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- Capitolo Quattordici -

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Mettere piede all'interno delle mura del Palazzo Imperiale non fu un'impresa facile per Reyns e Aera

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Mettere piede all'interno delle mura del Palazzo Imperiale non fu un'impresa facile per Reyns e Aera.

Insieme ai due servitori al loro seguito, i due ragazzi raggiunsero, ormai al tramonto, un grande portone dorato sorvegliato da due guardie, abbellito da fregi, sempre ottenuti dal prezioso metallo. Se nemmeno a chi non era ancora stato permesso entrare era negata tanta opulenza, quanto sarebbe stata ostentata la ricchezza degli interni?

«Questa è la porta d'oro delle mura del lato sud» parlò una guardia. «Vi è richiesto di esibire la prova che abbiate legami diretti con l'Imperatore.»

Quest'obbligo li colse alla sprovvista. Che cosa si intendeva per legame diretto? Erano in possesso di una lettera scritta dal Re di Lanth e destinata ad Owan, ma sarebbe stato abbastanza? Reyns tentò di chiedere informazioni.

«Chiedo perdono, noi non siamo nativi di qui...» iniziò a dire, ma venne prontamente interrotto.

«Se non provenite dall'Arcipelago allora è da escludersi che abbiate un legame con l'Imperatore. Non potete entrare da questa porta.»

A vedersi negato l'accesso da due guardie armate e agghindate forse più dell'opulento portone dorato, Reyns accennò ad un inchino, in segno di scuse, e procedette lungo il lastricato che costeggiava le mura, seguito da Aera, Iansa, ed Elmer.

«A quanto pare si intendeva un legame di sangue...» borbottò l'ultimo, sbuffando, appena si furono allontanati dalle guardie abbastanza da non venire uditi.

Girato l'angolo e giunti quindi sul lato est, i due ragazzi notarono alcuni soldati, all'ombra delle mura, sull'attenti, e a loro volta armati. Anche questi stavano di guardia ad un portone, ma a uno d'argento, fregiato con motivi regolari e ripetuti, a formare figure geometriche ed eleganti decorazioni. Il tutto sembrava impreziosito ulteriormente dalla luce del tramonto, che splendeva dietro la porta, lasciandola in ombra, rendendo ancora più freddo il colore del metallo.

«Questa è la porta d'argento delle mura del lato est» annunciò una delle quattro guardie. «Voi appartenete all'Impero e ne siete cittadini?» domandò, poi.

Un'altra volta Reyns non seppe che dire, ma invece che fare domande, si limitò a dare una mezza risposta: «Veniamo da Lanth.»

«Avete servito come soldato dell'Esercito Imperiale?» chiese la guardia.

«No» rispose Reyns, più pronto questa volta.

«Possedete un edificio costruito entro i confini dell'Impero?» domandò l'altro.

«No, noi...» tentò di aggiungere.

«Avete fornito grano ai cittadini dell'Impero per più di tre anni?» lo interruppe la guardia.

«No, noi veniamo come ambasciatori...» volle provare a precisare, senza riuscirci.

«Avete lavorato in una delle Isole dell'Impero per più di tre anni?» lo interruppe di nuovo la guardia.

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