"Che ne pensi?" Mi chiese Zayn.
Mi guardai intorno un'altra volta.
"La trovo adatta." Gli risposi.
Lo sentii ridere.
"È piccola, c'è poco da pulire." Gli spiegai e lui mi diede ragione.
Uscii da quella che era appena diventata la nuova casa di Zayn e un sorriso si aprì spontaneamente sulle mie labbra.
Si trovava a pochi passi dalla scuola quindi anche a pochi passi da casa mia.
"Allora." Disse Zayn, improvvisamente, mentre percorrevamo la strada del ritorno.
"Ho avuto modo di parlare con Rachel e Brandon prima di venire qui." Disse.
Instintivamente mi fermai, ma ricominciai a camminare subito dopo ed evitai il suo sguardo.
Lui fece finta di niente.
"Sono felici che io sia venuto a trovarti, mi hanno chiesto di informarli sulla tua salute, visto che non hai risposto a nessuna delle loro lettere."
Continuai a rimanere in silenzio, non volevo davvero parlarne.
"Invece la signorina Martin mi ha detto che vi scrivete spesso, anche lei ti ha mentito, perché l'hai perdonata?" Mi chiese ed io mi fermai.
"Ti sembra una domanda da fare?" Gli chiesi, voltandomi ed alzando la voce.
Lui non sembrò turbato dalla mia reazione, sapeva che avrei alzato la voce.
"Perché lei non ha finto di essere mia madre Zayn, ecco perché."
Ero allibita dalla sua domanda.
"Sei ancora così arrabbiata, Ash? Sono passati mesi, adesso sei felice."
I miei occhi si dilatarono, chi avevo davanti?
"Hai idea di quello che ho passato a causa loro? Hai detto bene, sono passati mesi, ci sono voluti mesi per riprendermi e non sono ancora del tutto convinta di aver superato il trauma." Gli dissi, sempre più infuriata.
"Sai che significa scoprire all'improvviso di aver vissuto in una farsa? Mi sono ritrovata a guardarmi allo specchio senza riconoscermi, sbattuta dall'altra parte del mondo in casa di gente a me sconosciuta che non faceva altro che starmi addosso e fiatarmi sul collo per cercare di farmi ambientare." Iniziai a gesticolare.
"Ho avuto attacchi di panico per settimane, cazzo." Esclamai a braccia aperte.
"Sono stata fortunata, lo ammetto. La mia vera famiglia è una famiglia fantastica, Liam è il ragazzo più dolce del mondo e Christopher è un padre amorevole. Per la prima volta ho trovato dei veri amici, amici sempre pronti a sostenermi nonostante il mio caratteraccio." Dissi, perché era la pura verità.
"E qui ho trovato Harry." Mormorai poi.
"Harry è il regalo più bello che mi ha fatto tutta questa storia dell'adozione, dopo Dean credevo che non sarei riuscita a fidarmi mai più di nessuno, ma lui mi ha fatta ricredere su tutto. Mi è sempre stato vicino, anche quando non lo volevo fra le scatole e lo trattavo male." Dissi, facendomi scappare un sorriso.
"Ma la verità è che ogni volta che cercavo di allontanarlo, ero terrorizzata all'idea di riuscirci davvero."
Zayn mi rivolse un sorriso.
"Quindi si, sono stata fortunata, ma questo non cambia il fatto che loro mi abbiano cresciuta nella menzogna e non so se avranno mai il mio perdono." Conclusi il mio monologo.
Zayn continuava a sorridermi ed io non ne capivo il motivo. Solo quando mi resi conto che guardava oltre le mie spalle, mi voltai e capii il motivo di quell'espressione.
Harry e Liam se ne stavano dietro di me, con uno zaino in spalla e dei libri fra le braccia, probabilmente diretti in biblioteca.
Mio fratello mi guardava sorridente, l'altro aveva le labbra schiuse.
"Da.. da quant'è che siete qui?" Chiesi, del tutto sorpresa dalla loro presenza.
Perché Zayn non mi aveva avvertita? Avrei potuto dire qualcosa di sconveniente.
"Più o meno da gente sconosciuta che mi sta addosso e mi fiata sul collo." Mi rispose Liam, divertito.
Sospirai, perlomeno avevano sentito anche la parte buona.
"Anche noi siamo fortunati ad averti nella nostra famiglia e, nonostante i problemi iniziali, sei una sorella premurosa, protettiva e.. particolare." Disse mio fratello, facendomi sorridere.
"Sai, dovresti andare in biblioteca con loro, Ash." Disse Zayn, interrompendo il momento. "Hai gli esami anche tu fra poco."
"Grazie per avermelo ricordato." Sbuffai.
"Non c'è di che." Disse sorridente. "Io vado da.." Iniziò.
"Si, vai da Sophie, ci vediamo dopo." Lo interruppi, ma il mio tono non risultò fastidioso come al solito.
Mi arruffò i capelli e dopo aver salutato i ragazzi, si avviò verso la casa di Sophie.
Posai il mio sguardo su Harry, non aveva ancora detto una parola.
Ripensai a ciò che avevo detto quando ero inconsapevole della sua presenza, ma non ricordai di averlo insultato in nessun mondo, anzi.
"Andiamo?" Chiese Liam, incamminandosi verso la biblioteca.
Mi superò ed io mi voltai per seguirlo, ma la mano di Harry si chiuse attorno al mio polso e mi tirò indietro.
Senza nessun preavviso mi prese il viso fra le mani e premette con decisione le sue labbra sulle mie.
Dopo un primo momento di sorpresa, le mie mani corsero fra i suoi capelli e le mie labbra si schiusero.
Mi lasciai travolgere da quell'inaspettato e passionale bacio, dimenticandomi persino della presenza di mio fratello.
Le mani di Harry si posarono sulla mia schiena e mi attirò a sé, per quanto ancora fosse possibile.
Quando, con fatica, mi allontanai per poterlo guardare negli occhi, avevamo il fiato corto.
Non dissi niente, ma il mio sguardo confuso gli fece capire che mi domandavo il motivo di quel bacio. Non che non fosse stato gradito, ma non mi baciava mai così in pubblico, soprattutto non con Liam nei paraggi.
"Non saresti mai, mai riuscita ad allontanarmi da te." Mormorò.
Improvvisamente le mie stesse parole mi balenarono nella mente.
Ma la verità è che ogni volta che cercavo di allontanarlo, ero terrorizzata all'idea di riuscirci davvero.
"Ho rischiato tante volte di perderti a causa del mio comportamento." Gli ricordai, carezzandogli una guancia.
Dei flash mi fecero fare un salto nel passato. Avevamo litigato così tante volte. Quando per i miei disegni attaccati in camera, quando per il mio modo di rivolgermi al suo miglior amico, quando per la mia amicizia con Louis e le nostre serate alcoliche.
"No, non è vero, non hai mai rischiato." Mi disse, la sicurezza nel suo tono di voce era sconcertante. "Ho scelto di rimanere ogni volta, dopo ogni litigata." Continuò. "E mai mi è saltato in mente di arrendermi con te."
Sforzai un sorriso per trattenere le imminenti lacrime. Riuscii a non farne cadere nemmeno una e sperai che lui non si fosse reso conto della mia reazione.
Mi sentivo così vulnerabile e così al sicuro allo stesso tempo.
"Grazie di esistere." Sussurrai, così piano che quasi temetti di non essermi fatta sentire.
Ma mi aveva sentita e ricominciò a baciarmi.
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Just Forget The World | h.s.
Hayran KurguLei, irrimediabilmente diffidente. Lui, irrimediabilmente convinto di poter farla tornare quella di una volta. Loro, irrimediabilmente legati l'uno all'altra. Alcune esperienze ti portano a chiuderti in te stessa. E innalzi muri insormontabili, obbl...
