Entro velocemente in classe e prendo posto al computer, pronta per una prima ora di programmazione della giornata alla MIT (Massachusetts Institute of Technology). Non vedo l'ora di uscire da questa università e, per fortuna, mi manca solo più un anno.
《Buongiorno a tutti!》il professore entra in classe, posizionandosi al computer principale 《Oggi riprenderemo dal punto in cui ci siamo lasciati la scorsa lezione.》ci avvisa mentre la schermata del suo computer viene proiettata sullo schermo a parete che tutti noi possiamo vedere.
Personalmente amo programmare per il semplice fatto che mi viene naturale. Sin dal liceo, quando studiavo informatica e più precisamente la programmazione, i programmi che dovevo creare mi apparivano davanti agli occhi senza dovermi sforzare minimamente, come invece facevano i miei compagni. Non importava quanto il programma fosse complicato, io riuscivo a vederne i passaggi e raramente commettevo errori. Lo stesso capita anche ora, a distanza di anni.
Non so come sia possibile, ma io non ho bisogno di diagrammi di flusso o altre robe del genere per poter scrivere un programma. Mi basta leggere la consegna ed il programma è già tutto fatto.
Un'ora di laboratorio passa sempre molto velocemente perché in laboratorio io mi diverto. Posso applicare le mie conoscenze teoriche e magari trovare degli stratagemmi per semplificarmi la vita, scrivendo meno righe di codice.
《Alla prossima ragazzi.》il professore ci saluta mentre ci dirigiamo all'uscita del laboratorio.
《Ross, aspetta un secondo.》vengo bloccata dalla voce del professore 《Sei una delle mie migliori alunne Antonia e credo che tu ne sia consapevole.》l'uomo mi guarda negli occhi 《Abbiamo bisogno di tutor per le matricole e penso che tu sia adatta al compito. Riceverai dei punti credito se lo farai e aiuterà nella valutazione del tuo sviluppo personale.》
《Quante matricole dovrei avere per mano?》
《Una sola. Pensaci e dimmi se sei disponibile.》
《Ci sto.》dico senza ragionarci troppo 《Chi è la matricola?》
《Trevor Walker.》legge il nome su una lista 《Lo assegno a te allora. Vi incontrerete oggi alle tre in questo laboratorio, d'accordo?》
《Ok. Arrivederci.》
《Grazie Antonia.》
Per il resto della giornata seguo i corsi di elettrofisica, matematica e basi di robotica, fino ad arrivare alle ore tre del pomeriggio.
《Ciao.》entro nel laboratorio di informatica dove trovo un ragazzo dai capelli castani, apparentemente alto e aocchi marroni tendenti al verde assieme al mio professore di informatica.
《Antonia, lui è Trevor. Trevor, lei è la tua tutor Antonia Ross.》il professore fa le presentazioni. Il ragazzo mormora un leggero "piacere", stringendo la mia mano.
《Piacere mio.》gli sorrido cercando di metterlo a suo agio.
《Vi lascio parlare tranquilli. Antonia, noi ci vediamo domani.》il professore mi saluta uscendo dal laboratorio.
《Allora, io sono una studentessa dell'ultimo anno di ingegneria informatica e sarò la tua tutor. Questo significa che per qualsiasi cosa potrai chiedere a me e io ti aiuterò.》spiego brevemente《Ti hanno già fatto il tour del campus?》
《Sì, mi hanno già mostrato il campus.》sembra intimidito da tutto ciò che lo circonda. Mi ricorda molto la me del primo anno.
《Sei in ansia, vero?》mi alzo dalla sedia e lui mi imita.
《Sì, è tutto così diverso qui...mi sento fuori luogo.》ammette.
《Tutto assolutamente normale
Anch'io ero così al primo anno. Tutti siamo un po' intimoriti da ciò che ci troviamo ad affrontare ma dopo il primo mese sarà come se tu fossi sempre stato tra queste mura.》
《È rassicurante quello che mi stai dicendo. Grazie Antonia.》mi sorride sinceramente ed io, questo sorriso, ho l'impressione di averlo già visto.
《È solo il mio compito.》sorrido《Sai una cosa? Ti do il mio numero cosicché, se avrai qualche dubbio o problema potrai scrivermi senza dovermi cercare per tutto il campus.》
《Ok. Ecco il mio.》mi detta il suo numero che io salvo in rubrica.
《Ora ti mando un messaggio così avrai il mio numero.》
A Trevor Walker
Ciao! Sono Antonia Ross, la tua tutor.
《Lo so, manca di fantasia ma è meglio così.》mi affretto a dire mentre il suo telefono comincia a squillare.
《Scusami un secondo.》si porta il telefono all'orecchio《Sto arrivando! Dammi due minuti...》brontola contro la persona che sta dall'altra parte del telefono. Sul suo viso compare una smorfia《Cazzo, arrivo!》stacca《Mio fratello.》i suoi lineamenti si rilassano.
《Tranquillo. Andiamo.》lo accompagno fuori.
《Lo scoccia il fatto che mamma e papà lo obblighino a venire a prendermi perché la mia auto è dal meccanico.》spiega mentre arriviamo in parcheggio ed io noto una Evoque bianca con un ragazzo vestito completamente di nero appoggiato al cofano.
《Trev, sali che ho fretta!》il ragazzo alza gli occhi dal cellulare e sorride《Ma ciao Antonia!》
《Ethan...》mormoro.
《Vi conoscete?》domanda il fratello.
《Lavoriamo entrambi al Blanco.》risponde il ragazzo《Non sapevo studiassi alla MIT. Che anno?》
《Ultimo.》rispondo《Trevor, ricorda che per qualsiasi cosa puoi chiedere a me senza problemi.》sorrido al ragazzino《Ora devo andare. Ciao!》
《Ti do uno strappo.》Ethan mi ferma.
《Non c'è bisogno, grazie. E non insistere.》me ne vado senza dargli tempo di ribattere. Non appena metto piede nel mio appartamento mi sale una leggera malinconia, ma cerco di ignorarla e reprimerla, concentrandomi su un progetto che ho cominciato a fine dell'anno scorso.
È una mano bionica che sto cercando di costruite con materiali più economici possibili, in modo da mantenere basso il prezzo finale. Non è molto semplice come compito, ma con tanta pazienza e volontà ce la si fa.
《Maledizione!》sbuffo non trovando il pezzo giusto《E che cavolo...c'era di sicuro!》cerco in altre scatole ma non trovo nulla《Ragiona Antonia...l'ultima volta che lo hai toccato quand'è stata?》chiedo a me stessa, cominciando a ragionare con me stessa《La settimana scorsa e l'ho messo...》prendo un box con diversi scomparti e cerco il pezzo che manca《...proprio qui.》lo afferro, tornando davanti alla mia mano bionica.
Per il resto del pomeriggio continuo a lavorare al mio progetto, facendo qualche piccola pausa ogni ora.
《Ciao mamma. Stavo giusto per chiamarti.》tenendo il telefono tra spalla e orecchio, continuo a preparare la cena《Come stai?》
《Io sto bene. Per quello che ho detto ieri...mi dispiace. So quanto quell'appartamento sia importante per te e so che lì, nonostante tutto, ti senti a casa.》
《Al mio posto cosa faresti?》domando piano.
《La verità? Resterei in quell'appartamento e sai perché? Perché se fossi al tuo posto, casa la sentirei come una gabbia.》ed effettivamente lo è, ma torno per l'amore di mamma《E so che passi solo per me, per rendermi felice.》la sento sorridere oltre la cornetta del telefono.
《È così, ma non solo. Torno anche per quei bei ricordi che sono rimasti tra quelle mura.》le confesso perché, in fondo, dei bei ricordi li ho anche lì.
《All'università come va? E con il lavoro?》
《Faccio da tutor ad un ragazzo del primo anno così da ottenere credito ed il lavoro va avanti come al solito.》metto il piatto in tavola.
《E con i ragazzi?》domanda timidamente.
《Nulla, ma perché io non voglio nulla.》spiego guardando la mia cena.
《Ok Anto, ti lascio cenare tranquilla. Buon appetito e buon lavoro tesoro.》
《Grazie mamma. Ciao.》stacco la chiamata e mi metto a servire la mia cena.
STAI LEGGENDO
Summer in December
RomantikAntonia Ross è una semplice ragazza di ventun anni di Boston, studentessa alla MIT con il sogno di diventare ingegnere informatico. Vive in un appartamento con la sua migliore amica e lavora assieme a lei al Blanco, un locale molto frequentato dell...
