Prologue.

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"Amore non è amore se muta quando scopre un mutamento o tende a svanire quando l'altro si allontana. Amore è un faro sempre fisso che sovrasta la tempesta e non vacilla mai. Amore non muta in poche ore o settimane ma impavido resiste al giorno estremo del giudizio. Se questo è errore e mi sarà provato io non ho mai scritto e nessuno ha mai amato."

Il suono della campanella interruppe la voce della signorina Martin, la quale stava leggendo una delle mie citazioni preferite. Se la letteratura non mi era mai piaciuta, era solo perchè non avevo mai avuto una signorina Martin a raccontarmela. Amava il suo lavoro e riusciva a trasmettere la sua passione agli studenti. Persino a me, che di libri, non ne avevo mai voluto sapere niente.

La giovane professoressa posò delicatamente gli occhiali sulla cattedra, seguiti dal libro che ci stava leggendo.

"Ci vediamo domani." disse sorridendo.

Recuperai il cellulare dal sottobanco e poi presi lo zaino nero, il quale era stato chiuso per tutte e sei le ore. Non era mia abitudine portare i libri a scuola. E se succedeva, erano quelli sbagliati.

L'unica lezione a cui prestavo attenzione era quella della signorina Martin. Che ammetto, era coinvolgente.

Spostai la sedia indietro, facendola scontrare contro il muro. La mattina ero una delle prime ad entrare in classe, questo solo per poter riuscire a sedermi nell'ultima fila. Mi alzai e attraversai velocemente la classe.

"Arrivederci Stewart." disse la professoressa, in tono ironico. Voleva che ogni studente la salutasse. Diceva che era educazione. Ed io, delle sue regole, me ne ero sempre fregata.

Molte volte le avevo risposto di andare al diavolo. Ma dopo me ne ero pentita, perchè lei credeva nel suo lavoro, ed era una persona da ammirare. E poi mi faceva pena.

"Arrivederci signorina Martin." le risposi quindi.

Appena uscii dovetti assottigliare gli occhi a causa della luce accecante proveniente dal sole. La cosa stupefacente di Long Beach era che nonostante fosse inverno, il sole era alto in cielo.

Io non sapevo neanche cosa fosse l'inverno. Non avevo mai indossato un maglione e non avevo mai acceso il fuoco per riscaldarmi.

Si sa che la California non conosce il freddo e penserete che questo sia meraviglioso, ma non lo è. Perlomeno non per me.

Desideravo da sempre poter passare la sera di Natale avvolta in una calda coperta a bere cioccolata calda, mentre fuori nevica e il salotto è invaso dal calore del camino acceso.

Ma ovviamente questa restava una fantasia. Era Febbraio e l'unica cosa da cui ero avvolta era una maglietta e un paio di shorts di jeans.

Legai i miei capelli neri in una coda disordinata e per tenere indietro dei ciuffi ribelli, li fermai con una bandana rossa.

Misi le cuffie nelle orecchie e dopo aver indossato anche gli occhiali da sole, mi incamminai verso casa.

Era una bellissima giornata, come sempre. Alla mia destra i bar erano tutti affollati e vista la fame che avevo, mi voltai a sinistra, dove l'oceano si estendeva infinito.

Gli studenti erano già sulla spiaggia. Alcuni non avevano fatto in tempo ad uscire da scuola, che si erano già tuffati in acqua.

Improvvisamente due mani mi circondarono il bacino. Trattenni un urlo solo perchè lo riconobbi in tempo, l'idiota. Mi superò ed iniziò a ridere, vista la mia reazione.

Per lo spavento il cuore mi era salito in gola e adesso batteva fortissimo. Chiusi gli occhi e presi un bel respiro.

C'era d'avere paura sul serio a volte. Non era raro che qualcuno ti aggredisse a Long Beach.

Just Forget The World | h.s.La tua prossima ossessione. Scoprilo ora