Chapter 93

292 8 0
                                        

Il mare e il nulla ci accompagnarono per le ore successive. Interminabili. Eterne.
La mia bocca asciutta desiderava, disperata, dell'acqua, nonostante ne fossimo circondati.

"Dove siamo?" sussurrò Kiara tra un respiro affannato e l'altro pure.
"Nel nulla" sbottai osservando il vuoto infinito di fronte i miei occhi. Il buio e l'oscurità ci perseguitavano.

Socchiusi gli occhi.
La mia personalità, ansiosa e testarda, si era spenta. Limitata al dolore.
Immaginando il volto di Rafe un'ultima volta, la mia condanna.

Stavo scappando un'altra volta.
Codarda. Questo ero e sono.

Mi avrebbe ritrovata, ne ero sicura. Ma questa volta avrei trovato lo stesso Rafe di sempre?
Quello che aveva pianto sulla mia tomba dalla mia scomparsa?

Le mie domande non ottennero risposte, soltanto silenzio e così mi abbandonai, al movimento del mare tra le braccia di mio fratello.
L'unica certezza in quel momento. O almeno per ora.

La notte era stata lunga, tormentata. Ma il risveglio aveva portato buone notizie: "TERRA" gridò Pope.
I miei occhi gioirono.

Ignara che quella terra, sarebbe diventata la nostra casa per un mese, prima che un uomo misterioso ci portò in salvo e da qui il mio inferno ebbe nuovamente inizio.

——————
Quando scesi le scale, il vestito rosso sembrava quasi avere vita propria. Morbido, fluido, incollato alla pelle. Era l'unica cosa fuori posto in quel quadro troppo silenzioso. I miei tacchi toccavano il marmo con un suono ritmico, controllato.
Non volevo sembrare debole.
Non volevo sembrarlo nemmeno davanti a lui.

E poi lo vidi.

Rafe.

Era in piedi, spalle dritte, braccia incrociate. Lo sguardo non sorpreso, ma immobile.
I suoi occhi, per un istante, cambiarono. Solo un attimo. Un'increspatura negli abissi. E lo vidi.
Quella crepa nel controllo. Quella luce sporca che conosco da sempre.
Era contento di vedermi. Anche se non lo avrebbe mai detto o almeno questo nuovo Rafe non lo avrebbe mai detto.
Anche se avrebbe preferito spararmi piuttosto che ammetterlo.

Aveva i capelli più corti. Il viso tirato. Addosso un completo nero, niente di troppo elegante, ma abbastanza da sembrare pericoloso con stile. Un altro Rafe. O forse lo stesso di sempre, solo con più danni dentro.

"Ti sei vestita bene per morire, Gaia," fu la sua prima frase.
Senza emozione.
Senza tatto.
Il solito stronzo.
"Che ci fai qui?" sbottò in seguito, sembrando quasi preoccupato.

"E tu?" domandai guardandomi attorno, piuttosto irritata dalla sua presenza.
"Affari"
"Non dovresti essere qui"continuò con un velo di malinconia nella sua voce.
"Eppure sono qui"
"Perché?"
"Perché mi hanno rapita Rafe!"

Lui mi guardò, il suo viso si incupì alle mie parole. 

Poi la porta laterale si aprì. Entrò il capo.

Vestito in grigio scuro, con un sorriso tagliente come un rasoio. Parlava come chi sa che ha tutto sotto controllo. Come chi non minaccia, ma semplicemente decide.

"Signorina Gaia," disse. "E finalmente anche il signor Cameron. Bene. Vi ho qui per un motivo."

Appena si avvicinò troppo a me, Rafe si portò di fronte la mia figura. I suoi movimenti erano calmi, ma precisi.

"Non ti avvicinare a lei," disse, piano. "Non toccarla."
Il capo si voltò verso di lui, incuriosito. "Oh. Sei diventato sentimentale?"

"No," ribatté Rafe, incrociando le braccia. "Ma se pensi di usarla per ottenere qualcosa da me, o per giocare con i tuoi soliti teatrini... ti sbagli di grosso."Lo disse con la voce piatta. Ma sotto quella calma, c'era una lama.

Il capo lo scrutò per qualche secondo, poi sorrise con aria di sfida. "Notato. Ma sappi che non è qui per farti compagnia. È qui perché mi serve. Entrambi mi servite."

Mi irrigidii. Rafe mi lanciò un'occhiata. Non parlò, ma era chiaro: se succedeva qualcosa, lui avrebbe reagito. Anche se non ero più sua. Anche se non lo volevo.
Mi avrebbe difesa comunque.
Quel tipo di legame tossico, sporco, ma profondo... non era mai finito davvero.

"Ho bisogno di un oggetto," continuò il Boss. "Una mappa. Sappiamo che tuo fratello, John B
e i tuoi amici ne sono in possesso. E tu, Gaia... tu sai dove si trova."

Lo guardai, fredda. "No. Non lo so."

Il Boss si voltò verso Rafe. "E tu invece mi aiuterai con la ricerca. Tuo padre mi ha promesso un carico che non è mai arrivato. Sai bene che il debito è tuo ora."

Rafe parlò piano, quasi distratto. "E tenerci prigionieri ti aiuterà?"

Il Boss sorrise ancora. "Non ho bisogno che mi aiuti. Ho bisogno che tu obbedisca. Finché non lo fate... dormirete insieme. Ma non troppo comodamente."

scelta difficile || rafe cameronDove le storie prendono vita. Scoprilo ora