Controllo attentamente che il toast di Blake non si bruci e appena vedo che entrambe le fette del pane sono croccanti, lo estraggo dal forno riponendolo su un piatto.
Mentre Blake è sotto la doccia cammino avanti e indietro nella cucina, non sapendo cos' altro fare. La sensazione provocata dal tessuto umido del bikini a contatto con la pelle inizia ad essere sgradevole e la salsedine che ricopre ogni centimetro del mio corpo non aiuta certamente.
Mi avvicino alle grandi vetrate della sala principale e sfrutto l' occasione per vedere la città dalla cima di questo enorme palazzo.
Quando i miei occhi si scontrano con quello che le vetrate hanno da offrire rimango senza fiato.
Dire che il panorama che ho di fronte è semplicemente mozzafiato sarebbe riduttivo.
Le luci degli edifici, delle strade e dei locali investono la notte impedendo alla città di spegnersi per riposarsi dalla frenesia del giorno.
Da qui si vede chiaramente il Golden gate bridge che in questo momento è pieno di automobili di ogni genere.
Le luci si riflettono sullo specchio d' acqua sotto al ponte alimentandone la luminosità.
Il momento di contemplazione viene interrotto dal rumore di una porta che si apre e dalla quale esce il mio fratellastro con indosso già una tuta nera.
Ritorno alla realtà e mi mordicchio il labbro restando immobile.
Blake va in cucina e afferra il toast che gli ho fatto trovare pronto.
Si siede anche lui su uno sgabello e conclude il suo pasto silenziosamente. Di tanto in tanto mi guarda ma il suo sguardo non si concentra su di me per più di un secondo.
Finisce di mangiare e mette all' interno della lavastoviglie il suo piatto.
La pioggia continua a grondare eccessivamente e un brivido di freddo fa sì che mi ritragga istintivamente.
Blake mi squadra altezzosamente.
"Aspettami qui un secondo"
"E dove altro vuoi che vada?" rispondo forse a voce troppo alta.
"Ti ho sentito" grida mentre è nascosto nella sua camera da letto.
Dopo qualche attimo torna in salone e mi mostra una maglietta extra-large bianca.
"Faresti meglio a farti una doccia calda prima di ammalarti" suggerisce con finto tono innocente.
L innocenza, mio caro Blake, è qualcosa che non trapela dai tuoi occhi.
Sono restia a prendere l' indumento dalle mani del mio fratellastro così è lui a metterlo tra le mie mani.
Mi fa segno di andare in bagno e così, senza neppure riflettere, finisco chiusa nel suo bagno.
Mi chiudo a chiave per evitare inconvenienti spiacevoli e prima di iniziare a lavarmi mi siedo un attimo sul pavimento, appoggiando le mie spalle alla porta.
Sono finita in una situazione utopistica; appena arrivata a San Francisco Blake fatica persino a rivolgermi qualche parola mentre adesso mi ritrovo seminuda nel suo bagno senza telefono, chiavi o vestiti con me.
Non ho neppure idea di che ore siano ormai.
Mi alzo in piedi e mi spoglio appoggiando il bikini sul pavimento.
Solamente ora noto che e pareti del bagno sono molto scure mentre all'interno dell' enorme doccia tendono ad essere più chiare creando un effetto molto moderno.
Mi infilo nella doccia enorme e subito quando il getto d' acqua calda bagna la mia pelle provo un enorme sollievo.
Aumento la temperatura dell' acqua e mi riscaldo, massaggiando poi il corpo con del bagnoschiuma profumato.
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Inside yourself
Storie d'amoreA volte la vita non fa che travolgerti violentemente, senza apparente motivo e soprattutto senza chiederti il permesso. Questo Ellie l'ha capito quando tre anni prima il suo adorato fratellastro Blake ha deciso di frequentare il college dall'altra p...
