Ashley
Ero proprio dietro Gemma quando lo sentii dire quelle parole.
Per un attimo ne fui felice, anzi, a dir poco entusiasta.
Aveva accettato un lavoro a Wolverhampton, il che significava che aveva intenzione di restare.
Ma poi seguii il suo sguardo e la vidi.
Sophie si trovava di fronte alla porta d'entrata, immobile, pietrificata.
Anche lei lo guardava.
"Scusa." farfugliò Zayn, quando sorpassò Gemma.
Lo vidi attraversare la sala senza toglierle mai gli occhi di dosso, anche lei avanzò e una volta l'uno di fronte all'altra si fermarono.
Aveva deciso di restare solo perché l'aveva vista. Aveva deciso di restare solo perché in quella città c'era lei. Il motivo per cui aveva deciso di restare, non ero io. Quando ero stata io a chiederglielo, mi aveva risposto in modo titubante. Ma gli era bastato vederla per prendere una decisione. Nonostante il modo in cui lo aveva trattato, lui sarebbe rimasto lì per lei.
Raggiunsi il tavolo dei ragazzi e, dopo aver preso il cappotto, me lo infilai.
"Dove vai?" mi chiese Liam, confuso.
"A fumare, torno subito." sforzai un sorriso.
Un attimo dopo ero fuori.
Chiusi una mano attorno alla sigaretta che tenevo fra le labbra e con l'altra l'accesi.
Aspirai nervosamente.
Neanche mi resi conto che la porta alle mie spalle si aprì.
"Che ti succede?"
Mi voltai non appena riconobbi la sua voce. Non era quella che speravo di sentire.
"Adesso no."
"Adesso no, cosa?" mi chiese Harry, mentre si portava una sigaretta fra le labbra.
Imitò le mie precedenti azioni.
"Lasciami stare." dissi, avvolgendo un braccio attorno al mio stomaco. Era freddo.
"Sapevi che prima o poi si sarebbero incontrati." disse, non appena una nuvola di fummo ebbe lasciato la sua bocca.
Serrai gli occhi. Pizzicavano.
"Ho detto che devi lasciarmi stare." dissi seccata, dandogli le spalle.
Lo sentii sospirare.
"Qual'è il tuo problema, Ashley?" mi chiese spazientito.
Mi portai la sigaretta fra le labbra e aspirai.
"Zayn ha accettato il lavoro." mormorai.
"Dovrebbe essere una buona notizia." disse confuso. "Per te." sottolineò.
Mi asciugai furtivamente una lacrima, ma lui se ne accorse.
"Stai piangendo?" mi chiese.
Improvvisamente era di fronte a me.
"È solo che.." iniziai, ma la mia voce era rotta e decisi di rimanere in silenzio.
"È solo che?" mi chiese dolcemente, cercando i miei occhi.
"Quando gliel'ho chiesto io è entrato nel panico, perché era confuso e titubante." dissi.
"Ma poi gli è bastato vederla per accettare il lavoro." continuai. "Senza neanche sapere di quanto sarà lo stipendio, gli è bastato sapere che potrà rimanere qui. Perché qui c'è lei." dissi in fine.
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Just Forget The World | h.s.
Fiksi PenggemarLei, irrimediabilmente diffidente. Lui, irrimediabilmente convinto di poter farla tornare quella di una volta. Loro, irrimediabilmente legati l'uno all'altra. Alcune esperienze ti portano a chiuderti in te stessa. E innalzi muri insormontabili, obbl...
