I was not enough.

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Harry

"I stared up at the sun, thought of all of the people, places and things I've loved.
I stared up just to see, with all of the faces, you were the one next to me."

Allungai la mano e tastai il comodino alla ricerca del telefono. Non lo trovai e la sveglia cominciò a farmi venire il mal di testa.

Così aprii gli occhi e notai che la luce del display illuminava una cornice.

Avevamo scattato quella foto durante un raro giorno di sole. Katy sorrideva e mi guardava, mentre io esibivo una delle mie migliori smorfie.

Avrei dovuto sbarazzarmi di quel ricordo, come di tutte le altre cose che mi facevano pensare a lei. Sospirai e decisi di alzarmi.

Andai ad aprire la finestra e quando passai di fianco al comodino, presi la cornice e la misi nella libreria, infilandola tra due libri.

-

Alzai il viso e i riccioli ricaddero sulla fronte umida. Allungai un braccio e dopo aver afferrato l'asciugamano, lo strofinai contro il volto e lo lasciai cadere in un angolo a caso.

Scesi le scale, consapevole del fatto che avrei dovuto sopportare le urla di mia madre e mia sorella.

Non perchè litigassero, ma perchè il loro tono di voce era incredibilmente alto, anche alle sette di mattina.

"Buongiorno amore." disse mia madre, sorridente. "Giorno." le risposi.

"Robin vi ha comprato i cornetti." disse, indicandoli. Mi sedetti a fianco di mia sorella e ne presi uno. Robin era il nuovo compagno di mia madre. Era un tipo simpatico e ci comprava la colazione tutte le mattine. Quindi era okay.

"Sono in ritardo." disse nervosamente Gemma, afferrando con velocità un cornetto e mordendolo. "Per?" chiesi, fingendomi interessato alla sua vita. "Nuovo lavoro." disse biascicando.

Nonostante frequentasse l'università e fosse mantenuta dai miei, voleva lavorare. E così aveva optato per un lavoro bellissimo. La cameriera.

Diceva che oltre ad essere un posto di lavoro sicuro, interagiva con le persone e altre stronzate che si era inventata per autoconvincersi di star facendo la cosa giusta.

Presi una tazza di latte e ci versai una quantità industriale di cacao per poi iniziare a mescolare il tutto, lentamente. Piegai la testa, sorreggendola con il palmo della mano.

"Harry, cos'hai?" chiese dolcemente mia madre. Alzai lo sguardo. "Niente." dissi poi, cercando di apparire disinvolto.

Sentii Gemma fingere una tosse e mi voltai a guardarla. "Che vuoi?" chiesi seccato.

"Non vuoi dire alla mamma perchè sono giorni che sembri un morto vivente?" chiese. "Gemma." dissi duramente.

Era mia sorella maggiore, ma era incredibile come a volte sembrasse una bambina dispettosa.

"Cosa è successo?" chiese mia madre, preoccupata. Sbuffai, sapendo già che nonostante la domanda fosse rivolta a me, avrebbe risposto qualcun altro.

"Katy l'ha mollato." disse puntualmente Gemma. "Sai che sei una stronza?" le chiesi sottovoce.

"La verità brucia." disse lei, divertita. "Anche una gomitata in un occhio brucia, Gem." dissi scocciato.

"Perchè non me lo hai detto?" chiese mia madre, sorpresa. "Non ho voglia di parlarne." dissi, alzandomi.

"Harry." mi richiamò lei. Ma io salii le scale ed andai a vestirmi.

Aprii la finestra e uscii sul balcone, attraverso la portafinestra della casa di fronte, vidi Liam intento a chiudersi il cappotto.

Just Forget The World | h.s.La tua prossima ossessione. Scoprilo ora