Mi risvegliai tra le braccia di Rafe, tra le braccia del ragazzo che amavo e lo osservai respirare pesantemente, finalmente dormiva spensierato dopo tanto tempo di sofferenza e non feci a meno che lasciarmi scappare un sorriso.
Mi sollevai sui gomiti lasciandogli un umido bacio sulla guancia, ma mi accorsi di una figura che disturbava la nostra quiete, Tess dormiva beatamente dietro il corpo seminudo, ovvero coperto solo da dei pantaloni, di Rafe.
"Tess e tu come ci sei finita qui?" sussurrai accigliata e soprattutto sorpresa, ma la mia esclamazione attirò l'attenzione di Rafe, svegliandolo dal profondo sonno che incombeva in lui. "Hai detto qualcosa biondina?" bisbigliò con la voce impastata dal sonno e socchiuse gli occhi per osservare il mio sguardo confuso.
"Buongiorno" la voce squillante di Tess scombussolò il biondo, che si voltò cauto, ma soprattutto con sguardo assassino, la bambina non sapeva in che guaio si era appena cacciata.
"Lei che ci fa qui?" sbottò mettendosi seduto e accusandomi di punto in bianco "ah beh io non c'entro!" esclamai alzando le braccia in aria. "Come sei entrata?" Rafe si rivolse minacciosamente alla bambina e non esitò a prenderla tra le sue braccia molto violentemente "dalla porta" rispose Tess come se fosse ovvia come risposta, dopotutto non aveva neanche tutti i torti.
"Ti avevo detto di chiuderla" mi rimproverò Rafe "no io ti avevo detto di chiuderla!" e puntai un dito sul suo petto, ma ignorò le mie parole dirigendosi in salotto con la bambina tra le braccia che nel mentre si dimenava contrariata.
"Ora rimani qua" Rafe posò Tess nel divano e fece per raggiungermi, ma a sorpassarlo con una corsetta scoordinata era la bambina che tentava di arrivare alla mia camera. "Oh vede che non ci siamo capiti" esordì il biondo e l'afferrò prontamente dal braccio, la sollevò e la dipose nuovamente sul divano.
"Non ti consiglio di disubbidirmi ancora una volta" se solo la piccola avesse saputo con chi aveva a che fare non si sarebbe mai permessa di trasgredire le fervide regole di Rafe Cameron.
"È inutile che metti il broncio" sbottò divertito Rafe mentre mi raggiungeva e la bimba, con sguardo cupo e arrabbiato rimase a sedere impavida nel divano.
"Sei così cattivo nei suoi confronti" esclamai appena richiuse la porta a chiave, questa volta mi accertai che venisse chiusa sul serio. "Andiamo biondina" il suo braccio circondò il mio fianco e fece unire le nostre figure "già una Routledge è complicata da sopportare, pensa due" esclamò riuscendo a pieno nel suo intento, ovvero stuzzicarmi.
"Quanto puoi essere fastidioso" sbuffai stremata dai suoi commenti così punzecchianti e mi allontanai dal suo corpo così perfetto, "davvero tanto" sbottò seguendomi a ruota e percepì il suo ghigno soccombere nell'aria "devo ripetere le stesse parole anche a te? È inutile che metti il broncio a me biondina" il suo petto si appoggiò alla mia schiena, aderendosi perfettamente alla mia figura e mi irrigidì nel sentire la sua presenza alle mie spalle.
"Oh smettila non l'avrai vinta così" e successivamente chinai lo sguardo verso il basso, odiavo l'effetto che aveva su me, ma allo stesso tempo lo amavo alla follia. "Allora forse con una buona colazione a letto cambierai idea" Rafe sapeva precisamente dove andare a parare e non sbagliava mai.
Mi voltò cautamente e prese il comando della mia figura, assaporando le mie labbra come se fosse la prima volta e poi si lasciò andare alle sue dolci maniere: "ora mettiti a letto biondina" e sorrisi innocentemente, conoscere Rafe significava anche questo, essere sempre al primo posto per lui.
Lo sentì raggiungere la cucina e percepì anche qualche bisticcio tra lui e Tess, dopotutto quei due erano cane e gatto, un po' come me e lui...ma qualcosa disturbò la nostra quiete mattutina, una voce irruppe in casa nostra:
"sono tornato"
era mio fratello.
Non ci misi un secondo in più a capire di chi si trattasse e mi catapultai in piedi uscendo dalla mia camera e lo vidi lì, con qualche livido ma vivo e vegeto, diritto davanti l'entrata.
"Quindi è così che te la passi?" la sua domanda fredda e priva di emozioni mi travolse, che gli stava succedendo? Io ero al punto di scoppiare in lacrime di felicità, ma lui non sembrava così contento di vedermi, aveva qualcosa che lo turbava internamente che era più grande di quanto pensassi.
"Io ero in prigione per colpa sua" John B indicò prepotentemente Rafe che appoggiava con la schiena al muro, il suo sguardo serio e immobile era ciò che temevo di più "e tu lo hai portato a casa mia? sputò fuori quelle parole come veleno puro.
"Ti importa qualcosa di me? Ti importa qualcosa di tuo fratello?" ora come ora ero affranta dalle parole di John B e mi sentivo così presa in causa, "io sono scappata con te, io ho messo a rischio la mia vita per te, ho rischiato di morire per te e ora tu mi vieni a dire che non mi importa nulla di te? Come ti permetti di dirmi una cosa del genere dopo tutto quello ho fatto? Scusami se non ero abbastanza stabile mentalmente per affrontare un'altra situazione del genere, perdonami se ho sofferto e per una volta non ho saputo reagire!" esclamai fuori di me e la mia voce rotta rimbombava tra le pareti della casa.
Mio fratello non emise un fiato e mi afferrò violentemente il braccio, strinse di conseguenza la presa nei miei confronti ed emisi un leggero lamento di dolore. "Lasciala" la voce di Rafe tuonò nell'aria e John B lo osservò senza spiccicare parola "ho detto lasciala" ribadì fermamente e il suo corpo rimase immobile, ma solo io sapevo dentro alla sua testa l'irrefrenabile confusione, che si stava evolvendo in questo momento.
Mio fratello sembrò ignorare le parole di Rafe e si concentrò maggiormente su di me, su sua sorella. "Tu l'hai portato in casa mia dopotutto quello che ci ha fatto" sbottò John B e non potevo contraddirlo, ma se solo avesse saputo la verità e di come veramente stavano le cose, perché la nostra unica e vera minaccia era Ward e non suo figlio.
"Non è colpa sua" difesi Rafe di fronte a mio fratello, era ciò a cui credevo e conoscevo Rafe, era una persona che aveva bisogno solo di un po' di aiuto, ma che tutti glielo negarono rendendolo un mostro agli occhi esterni.
John B non mi rispose, si limitò ad osservarmi con sguardo assassino fino a quando il suo palmo si sollevò in aria e mi colpì in pieno viso.
Mio fratello mi aveva appena fatto del male.
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scelta difficile || rafe cameron
FanfictionDue opposti, Gaia Routledge una pogues e Rafe Cameron un Kooks. Fin dai primi anni della loro vita i due non si sopportano, mantenendo un odio costante da parte di entrambi, ma che sotto sotto sanno che nonostante quell'odio c'è qualcosa che li avv...
