Accompagnai Wheezie fino alla porta, poi io mi fermai alla veranda e rimasi a guardarla uscire dal cancello; il ragazzo che era venuto a prenderla doveva avere più o meno la sua età, occhi marroni e capelli del medesimo colore, ma ricci. Non ero riuscita a parlarne però mi bastava che la piccola Cameron si trovasse bene con lui.
Appena non riuscì più a vederli, presi il mio telefono tra le mani e guardai le ultime notifiche, ignorai tutte le altre e mi soffermai su quella di mio fratello. Evidentemente avrebbero ritardato più del previsto e quindi mi aveva detto di andarmene a letto senza aspettarlo; non ero molto propensa di questo fatto, ma mi limitai ad accettare la sua decisione e mi voltai verso la porta d'entrata, se solo qualcosa o meglio qualcuno non la stesse invadendo.
Rafe aveva voglia di litigare a quanto pare, beh io non ero dell'umore e quindi svoltai sull'angolo, sedendomi così nella panchina della veranda e rimasi lì a guardare il telefono ignorando la sua costante presenza.
Dopo svariati minuti che continuavamo a non parlarci, ma comunque entrambi coscienti di essere a meno di due metri, si portò sulla poltrona di fronte a me. Io tenni lo sguardo fisso sui suoi movimenti e lui si tirò fuori le cartine per le sigarette; ora non potevo andarmene, così sarei sembrata la codarda dei i due!
Prese una cartina e la ripose nel tavolo al centro a noi, poi con molta cautela e con tutta la precisione del mondo ci poggiò il tabacco. Non riuscivo a toglierli gli occhi di d'osso; ogni sua singola mossa era fatta così, così...non avevo nemmeno le parole per descriverlo.
Cominciò a leccarla, facendola aderire e in quel esatto istante portò lo sguardo su di me, lo teneva fisso e io non esitai a trovare il confronto, rimanendo a guardarlo nei suoi occhi azzurri.
Solo quando la sigaretta prese la forma più che perfetta se la accese, per poi ritornare ad osservarmi. "Domani cosa fai?" mi chiese come se neanche qualche ora fa mi avesse maltrattata nella sua stessa camera. "Penso che me ne andrò dai miei amici" risposi secca e senza sentimento, mentre lui faceva uscire dalle sua labbra un leggero fumo provocato dalla cicca che aveva in mano.
E poi il silenzio.
Quel maledetto silenzio che tutti e due odiavamo così tanto, fino a quando non lo ruppe nuovamente, alzandosi in piedi e venendo verso di me con una delle sue proposte insolite: "alzati".
"Perché dovrei farlo?" domandai scocciata dal suo comportamento così arrogante, ma non fece a meno che sollevarmi cautamente e subito dopo mi ritrasse nelle sue gambe. "Cosa stai facendo?" chiesi cercando di rialzarmi, ma mi bloccò appoggiando le sue mani nei miei fianchi.
"Stai ferma" mi immobilizzò "e non ti agitare" dopo tutto non mi avrebbe fatto niente, quindi mi rilassai e portai un braccio intorno al suo collo solo per mettermi più comoda. Pian piano la sua mano cominciò a scorrere sulla mia schiena, facendomi i grattini lungo di essa e io con delicatezza passai le mie dita tra i suoi capelli, continuando così a passarci le unghie sottili sulla sua testa facendolo così salire i brividi, che riuscivo ad intravedere nelle sue braccia e nel suo petto, visto che la maglietta glielo lasciava leggermente scoperto.
Dopo quasi dieci minuti mi distesi su di lui, appoggiando il viso nell'incavo del suo collo dove lasciavo ricadere il mio respiro su di esso. Il suo tocco si spostava dalla schiena alla coscia, mentre io continuavo a farli i grattini sulla nuca e con l'altra libera gliela posai sui pettorali.
Non capivo il motivo perché stessimo facendo questo, ma entrambi sembravamo volerlo e soprattutto ne avevamo estremo bisogno, non so da quanto Rafe non riceveva dell'affetto...
Rimanemmo così per quasi un'ora, senza che nessuno dei due dicesse niente, lui osservava le stelle e qualche volta si voltava a guardare il mio viso, mentre io rimanevo appostata alla sua spalla, dolcemente accompagnata dal suo tocco sul mio corpo, avrei potuto rimanere così per sempre, eppure non ero capace di ammetterlo.
"Sei arrabbiata con me?" non pensavo che dopo tutto questo avesse avuto ancora il coraggio di parlare, ma evidentemente non dovevo stupirmi di niente da Rafe Cameron.
Chiedendomi questo si era leggermente ritirato su, solo per riuscir a scorgermi il viso, ma poté solo che notare i miei occhi socchiusi che provavano a rispondergli.
Riuscì a sentire una sua leggera risata nel vedermi addormentata, allora si riposò com'era prima, ancora tenendomi tra le sue braccia. "No" risposi alla sua domanda con tutta la sincerità possibile nella mia voce, in questo momento stavo così bene con lui che dicendo il contrario avrei solo che mentito.
La sua mano si avvicinò alla mia, cercava di afferrarla, ma dopotutto neanche il nostro Rafe riusciva a trovarne il coraggio, si sarebbe dimostrato debole bei mie confronti, come lui stesso a volte diceva. Riuscì solamente a far congiungere i nostri mignoli, che un gesto così da lui era tutto il contrario che mi sarei potuta aspettare.
Poco dopo il sonno mi pervase, ormai doveva essere passata la mezzanotte e il mio corpo era troppo stanco per resistere, quindi lasciai vincere la stanchezza, sentendomi protetta e sicura.
Dormivo così pesantemente, mi risvegliai solo quando lo sentì alzarsi con me tra le sue braccia, evidentemente mi stava riportando in camera. "Dove mi stai portando?" chiesi alzando la testa "ti porto a letto" mi bisbigliò aprendo la porta d'entrata e percorrendo il percorso per arrivare alla mia stanza.
"Rafe mettimi giù, riesco ad andarci da sola" dissi non aprendo nemmeno gli occhi, ma non fece altro che non assecondarmi, fece tutto per testa sua, portandomi in camera.
Mi poggiò delicatamente sul materasso, poi lo sentì levarmi le scarpe e con altrettanta dolcezza mi ricoprì con le coperte, ma lo sentì rimanere ancora a guardarmi. "Che ore sono?" chiesi risvegliandomi leggermente "sono quasi le tre, torna a dormire" mi riaccompagnò la testa verso il cuscino e mi sistemò i capelli.
"Buonanotte Gaia" si avvicinò verso la mia guancia e ci lasciò un umido bacio, delicato, ma unico ed io lo ritrassi a me solo per ricambiare.
"Grazie" dissi facendo scorrere la mia mano lungo il suo petto.
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scelta difficile || rafe cameron
FanfictionDue opposti, Gaia Routledge una pogues e Rafe Cameron un Kooks. Fin dai primi anni della loro vita i due non si sopportano, mantenendo un odio costante da parte di entrambi, ma che sotto sotto sanno che nonostante quell'odio c'è qualcosa che li avv...
