Have no regrets.

1.1K 44 0
                                        

Zayn

Sbattei con forza la porta alle mie spalle. La piccola mano di Safaa era aggrappata alla mia.

Tatuata, ruvida e poco gentile al momento, visto il modo in cui la stavo strattonando il più lontano possibile da quella casa. Da lui.

Non meritava quello che era costretta a vedere e a sentire. Era solamente una bambina, eppure cercava di stare al mio passo, mentre io ignoravo il fatto che le sue gambe non fossero neanche lontanamente lunghe quanto le mie.

Si mordeva il labbro per trattenere le lacrime. Era più forte di me. Quando la sentii sopprimere un singhiozzo, mi fermai. Non abbassai lo sguardo, mi limitai a chiudere gli occhi e a respirare profondamente.

Era l'ennesima volta che quello stronzo tornava a casa ubriaco, terrorizzando Safaa e facendo incazzare me. Ero stufo. Avevo lasciato lì le mie cose, ma in uno zainetto avevo raccolto alcuni vestiti di Safaa.

Aveva insistito sul fatto che volesse portare da sola il suo orsacchiotto, e di fatti lo stringeva nella mano libera. Avevo il cuore a pezzi per lei. Era capitata in una famiglia difficile, mentre lei era una creatura perfetta.

Mi abbassai e la presi in braccio, lei non esitò a stringere con forza le sue piccole mani attorno al mio collo. Le baciai una guancia e ripresi a camminare. La madre di una sua compagnia di scuola la ospitava ogni volta che succedevano cose simili.

Io non le avevo mai raccontato i nostri problemi familiari e lei, come anche quel giorno, non mi aveva mai chiesto molto.

Ma sapevo che certe cose non hanno bisogno di essere dette ad alta voce. Lei sapeva, e con un sorriso comprensivo mi aiutava. Quando vedevo Coreen capivo che esisteva ancora qualcuno al mondo capace di essere altruista senza aspettarsi niente in cambio.

La stessa cosa non potevo dirla per le persone con cui mi ritrovai a trascorrere il mio tempo poco dopo. Non appena varcai la porta, fui avvolto da un velo di fumo. Si insinuò fin sotto la pelle, lo respirai per poi tossirlo poco dopo.

Quanto riaprii gli occhi, per un momento vidi Ashley. Come un fantasma, quel fumo prese le sembianze dei suoi occhi. Mi guardavano, erano severi. Una morsa allo stomaco mi impedì di riprendere a camminare.

Mi sembrò di sentire la sua voce rimproverarmi, chiedermi cosa ci facessi in quel posto, con quelle persone. Di nuovo.

Ma come avevo già detto, mia sorella minore era più forte di me, il che implicava che io non fossi capace di sopportare quella situazione.

A scuotermi fu Ryan, il quale lasciò una pacca sulla mia spalla. 

"Amico, ti sei incantato?" chiese, ridendo esageratamente. "Basta il fumo passivo di questa roba e ti ritrovi in un altro mondo." urlò divertito un ragazzo che non conoscevo.

Forse un amico di Josh, il padrone di casa. Una volta saldato il debito, grazie ad Ashley, avevamo iniziato a vederci spesso.

Non andavo fiero delle persone che frequentavo, ma per il momento erano gli unici amici che avevo.

Una mano delicata si posò sulla mia spalla. "Ehi, ti aspettavamo." sussurrò al mio orecchio, colei che riconobbi come Carrie.

Mi voltai e le sorrisi. Folti ricci biondi incorniciavano il suo viso fin troppo truccato. Mi ricordava Sophie, ma Carrie non era bella neanche la metà della ragazza che mi aveva rubato il cuore.

"Gradisci?" mi chiese, alzando la mano per permettermi di vedere cosa tenesse. Una bottiglia di vodka.

Scossi la testa. Non volevo ubriacarmi. Avrebbe potuto chiamarmi Ashley e avrebbe scoperto come stavo infrangendo la promessa di tenermi fuori dai guai.

Just Forget The World | h.s.La tua prossima ossessione. Scoprilo ora