Ashley
Cameron bendò la pelle del mio polso, lucida a causa della crema appena applicata.
Era successo tutto così velocemente. Avevo posato il lapis sul tavolo e una manciata di minuti dopo, il mio disegno era diventato un tatuaggio.
Non era nei miei piani fare una cosa del genere, fino all'ultimo secondo avevo avuto in mente di trascrivere le parole di Zayn e poi non seppi cosa mi prese.
Forse ero stata condizionata dallo scatolone pieno di foto, dal tatuaggio di Liam o dalle parole di Ellen. Non ne avevo idea.
"Quanto ti devo?" chiesi, scendendo dalla poltrona reclinabile. "Ci ha già pensato Harry." mi rispose Cameron, uscendo dalla stanza. Lo guardai confusa e quando realizzai le sue parole, spostai lo sguardo su Harry.
"Tu cosa?" chiesi accigliata. "Ne parliamo dopo." tagliò il discorso, seguendo l'amico.
"Grazie." Harry strinse la mano a Cameron. "A te." disse quest'ultimo.
"Torna presto a trovarmi. È passato un po' dall'ultimo capolavoro." scherzò poi. "Modesto come pochi." lo prese in giro Harry, dirigendosi verso la porta.
"È stato un piacere, Ashley." mi sorrise Cameron, distraendomi dal prendere a parole Harry.
"Anche per me. Grazie, è davvero bellissimo." dissi sinceramente. "Sei stata tu a fare il disegno." mi elogiò. Ricambiai il sorriso e ci salutammo.
Una volta in macchina Harry non ebbe modo di evitare la conversazione.
"Perché l'hai fatto?" gli chiesi infastidita. Non volevo che pagasse per me, non ce n'era bisogno.
"Regalo di benvenuto." disse ironicamente. "Sono qui da tre fottutissimi mesi." controbattei seccata. Harry distolse lo sguardo dalla strada e corrugò la fronte.
"Ti dispiace calmarti? Non ho ucciso nessuno." disse. Sbuffai irritata. "Sul serio, Ashley. Non è la prima volta che lo fai." mi rimproverò.
"Che faccio cosa?" chiesi accigliata.
"Che ti arrabbi per una cosa per la quale dovresti solo ringraziare." disse e capii che si riferiva a quando avevo visto per la prima volta la mia nuova stanza.
"Io non ti ho chiesto niente. Non avevo bisogno che lo facessi." puntualizzai.
"Tutti hanno bisogno di qualcuno che si prenda cura di loro." mormorò, imboccando la strada di casa.
Corrugai la fronte. Che stronzata.
"Io no."
Alzò le spalle. "Non importa. Io lo faccio lo stesso." disse, spegnendo il motore dell'auto.
Lo guardai perplessa. Perché continuava a combattermi nonostante il modo in cui reagivo?
"Perché?" diedi voce ai miei pensieri.
"Non ha importanza." rispose, prima di aprire la portiera ed uscire. "Adesso hai questioni più importanti a cui pensare." disse, mentre raggiungeva il portone di casa.
"Devi spiegarlo a Christopher." aggiunse, indicando il mio polso. Sospirai e lo seguii all'interno della casa.
Il mio piano iniziale era quello di farlo sulla schiena, così che non dovessi spiegare assolutamente niente a nessuno. Ma quel disegno sembrava fatto per stare sul mio polso e adesso dovevo rispondere delle mie azioni.
"Dove siete spariti per tutto il pomeriggio?" chiese Liam, spegnendo la televisione e alzandosi dal divano. "In giro." rispose Harry, mentre si dirigevano in cucina.
STAI LEGGENDO
Just Forget The World | h.s.
FanfictionLei, irrimediabilmente diffidente. Lui, irrimediabilmente convinto di poter farla tornare quella di una volta. Loro, irrimediabilmente legati l'uno all'altra. Alcune esperienze ti portano a chiuderti in te stessa. E innalzi muri insormontabili, obbl...
