Do you believe me?

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Harry

Da quando ero venuto a sapere che Cameron aveva rivelato a Zayn ciò che non era riuscita a dirgli Ashley, mi ero domandando che cosa avrei dovuto fare.

Sapevo che Sophie provava ancora qualcosa per lui. Quando l'avevo conosciuta, si era appena trasferita ed era a pezzi. Mi aveva raccontato di come avesse dovuto dirgli che non lo amava più, solo per rendergli le cose più facili. Ma era un'enorme bugia. Si leggeva nei suoi occhi che sentiva la sua mancanza. La prima volta che l'avevo vista, seduta sulla panchina che era stata testimone della nascita della nostra amicizia, piangeva. Non riuscii ad ignorarla quando le passai casualmente accanto. Mi sedetti al suo fianco e riuscii a strapparle un sorriso. Solo molto dopo venni a sapere che piangeva lui, il loro amore, la loro lontananza.

Era una ragazza tremendamente dolce e sensibile, ma anche solare e da quel giorno decisi di regalarle sorrisi. Ma non riuscii mai a causarle un sorriso grande come quello che aveva quando parlava di lui.

Descriveva Zayn come l'uomo dei suoi sogni. Era tutto per lei. Lui era semplicemente fantastico. E Sophie non era l'unica a pensarlo.

Avevo visto Ashley discutere più volte con lui e ogni volta era stata una catastrofe. Si rinchiudeva in camera e non parlava con nessuno.

Ma appena chiarivano, la vedevi saltellare in giro, con gli occhi luminosi e un sorriso a trentadue denti. Mi chiedevo cosa avesse di tanto speciale. Avrei davvero voluto conoscerlo.

In ogni caso, Sophie nell'ultimo periodo sembrava pensarci meno a lui. Aveva anche smesso di giocare ogni due minuti con i ciondoli del bracciale che le aveva regalato. Era diventata un'ossessione. Come quella che aveva quando tutto sembrava ricordargli lui e lo nominava in continuazione.

E visto che, forse, aveva veramente cominciato a cercare di andare avanti, ero perplesso sul fatto di rimetterglielo in testa.

Ma quella sera decisi di affrontarla. Meritava di saperlo, era un suo diritto. E d'altra parte, io, avevo bisogno di tenere la mente occupata.

Non le avrei parlato dell'incontro con mio padre. Era la mia miglior amica, le dicevo tutto, ma quello volevo archiviarlo. Volevo cancellarlo dalla mia memoria e vivere come se non fosse mai accaduto.

Le diedi appuntamento al nostro solito posto. Su quella panchina, sotto il solito salice.

Ricordai la promessa che le avevo fatto, quella di non trascurarla a causa di Ashley. Non ero stato in grado di mantenerla.

Adesso dovevo rispettare i miei doveri da amico ed essere completamente sincero con lei. La attesi per pochi minuti prima di riuscire a vedere in lontananza la sua bionda chioma.

"So già cosa vuoi dirmi." disse, mentre si sedeva. "Ah, si?" le chiesi confuso. "Riguarda Ashley." rispose.

Mi voltai a guardarla. Non poteva aver già capito tutto, era impossibile. 

"Mi ferisce il fatto che tu non me lo abbia detto." mormorò, abbassando il volto.

"Mi dispiace, io.." iniziai, ma lei parlò prima che riuscissi a terminare la frase. Come aveva fatto a scoprirlo? Che Cameron le avesse parlato? No era impossibile, non poteva saperlo.

Quando iniziò a parlare, infatti, era totalmente fuori strada. Cioè, non proprio totalmente. 

"Comunque sapevo che fra voi due c'era qualcosa, ma preferivo fossi tu a dirmelo."

"Si, lo so. Io.. aspetta, cosa?" le chiesi confuso. Non era questo che cercavo di dirle.

"Non preoccuparti, capisco perché non me lo hai detto." disse. "Fra me ed Ashley non scorre buon sangue. Anche se io lo vorrei." continuò a parlare.

Just Forget The World | h.s.La tua prossima ossessione. Scoprilo ora