Changes.

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Ashley

Aprii gli occhi e dovetti sbatterli più volte per mettere a fuoco la stanza in cui mi trovavo.

Stordita e confusa mi sollevai a sedere. Ero nella mia camera, non più in quella di Harry. E non ricordavo affatto di esserci arrivata con le mie gambe.

Dovevo immaginarlo che mi sarei addormentata. Speravo solamente che non fossimo rientrati troppo tardi e che non avessimo attirato l'attenzione di Christopher o di Liam.

Premetti le dita contro la mia tempia e mi sforzai di raccogliere i miei pensieri. Non avevo idea di cosa avrei fatto per quanto riguardava quello che era successo con Cameron. Ma sicuro come la morte, non ne avrei parlato a Zayn.

Era stupido da parte mia, poiché ormai sapevo come sarebbe andata a finire. Lo avrebbe scoperto e si sarebbe infuriato. Ma adesso aveva problemi più importanti a cui pensare e non volevo appesantire il suo carico.

Cos'altro mi restava da fare, se non assolutamente niente? Sapevo che Cameron era in giro e che aveva intenzione di trascinarmi da Dean, mentre di quest'ultimo sapevo solamente che era a Londra.

Non mi restava altro che aspettare una loro mossa, perché non se ne parlava di cercarli ed affrontarli.

C'era qualcosa che scattava in me alla presenza di Dean. Mi si annebbiava la mente e ritornavo ad adorarlo un attimo dopo averlo guardato negli occhi.

Mi condizionava psicologicamente, era un qualcosa che non ero in grado di controllare. Per questo preferivo evitarlo.

Eppure, nonostante tutto, ero di buon umore e un sorriso vago era stampato sul mio volto. Scesi dal letto e mi sforzai di ignorare il corpo indolenzito.

Raggiunsi la scrivania e sul display del cellulare lessi che erano le dieci di quella domenica mattina.

Scoprii pure che avevo ancora due messaggi da leggere, risalivano al giorno prima, quando il messaggio di Cameron mi aveva distratta dal leggere gli altri due.

Uno era di Zayn, l'altro di Dean. Li avrei letti dopo, per il momento morivo di freddo e volevo solamente vestirmi. Tolsi i pantaloni di Gemma e li ripiegai insieme alla maglietta di Harry. Dopo di che indossai una tuta ed uscii dalla stanza.

Mi diressi verso il bagno, con l'intenzione di gettare i panni a lavare, ma mi fermai davanti alla porta di Harry. Quello era l'ultimo giorno che lo ospitavamo, dato che a momenti sarebbero tornati Anne e Robin.

Con la scusa dei suoi vestiti in mano, decisi di bussare. Quando lo sentii borbottare qualcosa di incomprensibile, aprii la porta.

Doveva aver parlato nel sonno, poiché lo trovai completamente addormentato.

Richiusi la porta alle mie spalle e feci un paio di passi all'interno della stanza. Era steso a pancia sotto, la guancia premuta contro il materasso e la bocca schiusa.

I capelli gli ricadevano sulla fronte corrugata e la voglia di baciargli via quel cipiglio, crebbe in me.

Un braccio gli penzolava giù dal letto, dove sul pavimento giaceva uno dei due cuscini. La coperta gli ricopriva solo metà corpo e una gamba gli fuoriusciva dal piumone blu.

Ero indecisa se lasciarlo dormire, svegliarlo o restare a guardalo. 

Si, poteva sembrare inquietante, ma lo avrei guardato dormire. Lo avrei fatto volentieri per ore. E la cosa iniziava a preoccuparmi.

Mi avvicinai ancora e lasciai i vestiti sul suo comodino. Mi mossi per tornare indietro, per uscire dalla sua stanza. Ma feci l'errore di voltarmi a guardarlo.

Just Forget The World | h.s.La tua prossima ossessione. Scoprilo ora