Ashley
Quando bussarono alla mia porta chiusi il libro che stavo leggendo e diedi il permesso di entrare. Sulla soglia apparse Christopher con un vago sorriso in volto.
Ero sdraiata a pancia sotto e sebbene non stessi neanche comoda, non mi mossi.
"Ciao." disse. "Hai cinque minuti?" mi chiese poi. Annuii e lui si sedette sul letto di Liam.
"Come stai, Ashley?" chiese preoccupato.
Non avevo una risposta concreta, perciò mi limitai a sollevare le spalle e a scuotere la testa. Lui sospirò e poi distolse lo sguardo.
"So di non essere bravo.. in questo. A lavoro è un momento difficile e come vedi a casa non ci sono quasi mai." disse.
In effetti era la figura meno presente di tutta la famiglia. Mi ero trasferita per vivere con mio padre e in realtà non lo vedevo mai.
"Ma voglio che tu sappia che ci sono per te. Puoi chiamarmi quando vuoi e possiamo parlare, di qualsiasi cosa." aggiunse. Annuii e lui mi sorrise dolcemente.
"Sei molto bella Ashley." sussurrò poi, prendendomi alla sprovvista.
Inclinai la testa di lato e cercai di leggere le sue emozioni. Era pensieroso e mi chiesi cosa gli stesse passando per la mente.
"Grazie." risposi poi.
"Anche tua madre era bella. La donna più bella che io avessi mai visto." disse, distogliendo lo sguardo.
"È vero."
Io con Rebecca, al contrario che con Christopher, sentivo uno strano legame. Nonostante non l'avessi mai conosciuta, nonostante non ci fosse più. Io la sentivo vicina.
Ogni mattina, guardavo quella foto, l'unica che possedevo, e sentivo la sua voce che mi augurava una buona giornata. Nonostante io, la sua voce, non l'avessi mai sentita. Ma la immaginavo solare, materna.
Invece fra me e Christopher percepivo un muro. Lo sentivo freddo e distaccato. Era ancora un estraneo per me.
Ma sentivo anche che lui mi aveva già accetta. Mi vedeva come se fossi stata sua figlia da sempre e non da circa un mese.
Scosse la testa e tornò in sé.
"Sono venuto principalmente per dirti che è arrivato un avviso dalla posta. C'è un pacco per te, ma bisogna andarlo a ritirare." mi disse.
Sollevai le sopracciglia sorpresa. Non aspettavo niente, non avevo idea di cosa potesse essere.
"Sto per andare a lavoro, vuoi che ci passi?" mi chiese.
"No, grazie. Ci vado io, non preoccuparti." dissi, alzandomi e mettendomi seduta.
"Non è un problema." insistette. "Neanche per me, ci vado volentieri." dissi.
Allora mi sorrise e si alzò. "Chiedi a Liam di spiegarti la strada o meglio ancora, fatti accompagnare con l'auto." disse.
Annuii, nonostante non avessi intenzione di fare nessuna delle due cose e mi alzai.
"Io vado a lavoro, ci vediamo stasera." disse poi.
Io sforzai un sorriso e rimasi immobile quando, senza preavviso, si chinò per baciarmi la fronte. Quando si allontanò mi carezzò una guancia e mi sorrise, poi uscì.
Rimasi con la bocca schiusa e i piedi piantati in terra per qualche minuto. Era la prima volta che aveva un gesto affettuoso nei miei confronti e se pur strano, era stato piacevole. Per un istante il muro si era sgretolato.
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Just Forget The World | h.s.
FanfictionLei, irrimediabilmente diffidente. Lui, irrimediabilmente convinto di poter farla tornare quella di una volta. Loro, irrimediabilmente legati l'uno all'altra. Alcune esperienze ti portano a chiuderti in te stessa. E innalzi muri insormontabili, obbl...
