Si riposò dolcemente sopra il mio corpo, volendo ancora continuare quello che aveva iniziato.
Le sue labbra scivolarono fino al mio collo, cominciò a succhiare la pelle e a lasciare marchi evidenti, nessuno dei due sembrava averne abbastanza dell'altro.
"Avevi detto di non volere questo" posò le sue mani ai lati della mia testa, tenendo le sue labbra a pochi centimetri dalle mie, mi stava sfidando e sapevo che amava vedermi in soggezione. "Infatti non ho mai detto di volerlo" mi sorressi suoi gomiti, lasciando che i nostri corpi semi nudi si toccassero. "Cazzo mi fai impazzire" esclamò tutto d'un fiato prima di ritornare a baciarmi, mettendoci tutta la passione che riusciva ad avere.
La sua mano sinistra scivolò verso il mio seno, stringendolo al contatto e provocandomi una scossa di brividi lungo la schiena. Il tutto stava scorrendo così fluidamente, entrambi stavamo aspettando questo e lui più di me, fino a quando qualcuno non bussò alla porta. "Rafe!" gridò dal corridoio Wheezie, quella ragazza era ovunque nei nostri miglior momenti.
"Che vuoi?" disse staccandosi velocemente dal bacio e poi ritornò a fare quello che già stava facendo, "Rafe cazzo" lo spinsi lontano da me "c'è tua sorella fuori dalla stanza, vai a vedere se ha bisogno di te" bisbigliai alzandomi in piedi, mentre lui era ancora seduto sul letto ad osservarmi con sguardo maligno.
"Togliti quell'espressione dalla faccia!" sibilai prima di nascondermi in bagno.
"Cos'hai Wheezie?" spalancò la porta domandole con tono arrogante di cosa avesse bisogno. "Hai visto Gaia?" chiese la mora cercando di preoccuparsi del fatto che non mi facessi viva da giorni, ma in realtà nessuno sapeva che fossi segregata nella camera di Rafe.
"No" rispose seccamente e freddo, ci furono alcuni secondi di silenzio e poi altre parole dalla parte della sorella minore "perché la tratti così?" sollecitò, immaginavo gli sguardi di entrambi "è così buona con tutti e anche con te" quelle sue parole erano così dolci "però tu l'hai sempre trattata male" lasciai ricadere un respiro affannoso nelle mura di quel bagno, purtroppo quello che aveva detto Wheezie era più che vero.
La porta si richiuse e poi sentì la maniglia del bagno scendere, subito dopo una figura possente mi si piazzò davanti, Rafe. "Hai sentito tutto?" domandò mentre mi faceva spazio nella sua camera, ma questa volta indossavo di nuovo la mia maglietta, "non è una novità il fatto che ci odiamo" lo guardai seriamente, lo sapevano tutti e pure noi due ne eravamo consapevoli, fin da bambini c'era stato questo odio nei nostri confronti che forse dopotutto non era quello che ci saremmo aspettati in un futuro.
Nessuno dei due sapeva cosa dire e forse il silenzio era l'unica soluzione, fino a quando la sua voce lo interruppe "Gaia" stava per iniziare un discorso, ma non era pronta e tantomeno sicura di volerlo ascoltare. "Non serve che dici niente" sospirai sedendomi sul materasso "è sempre stato così il nostro rapporto e non cambierà" mi poggiai con la testa sul suo cuscino "buonanotte".
"Notte Gaia" si avvicinò a me lasciandomi un bacio sulla guancia e poi lo sentì allontanarsi, evidentemente se ne stava andando in terrazza a prendere un po' d'aria o semplicemente per starsene un po' da solo, rientrò quasi dopo una buona mezz'oretta e lo sentì muoversi diverse volte intorno alla stanza, ero ancora sveglia, ma facevo finta di essermi addormentata.
Cautamente il suo corpo si poggiò al bordo del letto, la sua mano girovagò per il mio fianco mentre con l'altra mi spostò i capelli biondi dal viso. Aveva fumato e ne ero certa, sentivo il suo profumo mischiato ad un leggero odore di tabacco, era sopportabile e anche buono.
"Ei" sussurrò, non sapevo se stesse provando a svegliarmi ma era così delicato e leggero, che quasi mi dispiaceva che il suo tocco si spostasse dal mio corpo. "Dimmi" lasciai uscire un veloce lamento dalla mia bocca, mentre tenevo ancora gli occhi serrati, ma forse il sonno stava per prendere il controllo visto che il tocco di Rafe sulla mia pelle e i morbidi grattini, mi avevano fatto rilassare più del dovuto, o forse era proprio la sua presenza a farmi stare così tranquilla?
"Possiamo parlare?" chiese, sentivo il suo tono leggermente più preoccupato del solito. "Non possiamo parlarne domani mattina?" domandai cercando di levarmi da questa situazione "mettiti a dormire" lo incitai e non disse nulla, lo sentì solamente prendere posto vicino di me, appena si sistemò al meglio colsi l'occasione per poggiarmi con la testa sul suo petto e prese così ad accarezzarmi i capelli.
"Rafe" alzai il viso verso il suo guardandolo dispiaciuta, non era intenzionato a dormire, lo capivo solamente dagli occhi che aveva "devi riposare, sei troppo stanco" dissi tutto d'un fiato, non volevo essere invadente, ma volevo che lui si preoccupasse della sua salute, era un ragazzo instabile... psicopatico...
"Gaia" questa volta mi richiamò lui "non ti avrei mai annegato ok?" si portò seduto e cercò di guardarmi attentamente, voleva esprimere la verità è forse dopo tutto gli stavo anche credendo "sei l'unica cosa a cui tengo, non... non..." cominciò a balbettare stringendosi i pugni alla testa, le sue tempie grondavano di sudore e gli occhi erano sperduti che girovagano per la stanza buia e illibata solo dal bagliore della luna "non ti avrei mai ucc... ucci... uccisa! Ti prego credimi, non so cosa mi sia preso oggi, ma sono... sono... sic...sicuro che non ti avrei fatto del ma...male..." sospirò e notai una sua lacrima rigargli la guancia, mi lascio sorpresa.
"Gaia ti prego dì qualcosa" gridò, passandosi la mano violentemente sui capelli e notai come il suo problema mentale fosse così difficile per lui da sopportare, era pur sempre un ragazzo.
Non dissi niente e forse mi sembrava anche il caso di non dover dire niente; mi misi anche io seduta guardandolo attentamente negli occhi celestini, che divagavano in continuazione senza fermarsi "guardami" sussurrai prendendo le sue guance tra le mie mani "devi calmarti Rafe" il suo respiro stava aumentando e il petto continuava a scendere e salire ad una velocità troppo elevata.
"Ei" lo guardai attentamente "respira" dissi aggrottando la fronte in maniera preoccupata, non dava chiari segni di coscienza in questo momento, era così perso. "Rafe per favore" lo supplicai, questa volta mi stavo seriamente preoccupando.
"Rafe" dissi avvicinandomi alle sue labbra per poi posarmici sopra con leggerezza, sentivo il bisogno di stargli accanto in questo momento e vederlo così mi stava distruggendo. "È tutto apposto" sussurrai tra un bacio e l'altro, sentendo le sue mani posarsi sul mio corpo, ora lo riconoscevo.
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scelta difficile || rafe cameron
Fiksi PenggemarDue opposti, Gaia Routledge una pogues e Rafe Cameron un Kooks. Fin dai primi anni della loro vita i due non si sopportano, mantenendo un odio costante da parte di entrambi, ma che sotto sotto sanno che nonostante quell'odio c'è qualcosa che li avv...
