Chapter 66

4.1K 130 35
                                        

Si fermò davanti a una porta di una casa piccola e sgangherata, se era lì che teneva l'oro, beh il nostro mitico John B era caduto più in basso di quanto pensassi. "La tua sorellina dov'è? Non vuole vedermi che non si è presentata?" lo ricattai facendolo scattare verso di me afferrandomi per il colletto della maglia, poteva essere un ricatto ma dopotutto era quello che pensavo, dov'era la biondina?

Mi squadrò per qualche secondo minacciosamente, io mi limitai ad osservarlo, era così patetico, poi mi lasciò andare in maniera brusca e spalancò la porta, dal suo interno si levò una leggera brezza pomeridiana, fresca e odorante di legno, sbattei le palpebre per solo poi riconoscere quel minuto corpo disteso su un tavolo...

Gaia.

Mi diressi da lei senza pensare ad altro, era stata lei il mio unico pensiero negli ultimi mesi da quando era sparita "ei" dissi quasi con le lacrime, la biondina era l'unica a rendermi così debole "Gaia" la scossi leggermente mentre le accarezzavo dolcemente i capelli, solo dopo mi resi conto essere collegata ad una flebo e avere un proiettile in pieno risalto sul suo fianco sinistro "chi è stato?" chiesi voltandomi verso John B, visto che lei non dava segnali, a quanto pare era svenuta dai dolori "Ward" rabbrividì a quel nome anche se non capivo cosa mi turbasse tanto, vedendola ferita l'avevo già intuito il colpevole.

Mi rivoltai verso Gaia guardandola con un nodo in gola "per favore svegliati" le spostai i ciuffi biondi cadenti sul viso e la osservai così attentamente, era sempre così perfetta e bella; aveva la bocca semiaperta da dove usciva un pesante respiro, il viso leggermente sudato con le guance assai arrossate, come sempre d'altronde. Le poggiai una mano sulla fronte era così calda, doveva avere la febbre perché il suo viso scottava, guardai il dottore davanti di me che sistemava le sue attrezzature, non mi ispirava poi così tanta fiducia.

"Rafe" sentì una mano piccola e dolce lasciarsi ricadere sulla mia guancia, mi riposai sullo sguardo di Gaia ma questa volta i suoi occhi verdi erano aperti e vivi "Rafe" disse di nuovo sorridendo e non esitai ad appoggiarmi sulle sue labbra, la sensazione era come quella di sempre: inspiegabile. Non avevo mai amato nessuno tanto come quella ragazza.

Mi staccai dal bacio e la guardai come se fosse la prima volta, mi era mancata e ora che l'avevo ritrovata mi ero giurato che non l'avrei più lasciata andare.

"La porto in ospedale" dissi mettendomi dritto in piedi, mentre la sua mano stringeva forte la mia, come per paura che me ne andassi ancora, anche se era lei quella ad essersene andata. "No" esclamò John B rivolgendomi uno sguardo schifato, a quanto pare il nostro Routledge non era a conoscenza del rapporto mio e di sua sorella minore "con Rafe!?" si accanì di conseguenza su Gaia, molto probabilmente non si spiegava tutto questo "te la fai con un un kook?" sbottò nervosamente "vaffanculo" lo spinsi lontano da lei, non aveva bisogno di ulteriori problemi in questo momento.

"Non toccarmi" ritornò verso di me, questa volta entrambi ci tenevamo stretti per i colletti delle nostre maglie, era uno sguardo dopo l'altro, fino a quando ad interromperci non fu la sua minuta voce che mi distrò dal tutto "Ragazzi" si resse su un fianco "smettetela per favore" si mise seduta e portandosi le mani al viso "per una buona cazzo di volta potete andare d'accordo?" esclamò quasi urlando, era così esausta e capivo benissimo la sua frustrazione.

Mi allontanai da John B solo per riportarmi al suo esile corpo e la feci distendere "lasciatemi portarla in ospedale" pregai i due che non volevano lasciarla andare "ha già perso troppo sangue o la operiamo adesso o non ce la farà" a quella frase il mio viso cambiò drasticamente espressione, non poteva dire sul serio? Abbassai i miei occhi azzurrini su quelli della biondina, socchiuse i suoi e mi guardò con un sorriso "andrà tutto bene" le sussurrai guardandola a mia volta e fece un cenno con la testa, per poi cedere in un leggere sonno "ei no" presi il suo volto accaldato tra le mie mani "non addormentarti" e riaprì leggermente gli occhi, lasciai ricadere un sospiro di sollievo e cominciai ad accarezzarle la guancia col mio pollice mentre ascoltavo le parole del dottore, sperando di tenerla sveglia.

"Sono quattromila dollari per l'intervento" disse l'uomo "che cosa?" John B apparve sconcertato, molto probabilmente non aveva a disposizione tutta quella somma di denaro "io non li ho..." balbettò in maniera nervosa, sotto un certo lato mi dispiaceva vederlo così, perché sapevo quanto teneva a Gaia ed io stesso ero passato nella sua situazione e in questo momento ancora mi ci trovavo "pagherò io" esclamai, avrei fatto di tutto per salvarla "ma ora inizi l'operazione" conclusi deciso.

Le iniettò l'anestesia e pochi secondi dopo le fece effetto, ma gli istanti prima mi prese la mano stringendomela "Rafe io..." cercò di parlare ma il sonno prese sopravvento nel suo corpo e si addormentò.

"Spero non siate sensibili" il dottore prese il bisturi e una pinza per poi dirigersi verso la ferita, io alzai lo sguardo verso quello di John B e lui fece lo stesso, lo odiavo con tutto il cuore ma in questo momento sapevo che Gaia avrebbe voluto la nostra collaborazione; dopotutto avere il proprio fratello e il proprio ragazzo (sempre se mi aveva mai definito così, visto che per me lei era tale) che non si erano mai sopportati ed erano di due mondi completamente diversi, non era facile da sopportare.

"Grazie" sussurrò il moro riferendosi al costo dell'operazione che mi ero offerto di pagare, avrei voluto dirgli che non mi serviva un ringraziamento, per quella ragazza era il minimo che potessi fare, ma mi limitai ad annuire con il mio solito sguardo.

Poi guardai il viso sofferente di Gaia e le strinsi ancora di più la sua mano, ce l'avrebbe fatta ne ero sicuro.

scelta difficile || rafe cameronDove le storie prendono vita. Scoprilo ora