiace" e poi un più forte "grazie", accompagnato da un meraviglioso sorriso《A dopo Trevor.》
《A dopo Antonia.》mi saluta allontanandosi. Entro in aula e mi siedo a lezione. Oggi sono venuta all'università in pullman visto che Ethan mi ha scritto dicendomi di essere impegnato per lavoro al mattino. Mi ha anche assicurata che verrà a fine lezione a prendermi, portandomi a pranzo per farsi scusare.
Io davvero non lo capisco questo ragazzo: a volte sembra che mostri interesse verso di me mentre altre volte mi ignora completamente, facendomi pensare che io sia influenzata dai miei stessi ricordi. Cosa anche molto probabile, in fondo.
《Buongiorno a tutti.》il professore di informatica entra in aula《La scorsa volta ci siamo lasciati con i database, giusto?》tutti rispondiamo di sì e l'uomo riprende a spiegare da dove si era interrotto la volta precedente. Lo ascolto attentamente, come ogni volta che ho lezione con lui perché lo considero un grande. Riesce a catturare con le parole, a rendere un argomento noioso molto interessante e a volte persino divertente.
《Alla prossima ragazzi!》ci saluta il professore mentre usciamo dalla classe dopo due ore di lezione.
Da Ethan
Ciao Anto! A che ora finisci oggi?
A Ethan
Ciao Ethan! Finisco esattamente tra due ore.
Digito velocemente dopo essermi seduta a lezione.
Da Ethan
Perfetto. A dopo piccola :)
Sorrido leggermente davanti al messaggio mentre i tacchi della professoressa White prendono a muoversi verso la lavagna e la sua voce dura inizia a espandersi per l'aula. È strano come questa donna, magra e diversamente bella riesca a far tacere tutti quanti. Forse è anche perché se sente volare una mosca, comincia a scrivere e cancellare senza lasciare il tempo di copiare. Sa il fatto suo la vecchia megera.
《Arrivederci.》la donna si lascia andare sulla sedia, mentre la campanella di fine ora suona, facendoci tirare un sospiro si solievo. Due ore con lei sono insostenibili.
《Ciao Anto!》Ethan viene verso di me sorridendo《Come mai questa faccia?》mi osserva preoccupato.
《Due ore.》mormoro《Due ore di Analisi matematica con quella donna!》scoppia a ridere.
《Dai, vieni. Ti rianimo io con un bel pranzo!》mi prende per mano. Un semplice contatto dolce e naturale, accompagnato da un sorriso suo che, involontariamente ne fa nascere uno debole anche in me.
Ethan è davvero lunatico e questo suo atteggiamento ne è la dimostrazione: un giorno mi ignora e quello dopo mi tratta quasi da principessa.
《Dove mi porti?》domando quando anche lui è salito sulla sua Mustang.
《In un bel ristorante in centro. Ti piacerà, ne sono convinto.》con una manovra sola esce dal parcheggio e si immette in strada《Hai qualche allergia o intolleranza?》
《No, tu?》
《Io neppure.》continua a fissare la strada《Anto.》mi richiama ed io mi volto verso di lui, perdendomi nella perfezione del suo profilo《Ricordo male o tu l'altra volta mi hai chiesto il perché?》
《Te l'ho chiesto, ma non ho idea del perché l'ho fatto.》oppure ce l'ho, ma è troppo dura parlarne visto che in te rivedo parte del mio passato, problemi e vizi compresi.
《Quel marmocchio di mio fratello ha ragione: io non sono una persona ma un insieme di vizi.》accelera.
《Dei vizi puoi sbarazzarti se lo vuoi davvero. È un po più difficile con i pensieri perché quelli sembra che se ne vadano, ma in realtà restano lì e tornano quando meno te lo aspetti.》distolgo lo sguardo dal suo viso.
《Parli per esperienza.》sussurra.
《Sfortunatamente sì.》mi stringo nelle braccia《E tuo fratello non ha poi tutta questa ragione.》
《Invece ne ha, piccola.》mormora.
《Tu come ti vedi?》
《Come un demone, un demone con una schiera di diavoli alle mie spalle che mi fanno da esercito.》
《Ogni demone ha i suoi angeli, come ogni angelo ha i suoi demoni.》lo guardo di nuovo《Anche tu hai il tuo angelo, Ethan.》mormoro e lui prende la mia mano nella sua, continuando a tenere con l'altra il volante.
《Non voglio sporcare questo angelo con i miei peccati. Io penso di vedere questo angelo ma ho paura di sporcargli l'anima.》la sua presa sulla mia mano si fa più debole.
《Se hai bisogno di sfogarti..》stringo più forte la sua grande mano《..con me puoi farlo. Non sono un angelo, non devi avere paura di sporcarmi.》
《Tu come ti vedi?》non cerca più di lasciare la mia mano e da un lato questo mi rende felice.
《Come una macchina di calcolo. Sono un semplice elaboratore dati ormai.》libero la mia mano dalla sua presa《Una volta non ero così, in un periodo particolare della mia vita ero più sorridente di adesso, uscivo spesso, mi divertivo e mi godevo ogni istante della mia vita..》sospiro《..ma poi è cambiato tutto nel momento preciso in cui mi sono resa conto che la nostra vita, per quanto bella o brutta possa essere, è sempre appesa ad un filo che prima o poi si rompe, facendoci cadere nell'abisso della morte.》
《Un giorno incontrerai qualcuno che ti farà sentire di nuovo viva.》mi rassicura con un sorriso malconcio.
《Forse ho già incontrato qualcuno.》tengo lo sguardo basso.
《Piccola, siamo troppo diversi per stare vicini.》la macchina è ferma ed il suo proprietario mi obbliga a guardarlo in viso《Sono attratto da te, ma so che ti ferirò e non voglio. Non ti meriti un dannato come me, tu non vuoi un diavolo come me.》i suoi occhi cioccolato restano fissi nei miei, cercando una qualche risposta dentro di me.
《Allora, se sai già come andrà a finire, perché mi stai ancora vicino?》la sua mano si allontana dalla mia guancia ed il suo silenzio lascia spazio a molteplici interpretazioni《Ho capito.》sorrido falsamente《Hai una schiera di ragazze e vuoi me. Sei davvero pazzo.》scendo dalla Mustang.
《Perché sei diversa.》mi segue.
《Ma vuoi la stessa cosa che ottieni da loro.》lo osservo《Evviva la diversità!》sorrido ironica《E ti prego, non cominciare con "Hai un qualcosa che mi attira a te" perché non ci casco.》
《Sai, forse non sei tanto diversa da quelle che mi scopo. Ti sei lasciata andare più di una volta ai miei baci e alle mie mani, e non mi pareva che ti dispiacesse più di tanto!》
《Vai al diavolo Ethan!》le lacrime salgono agli occhi《Resta nel tuo girone d'inferno per sempre! Restaci e soccombici dentro!》comincio a camminare a passo svelto, andando il più lontano possibile da quel ragazzo che non mi segue, non accenna neanche a seguirmi《Vai al diavolo.》sussurro mantenendo gli occhi bassi e trattenendo le lacrime che si sono prodotte senza il mio consenso.
Un passo avanti, mille indietro: un ballo che non ho idea di dove mi stia portando.
******************
Ciao a tutti! Come va?
Ethan è un po' lunatico, non pensate anche voi?
Antonia non ha tutti i torti a dire "un passo avanti, mille indietro" con uno come lui.
Voi che dite? Vi è piaciuto il capitolo?
Fatemi sapere cosa ne pensate. Baci e alla prossima!
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Summer in December
RomantizmAntonia Ross è una semplice ragazza di ventun anni di Boston, studentessa alla MIT con il sogno di diventare ingegnere informatico. Vive in un appartamento con la sua migliore amica e lavora assieme a lei al Blanco, un locale molto frequentato dell...
