Ashley
Fece scorrere lo sguardo su ogni tavolo della sala e quando lo posò su di me, capii che era lì perché mi stava cercando. Camminò lentamente in nostra direzione e quando tre paia di occhi si posarono su di lui, mi rivolse un sorriso imbarazzato.
Grace si voltò e la vidi trattenere una risata. Ellen iniziò a passare i suoi occhi lungo il suo corpo. Dev'essere stata una sua brutta abitudine quella di fissare le persone.
"Ciao." decisi di dire, per rompere il silenzio. "Ti cercavo, Liam ha bisogno di te." disse.
Dal modo in cui si guardò intorno, capii che si sentiva osservato.
"Niente di troppo importante." si affrettò ad aggiungere.
"Oh, ok." dissi, scendendo dallo sgabello. Rivolsi un cenno a Grace e un sorriso ad Ellen.
"Spero di rivederti presto." disse quest'ultima. Io non ero sicura di volerlo invece.
Era stata una conversazione inaspettata e dopo tutto, abbastanza interessante. Ma continuavo ad essere una ragazza riservata, alla quale non piaceva l'idea di essere sulla bocca delle pettegole del paese.
"Chi era quella?" mi chiese Harry, una volta fuori dal bar. "Una vecchia amica di mia madre." risposi. Quelle semplici parole avevano un suono strano pronunciate da me.
"Che succede a Liam?" chiesi. "Niente, avevo bisogno di una scusa per portarti fuori da quel bar." rispose, alzando le spalle.
"E per quale motivo?" chiesi, corrugando la fronte. "Non ero sicuro che volessi che parlassi del tatuaggio davanti a loro." disse, ed io mi fermai a pochi passi dalla sua auto.
"Non lo volevo." dissi. Era incredibile, per una volta era riuscito a fare la cosa giusta. "Grazie." mormorai, causandogli un sorriso.
"Perché volevi parlarmi del tatuaggio?" gli chiesi, tornando in me. "Salta su." disse, ignorando la mia domanda.
Detestavo quando mi dava ordini, ma ormai mi ero quasi abituata al frequente salta su. Aprii lo sportello e mi sedetti al suo fianco. Quando mise in moto, schiusi le labbra per parlare, ma lui mi anticipò.
"Si chiama Cameron, è un mio amico." disse, riferendosi probabilmente al tatuatore. "Li fa a casa sua, ma sterilizza tutto." mi assicurò ed io non trattenni un sorriso divertito. Quanto era apprensivo?
"Puoi ammirare le sue opere sul mio corpo." scherzò, forse non rendendosi conto che gli unici tatuaggi che non erano nascosti dai suoi vestiti, erano quelli sul polso. Ed erano piccoli e fuori dalla mia visuale.
"Te lo presento, così puoi metterti d'accordo sul giorno e sul disegno." disse, rallentando. Ero sorpresa che non mi avesse chiesto cosa avessi in mente di tatuare, ficcanaso com'era.
Parcheggiò e mi annunciò che eravamo arrivati, prima di spegnere il motore e scendere. Bussò una volta sola e un ragazzo sorridente ci aprì immediatamente la porta.
I capelli castani erano lunghi e arruffati, eppure sembravano essere ordinati, a modo loro. Un cerchietto di metallo gli circondava il labbro inferiore e quando salutò Harry, scoprii che aveva anche un piercing sulla lingua.
E ovviamente, la sua pelle chiara sfoggiava una moltitudine di tatuaggi fin troppo colorati.
"Tu devi essere Ashley." disse, tendendomi una mano.
Non avevo a che fare con tipi così da circa tre mesi e in qualche modo mi riportò con la mente a Long Beach. Dove i ragazzi non avevano il viso pulito e la pelle candida.
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Just Forget The World | h.s.
Fiksi PenggemarLei, irrimediabilmente diffidente. Lui, irrimediabilmente convinto di poter farla tornare quella di una volta. Loro, irrimediabilmente legati l'uno all'altra. Alcune esperienze ti portano a chiuderti in te stessa. E innalzi muri insormontabili, obbl...
