Niall
Entrai nel locale e cercai con lo sguardo i miei amici. Quando mi accorsi che probabilmente dovevano ancora arrivare, mi andai a sedere.
Erano quattro fine settimana consecutivi che li obbligavo a passare la serata in quel locale, piuttosto che andare a ballare o da qualsiasi altra parte. Mi sentivo in colpa, erano costretti a farlo solo a causa mia.
Ma poi guardavo al di la del bancone del bar e capivo perché ne valesse la pena. La cameriera più carina di Wolverhampton lavorava lì.
Frequentava una scuola poco distante dalla nostra e quando aveva del tempo libero, aiutava i suoi genitori al bar di famiglia.
I capelli castani le ricadevano leggeri sulle spalle. Lentiggini dello stesso colore, le ricoprivano il naso, fino ad incorniciarle anche le guance.
Aveva grandi occhi marroni, scuri. Erano magnetici e dolcissimi.
A distrarmi da quell'immagine, quasi surreale, fu Liam con la sua delicatezza. Mi portai una mano sul collo, proprio dove il mio amico mi aveva appena colpito senza pietà.
Lo guardai male, mentre lui ed Harry si prendevano gioco di me. "Si, ridete." dissi seccato. "Che amici." sbuffai. I due presero posto di fronte a me.
"Non te la prendere, Nialler." disse Harry, divertito. "Sei tu che te le cerchi." aggiunse.
"La vuoi smettere di fissarla come se fosse commestibile e tu fossi digiuno da settimane?" chiese Liam. Alzai gli occhi al cielo.
"Io non.." iniziai. "Non negare." mi interruppe Harry, puntandomi un dito contro. Sbuffai scivolando sulla sedia.
"Buonasera, ragazzi. Posso portarvi qualcosa?" Il mio cuore iniziò a battere a ritmo irregolare e quasi feci fatica a riprendere fiato quando riconobbi la sua voce.
"Noi dobbiamo pensarci. Tu Niall avevi già deciso, vero?" chiese Liam, divertito.
Infame.
Sentii addosso gli occhi della ragazza e non ebbi il coraggio di voltarmi. Di fronte a me, Harry gesticolava qualcosa, mentre Liam sporgeva la testa verso di lei, indicandomi di voltarmi.
"Allora, cosa posso portarti?" chiese con gentilezza, senza tradire il suo abituale tono solare e allegro.
Forse era per questo che mi aveva colpito. Nonostante fosse obbligata a passare il sabato sera a lavorare, piuttosto che a divertirsi, la vedevo sempre sorridente.
Niall, è la tua occasione.
Contai fino a tre e mi voltai. Mossa errata. Era così vicina che, volendo, avrei potuto contare le lentiggini che le coloravano la carnagione chiara.
Ingoiai a fatica il groppo che mi si era creato in gola. Le mani mi sudavano e le palpitazioni aumentavano.
"Magari.. ripasso tra qualche minuto?" chiese, incerta. Sentii Harry sbuffare. "Tre birre andranno benissimo." disse infine.
La ragazza distolse lo sguardo da me e io ripresi a respirare. "Arrivano." disse sorridente, per poi allontanarsi a passi veloci.
Guardai i ragazzi, fisicamente e mentalmente a pezzi. Mi era bastato averla vicino per pochi minuti, che era riuscita a sconvolgermi totalmente.
Liam scosse la testa. "Codardo." disse. "Idiota." aggiunse Harry.
Sbuffai, portandomi le mani sul viso.
Ero un disastro.
Ashley
Mi affidai ad Aidan. Forse ingenuamente, ma la paura che avevo di ricadere nella trappola di Dean, mi aveva destabilizzato.
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Just Forget The World | h.s.
FanfictionLei, irrimediabilmente diffidente. Lui, irrimediabilmente convinto di poter farla tornare quella di una volta. Loro, irrimediabilmente legati l'uno all'altra. Alcune esperienze ti portano a chiuderti in te stessa. E innalzi muri insormontabili, obbl...
