You have apologized.

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Ashley

Mi stiracchiai e mi chiesi come mai Liam stesse ancora dormendo. Forse la sveglia non aveva suonato. Sperai che si fosse miracolosamente rotta.

Ma all'improvviso prese a trillare come impazzita ed io, che non me lo aspettavo proprio, presi il cuscino e glielo scaraventai contro, colpendo anche Liam.

Mi portai le mani alla bocca e lo guardai mortificata quando si svegliò di soprassalto, con la faccia impaurita. 

"Scusami, volevo colpire a sveglia!" mi giustificai, indicandola che giaceva a terra, senza vita.

Lui la guardò e capì quello che era appena successo, un minuto dopo, scoppiò a ridere. Lo guardai accigliata, chiedendomi cosa ci fosse di tanto divertente, quando contagiata, iniziai a ridere anche io.

Qualche secondo dopo, la porta si aprì senza preavviso e il volto preoccupato di Christopher si affacciò nella stanza.

Non so a che cosa avesse pensato, ma non appena vide che stavamo solamente ridendo, ci guardò piacevolmente sorpreso.

In effetti se avessi saputo che un mattina mi sarei svegliata dall'altra parte del mondo, con quello che era mio fratello da un mese e che ci avrei fatto due risate, non ci avrei creduto neanche io.

"Vi aspetto giù per la colazione." disse divertito, vedendo che non avevamo intenzione di riprenderci. Che poi, cosa ci fosse di tanto divertente, non lo avevo ancora capito.

"Buongiorno." disse Liam, asciugandosi le lacrime causate dalla risata. Ripresi fiato e poggiai le spalle al muro. "Buongiorno." dissi poi.

Non feci colazione e quando rifiutai la proposta di farmi accompagnare a scuola da Harry, Liam mi guardò con una strana delusione negli occhi.

Allora mi sforzai di sorridergli, per fargli capire che non era niente di personale, semplicemente non avevo fame e oramai trovavo quasi piacevole la passeggiata mattutina, la quale mi permetteva di svegliarmi decentemente.

Liam ricambiò con un timido sorriso, seguendomi con lo sguardo mentre raggiungevo il portone.

Uscii fuori e notai subito una macchina nera, ormai a me familiare, parcheggiata di fianco al cancello. Solo quando uscii dal giardino vidi la figura mezza addormentata di Harry seduta all'interno dell'auto.

Non si era accorto di me, perciò decisi di imboccare la solita strada, come ogni mattina.

"Ashley?" mi chiamò, pochi secondi dopo. Mi voltai e lo trovai leggermente sporto dal finestrino aperto, con un lieve sorriso disegnato sulle labbra.

Sorriso che se non fosse stato così addormentato, sarebbe stato molto più ampio.

"Non chiedermelo." dissi, sapendo già a cosa stesse pensando. Le sue labbra tornarono a toccarsi, non appena il sorriso svanì.

"Pensavo che almeno i passaggi fossero ammessi, d'ora in avanti." disse con aria divertita, cercando di nascondere la delusione che gli avevano procurato le mie parole.

Era ovvio che qualcosa fosse cambiato. Anche se cosa, restava ancora un mistero. Il pomeriggio precedente era stato piacevole e la sua compagnia non mi aveva affatto dispiaciuta. Ma come già gli avevo detto, nonostante gli avessi raccontato una parte di me, non eravamo amici.

"Faccio volentieri una passeggiata." dissi, mentre facevo scivolare le mani congelate nelle tasche del cappotto.

"Stanotte la temperatura si è abbassata, non credo sia una buona idea." disse, probabilmente notando il mio naso già arrossato dal freddo. "Non fa poi così freddo." mentii.

Just Forget The World | h.s.La tua prossima ossessione. Scoprilo ora