Inforno la torta e prendo il telefono per ascoltare il vocale che mi ha mandato Thomas.
«Sto arrivando. Non iniziare a fare l'albero di Natale senza di me, mi raccomando.»
Sorrido e mi siedo a tavola. Incrocio le mani sotto il mento, chiudo gli occhi e mi lascio andare ai ricordi.
Thomas sospira e si abbandona sulla sedia. «E' per gli altri, no? Chiederti di lasciare i nostri amici e la tua famiglia per seguirmi è troppo, vero?»
Mi torturo le mani. Non riesco a guardarlo. Mi limito a fissare intensamente il pavimento della sua cucina. «Non posso partire per lui e lo hai capito benissimo.»
«Sì, ma voglio che tu me lo dica. Ammettilo, Evie.»
Sollevo il volto. Noto soltanto adesso che abbiamo entrambi gli occhi lucidi. «Non posso venire con te perché sono innamorata di Corey.»
Sorride amaramente e annuisce. «Corri a dirglielo. Non perdere altro tempo qui con me.»
•
Mi attacco al campanello. Léon, dopo un po', stufo, viene ad aprirmi. Vedendomi, sorpreso, sorride. «Ragazzina, che fine avevi fatto? Ti eri chiusa in casa a meditare?» , mi domanda, invitandomi ad entrare.
«Più o meno. Avevo bisogno di riflettere per prendere una decisione importante» , gli rispondo. Inizio a guardarmi intorno e rifiuto la crostata ai mirtilli che mi offre. «Robert?» Stiamo ricominciando a usare tutti il suo vero nome, ma, certe volte, mi viene ancora spontaneo chiamarlo Corey.
«E' partito» , mi informa Alex, sbucando all'improvviso dalla sua stanza.
«Partito?» , chiedo, spaventata, sbiancando di colpo.
«E' tornato a Loughborough perché ci sono stati dei problemi con i genitori del suo vicino di casa, Tim, non so se te lo ricordi» , mi spiega il fratello di Chris.
Mi sento mancare. Vado a sedermi sul divano e Alex, notando il mio crescente stato d'agitazione, stranamente non preoccupandosi di mostrare apertamente la sua apprensione, si affretta a portarmi un bicchiere d'acqua.
«Evie?» Léon si lascia cadere accanto a me e mi porta una mano su un ginocchio.
«Tim sta bene?»
«Più o meno. Cioè, fisicamente sì.»
«Spiegati meglio!» , sbotto, esasperata.
«E' stato abbandonato. I Collins si stanno prendendo cura di lui, ma non credo che sia felice. Insomma, i suoi genitori sono pur sempre spariti lasciando unicamente un biglietto ad Amie per dirle di occuparsi di lui perché non torneranno mai più.»
Mi porto le mani sul viso, sconvolta. «Perché?»
Léon sospira. «Non lo so. Credi che stia nella mente di quelle persone?»
«Perché Corey non mi ha avvisata?»
«Per non disturbarti. Pensava che ti stessi preparando a partire con Thomas. A proposito, come mai sei ancora qui?» , mi domanda Alex, introducendosi nella conversazione.
«Per lui» , confesso.
I due mi guardano e iniziano a sorridere in modo malizioso.
«Per salutarlo?»
«Léon, smettila. Hai capito perfettamente il motivo che mi ha spinta a correre qui da voi oggi.»
«Sì, ma voglio che tu lo ammetta» , dice con aria divertita.
Alex incrocia le braccia e si appoggia con la schiena alla parete. Ridacchia e ci osserva.
Roteo gli occhi e sbuffo. «Lo amo.»
Iniziano ad applaudire entrambi e sfugge anche a me un sorrisetto. «E adesso che facciamo? Festeggiamo?» , domanda Alex. «Andiamo a Loughborough da lui» , rispondo con decisione. Strabuzzano gli occhi, sorpresi. «Non è tornato a casa a divertirsi. E' corso via per un'emergenza. Volete davvero abbandonarlo nel momento del bisogno? E' vostro fratello» , non demordo.
Entrambi titubanti, dopo un po' cedono. «In fin dei conti, non torno da parecchio dalla mia famiglia» , ammette Alex.
«E non bisogna mai tirarsi indietro quando c'è l'occasione di passare del tempo con Letha» , aggiunge Léon, beccandosi un'occhiataccia dal ragazzino.
•
Viene ad aprirci Baylee. Quando mi vede, sconvolta, spalanca le palpebre. «Evie!» , grida con voce più acuta del normale prima di saltarmi addosso per abbracciarmi. Le accarezzo i capelli biondi e sorrido.
«Mi ha appena fatto venire voglia di rimettermi in macchina per tornare a Nottingham» , si lamenta Alex alle mie spalle. La sorella lo fulmina con lo sguardo, ma si ricompone subito e, imbarazzata, si avvicina poi a Léon per salutarlo.
«Baylee, che stai facendo qui fuori?» Il suo gemello, Nolan, le compare alle spalle.
Sorpreso, sorride. «Che ci fate voi qui?»
Gli do una pacca su una spalla.
«Evie!» Holly, notandomi, inizia a scendere in fretta le scale per raggiungermi. Quando mi arriva accanto, la prendo fra le braccia e lei, allegra, inizia a riempirmi di baci una guancia.
Duncan sbuca dalla cucina e mi sorride in modo malizioso. «Lo sapevo. Alla fine, tornano sempre tutte da me» , commenta.
«Chi stai importunando questa volta?» Letha compare dietro di lui. Rotea gli occhi e poi si accorge di me e degli altri e corre a salutarci.
Amie, attirata dal trambusto, lascia la cucina e ci raggiunge. Allegra, inizia ad abbracciarci tutti e ci fa entrare in casa.
Mi siedo in soggiorno con le tre sorelle di Corey e inizio a guardarmi intorno. Mi chiedo che fine abbia fatto lui. Sono ansiosa di vederlo sia perché voglio domandargli di Tim sia perché devo dirgli che ho deciso di restare a Nottingham per stargli accanto perché lo amo.
«Vostro fratello?» , mi decido a chiedere. Letha mi sorride in modo malizioso. «Quale dei tanti?»
Abbasso lo sguardo, imbarazzata. «Lo sai» , mormoro.
Ride. «Hai davvero rinunciato a Thomas per lui?» Arrossisco.
«Thomas? Il fico da paura?» , si intromette Baylee nella discussione, visibilmente sconvolta.
Holly, felice, mi abbraccia. «Sei la fidanzata di Robin? Davvero? Quindi adesso starai sempre insieme a noi?»
«No, Holly, non stiamo insieme» , le rispondo, intenerita, accarezzandole i capelli rossi. «Non ancora» , precisa Letha.
Baylee solleva di scatto le mani in un moto rabbioso. «State scherzando, vero? Ha seriamente rinunciato a un ragazzo bellissimo per prendersi Robert?» Holly le rivolge un'occhiataccia e Letha le dà un colpetto sul braccio. «Non ve lo meritate proprio quel Thomas. Ci penserò io a lui, prima o poi» , continua il suo ragionamento, per niente toccata dalle reazioni delle sorelle.
«Non ti piaceva un chitarrista?» , azzardo.
«Cole?» Scoppia a ridere. «Si sa che, alla mia età, gli amori vanno e vengono» , mi spiega con sorprendente maturità. «Siamo usciti insieme per un po'» , racconta.
«E poi?» , le domando, incuriosita.
«Poi mi ha detto di eliminare le gonne dal mio guardaroba e di portare soltanto pantaloni lunghi e che, se volevo stare con lui, dovevo rinunciare a tutti i miei amici maschi.»
«E tu?» , la incito a proseguire.
«Mi sembra ovvio, no? Ho fatto fuori lui dalla mia vita. Nessuno può impormi qualcosa. Sono una ragazza libera.»
Letha, orgogliosa, le sorride e io faccio lo stesso. La porta di casa si spalanca di colpo. «Siamo tornati dal parco!» Corey, distrattamente, si volta a guardarmi. Gli cade dalle mani un mazzo di chiavi per lo stupore. Lascio Holly sul divano per raggiungere lui e Tim. Il bambino, meravigliato, mi salta in braccio. Gli bacio una guancia, allegra, e lui, sorridendomi, mi accarezza i capelli. «Starai anche tu qui con me?» Annuisco. Serra le palpebre, posa la testa sulla mia spalla e mi abbraccia. Gli passo le dita sulla schiena, felice di averlo rivisto.
Duncan, intanto, sbuffando, si accinge a chiudere la porta di casa. «Non tenere la bocca aperta, Robin, sembri un idiota» , lo informa, beccandosi un buffetto sulla nuca. «Che cosa ci fai tu qui?» Corey si decide ad avvicinarsi a me e a Tim. Accarezza i capelli al bambino e, incredulo, continua a fissarmi in attesa di una spiegazione.
«Perché sei partito senza avvertirmi?»
Amie sbuca alle nostre spalle. Ci osserva e sorride. «Scusate» , mormora, avvicinandosi. Mi invita a darle il piccolo. «Ho preparato la merenda a questo ometto. Lo porto con me in cucina, se non vi dispiace. Ma non credo, no? Alex e Léon mi hanno spiegato il motivo per cui siete venuti qui» , mi informa, facendomi l'occhiolino prima di sparire con Tim. Arrossisco fino alla punta dei capelli.
«Che sta succedendo?» , mi domanda Corey, confuso.
«Evie, tesoro, puoi andare a prendermi la felpa che ho lasciato in camera?» , mi urla Letha dal divano. Lei e Holly sorridono in modo malizioso.
«Felpa? Siamo quasi a Giugno» , le fa notare il gemello, sempre più perplesso.
«Andate, coraggio!» , si intromette nella conversazione anche Baylee, esasperata. Trattengo a stento una risata. Inizio a salire le scale e lui mi segue. Una volta in camera, ci chiudo la porta alle spalle.
«Mi spieghi perché siete tutti così strani?»
Mi appoggio alla scrivania con le braccia incrociate sotto il seno. «Credevo che fossi la mente del gruppo» , commento, divertita. Infastidito, mi rivolge un'occhiataccia. «Sei venuta qui per insultarmi?»
Sorrido e scuoto il capo. «Sono venuta a Loughborough per Tim. Mi spieghi che cosa gli sta succedendo?»
Sospira pesantemente. «I suoi genitori hanno lasciato una lettera a mia madre per dirle che non torneranno mai più a prenderlo. Non lo volevano. Hanno deciso di viaggiare per il mondo. Nemmeno i suoi nonni hanno intenzione di prendersi cura di lui e io ho deciso di tenerlo con me. Forza, dimmi anche tu che sono pazzo e troppo giovane per fare il padre. Me lo stanno ripetendo tutti i miei fratelli da ore.» Cammina nervosamente per la stanza mentre racconta. Gli prendo una mano e si ferma. Sorridendo, lo attiro a me. Gli accarezzo una guancia e poso le mie labbra sulle sue. Sorpreso, chiude gli occhi e mi porta le dita sulla schiena. Il cuore mi batte forte in petto e percepisco il suo fare lo stesso. Quando si allontana per guardarmi, emozionata, faccio combaciare le nostre fronti.
«Sarai un padre perfetto e io ti starò accanto e ti sosterrò in questa tua decisione. Sono venuta qui per Tim e per te, perché io ti amo, non ho mai smesso di farlo.»
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Gli eredi
Acción[Finalista dei Wattys 2021] [Nella longlist degli Italian Academy Awards 2021] Passato e presente si intrecciano per uno scherzo del destino quando Evie si ritrova ad avere due loschi vicini di casa, un vecchio amico e suo cugino come coinquilini e...
