Niall
Erano trascorse diverse settimane dal nostro primo, ed unico, appuntamento.
Morivo dalla voglia di trascorre un po' di tempo con Grace.
Quel pomeriggio decisi di farle visita a lavoro.
Dovetti andarci da solo poiché Liam studiava, Harry era con Ashley e Sophie aiutava Zayn a trovarsi una casa.
Nelle ultime settimane erano cambiate molte cose.
Zayn e Louis erano entrati a far parte della nostra cerchia di amici, con mia grande sorpresa era stato Harry a coinvolgerli nei nostri piani. Ero sicuro che lo facesse solo per Ashley, perché sapeva quanto lei tenesse a loro, ma alla fine si erano rivelati dei ragazzi simpatici.
Varcai le porte del bar e venni immediatamente trafitto dalla bellezza della ragazza dietro al bancone.
Un ciuffo le era scappato dalla crocchia arruffata e le ricadeva sul viso mentre era intenta a pulire il ripiano con uno straccio.
Mi feci coraggio e mi avvicinai.
"Ehi." mormorai imbarazzato.
Alzò il volto e, quando mi riconobbe, le sue labbra si aprirono in un sorriso che mi scaldò il cuore.
"Niall." disse, oserei dire felice di vedermi.
"Come stai?" le chiesi, sedendomi di fronte a lei.
Sbuffò.
"Non so se sono più stressata a causa del lavoro o a causa della scuola." disse, evidentemente provata.
"Anche tu hai gli esami, vero?" le chiesi.
Eravamo entrambi all'ultimo anno, il che significava che avremmo dovuto sostenere un esame finale.
Annuì sconsolata.
"Ho paura di non riuscire a superarli."
Corrugai la fronte.
"Non dire così, sono sicuro che andrai bene." le dissi.
Non la conoscevo abbastanza per poterlo dire con certezza, ma aveva tutta l'aria di essere una ragazza intelligente e studiosa.
"Ti ringrazio, ma ho dei seri problemi con l'algebra." mormorò.
I miei occhi si illuminarono.
"Posso aiutarti io, sono un mostro in algebra." dissi con entusiasmo.
Era decisamente la mia materia, nessuno era più bravo di me in algebra.
"Sei sicuro? Non devi studiare? Non vorrei disturbarti." disse.
"Sai che non mi disturbi." mormorai, pentendomene subito.
Ma lei mi rivolse un sorriso timido.
"Allora accetto volentieri il tuo aiuto." disse, facendomi sorridere più del dovuto.
"Domani in biblioteca?" mi chiese poi.
Annuii, ormai già fra le nuvole.
Harry
"Smettila Ashley." dissi divertito, premendo una mano contro la sua guancia per allontanarla da me.
Erano più di venti minuti che cercavo di ripassare, ma con lei era impossibile concentrarsi.
Eravamo sdraiati sul mio letto. Io a pancia sotto, con un libro fra le braccia. Lei in cerca della posizione che mi infastidisse di più.
Adesso si era seduta a cavalcioni sulla mia schiena.
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Just Forget The World | h.s.
FanfictionLei, irrimediabilmente diffidente. Lui, irrimediabilmente convinto di poter farla tornare quella di una volta. Loro, irrimediabilmente legati l'uno all'altra. Alcune esperienze ti portano a chiuderti in te stessa. E innalzi muri insormontabili, obbl...
