Jealous.

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Niall

Mi sudavano le mani. Ero ridicolo, davvero.

Più volte l'idea di fingere una febbre improvvisa mi aveva attraversato la mente, ma non potevo lasciarmi scappare questa occasione a causa della mia codardia.

Era la ragazza più bella che avessi mai visto, più dolce, più gentile, più solare che avessi mai incontrato. Ma pur sempre una ragazza.

Strofinai le mani contro i jeans, con l'intenzione di asciugarle, ed attesi fuori dal locale, come avevamo programmato.

Guardai l'orologio impaziente, iniziando a pensare a qualcosa da dirle. Dato che ricoprirla di complimenti sarebbe potuta essere una cattiva idea.

E cosa avremmo fatto? Un gelato era troppo infantile? I bambini vanno a prendere il gelato.

La porta si aprì, facendomi sobbalzare. Sospirai sollevato quando mi accorsi che si trattava semplicemente di un cliente.

Insomma, dove avrei potuto portarla? Non in un bar. Ci aveva trascorso tutta la giornata chiusa tra le quattro mura di un locale.

Sapevo che avrei dovuto chiedere un consiglio a qualcuno, se non ad Harry, perlomeno ad Ashley. Erano tipo amiche, no?

Avrei voluto parlare con Sophie, ma da quando aveva scoperto che Zayn era in città, si era rinchiusa in casa ed aveva tolto la parola a tutti.

Dopo tutto la capivo. Non è affatto facile rischiare di trovarsi davanti la persona da cui si è sempre scappati, soprattutto quando la si ama.

Era sicura che non l'avrebbe mai più rivisto e adesso non poteva evitare di affrontarlo, perlomeno non per molto. E non era preparata a questo, per niente.

Wolverhampton diventa davvero piccola quando cerchi di evitare qualcuno.

La porta alle mie spalle si aprì ed io mi voltai, forse troppo in fretta. Non ero preparato a quella visione.

I suoi capelli castani, solitamente raccolti, le ricadevano sulle spalle sotto forma di morbide onde.

Le sue ciglia truccate sbatterono, mostrandomi gli occhi che mi avevano fatto perdere la testa.

Non mi avrebbero mai guardato come i miei guardavano lei, ma per adesso mi bastava sapere che avesse scelto di passare del tempo con me.

"Ciao." sorrise. Sentii letteralmente gli angoli della mia bocca arrivare alle mie orecchie da tanto fu ampio il sorriso che le rivolsi.

Abbassò il viso mentre scendeva gli scalini, scostandosi i capelli dal viso per non inciampare, ma ciò non fu sufficiente.

Vidi chiaramente il suo piede posizionarsi male, perse per un secondo l'equilibrio e nonostante la velocità con cui lo ritrovò, ne approfittai per prenderla per mano.

Mi rivolse un piccolo sorriso di gratitudine, prima di indietreggiare e ricomporsi.

"Come stai?" le chiesi, iniziando a camminare. "Bene, solo un po' stanca." alzò le spalle non curante.

Ma potevo vederlo che era davvero stanca e mi sentivo in colpa per averla fatta uscire dopo aver lavorato tutto il giorno.

"Turno stancante?" le chiesi. "Mia madre non si sentiva bene ed ho dovuto fare tutto da sola, quindi.. si, turno decisamente stancante." rispose.

"Spero niente di grave." corrugai la fronte in una smorfia di preoccupazione, ma lei alzò la mano come per scacciare l'idea.

"Un semplice mal di testa." rispose. "Per fortuna." aggiunse. "Già."

Just Forget The World | h.s.La tua prossima ossessione. Scoprilo ora