Ashley
Mi stiracchiai, felice del fatto che la sveglia di Liam non mi avesse buttata giù dal letto, quando notai il suo letto vuoto e perfettamente rifatto.
Pensai che si fosse già svegliato, ma quando lessi l'orario sul display del mio cellulare, decisi che non era possibile, era troppo presto.
Raggiunsi il bagno e lavai velocemente viso e denti, prima di tornare in camera per indossare dei vestiti puliti.
Decisi di scendere al piano di sotto, nonostante fosse ancora molto presto. Potevo intuirlo anche dal fatto che la casa fosse immersa nel silenzio.
Con l'idea di raggiungere la cucina, percorsi il corridoio, ma un corpo steso sul divano, attirò la mia attenzione. Mi avvicinai e riconobbi Liam, avvolto in una coperta.
Pensai che probabilmente si fosse addormentato prima di salire in camera, ma un'altra ipotesi affiorò nella mia mente.
Le mie dita picchiettarono delicatamente sul suo braccio. Impiegò qualche momento per svegliarsi del tutto. Schiuse gli occhi e sbatté le palpebre più volte, prima di mettermi completamente a fuoco.
"Ashley." disse, evidentemente sorpreso di vedermi. "Sei tornata adesso?" chiese, quasi scioccato. Impiegai qualche istante a comprendere la sua domanda, ma poi capii che la seconda ipotesi, era quella giusta.
"No, io.. credo fossero state le tre." dissi, ricordando vagamente i fatti della notte scorsa. Ma piano, piano riaffiorarono tutti.
"C'era Harry." ricordai ad alta voce. "Oh." disse lui, solamente.
"Tu.. sei qui perchè.." iniziai. "Volevo aspettarti, ma mi sono evidentemente addormentato." disse confermando i miei dubbi, con un timido sorriso sulle labbra. Perchè non era arrabbiato con me?
"Grazie, per avermi coperto." dissi, mentre il senso di colpa si faceva spazio nel mio stomaco.
"Figurati." mi rispose sorridente, alzandosi. Ripiegò la coperta e la posò sul divano, prima di aggirarlo, forse con l'intenzione di salire al piano di sopra.
"Liam?" lo chiamai ancora, incapace di tenere a freno quel nuovo sentimento. "Si?" chiese, fermandosi.
"Mi dispiace." sussurrai. Il suo sorriso mi fece capire che non era minimante arrabbiato con me. "Va bene." disse, prima di salire le scale.
Perchè non poteva semplicemente urlarmi contro? Sarebbe stato decisamente più facile.
Mi stesi sul divano e sospirai. Non sapevo come comportarmi davanti a questa nuova sensazione, così lasciai semplicemente che il senso di colpa mi inghiottisse. Da quando mi dispiacevo per cose simili?
Alla fine decisi di alzarmi e di recarmi in cucina. Guidata dal rimorso, apparecchiai la tavola.
Sperai perlomeno che Christopher si fosse bevuto la scusa di Liam. Appena qualche giorno prima mi aveva avvertita riguardo alle regole che avrei dovuto rispettare.
"Che non succeda mai più che in questa casa si rientri a notte fonda, ubriachi per di più." ricordai le sue parole con una smorfia.
Quando il resto della famiglia scese, avevo ormai sistemato la tavola, tostato alcuni panini e fatto il caffè.
Christopher sembrò meravigliato e mi chiese più volte se mi sentissi bene. Lo stesso fece Lauren, mentre le ragazze e Liam si limitarono a sorridermi.
Quando Christopher mi chiese come fosse andata la mia serata a casa di Janet, lo guardai perplessa. Avevo solo una domanda.
Chi diavolo era Janet?
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Just Forget The World | h.s.
FanfictionLei, irrimediabilmente diffidente. Lui, irrimediabilmente convinto di poter farla tornare quella di una volta. Loro, irrimediabilmente legati l'uno all'altra. Alcune esperienze ti portano a chiuderti in te stessa. E innalzi muri insormontabili, obbl...
