[Avventura/Romance] COMPLETA
Trilogia "Il Ciondolo dell'Aquila" - Libro 3
ATTENZIONE! Può contenere spoiler per chi non ha letto "Il Viaggio per la Libertà" e "Il Viaggio per la Salvezza".
Con l'economia di Lanth in ginocchio a causa della pressione...
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La ragazza perse la speranza. «E ora che cosa succederà a me?» chiese, con voce fragile.
«Ora tu sei al pari di tutti gli altri, qui dentro» rispose Tizho, quasi con dolcezza, porgendole un'ampolla piena di un liquido azzurrino in cui scintillava una strana polvere bianca, brillante, come fiocchi di neve in un limpido cielo invernale.
«Che c'è qui dentro?» provò a chiedere, anche se non si aspettava una risposta.
«Prova a indovinare...» la stuzzicò il medico, sogghignando di nuovo, facendo penzolare il Ciondolo dell'Aquila davanti alle sbarre di ferro.
Aera lo fermò con la mano, sorpresa che Tizho glielo lasciasse anche solo toccare, e quando appena provò a stringerla di più, il dottore la alzò. La ragazza ritrasse la mano, come a lasciar intendere che non era sua intenzione strappargliela, e il medico la riabbassò, in modo che potesse prendersi altro tempo per osservarla.
E vide. Alcune delle penne dell'ala destra dell'aquila erano state troncate. E la polvere di metallo era nell'ampolla che aveva in mano.
«Ma che avete fatto!» esclamò, profondamente offesa nel vedere rovinato quello che era sempre stato il suo simbolo, il simbolo della sua famiglia, il simbolo della sua libertà, l'unica cosa che l'avesse tenuta legata alla dignità in un mondo privo di valori morali, l'unica traccia di vita in un mondo di morte.
Rovinato. Dal pazzo che si trovava oltre quelle sbarre.
«Si tratta di un semplice esperimento, non c'è nessun bisogno di scaldarsi così» sminuì il suo dramma, suscitando in lei soltanto maggior disprezzo. «Voglio verificare se la sola polvere ha l'effetto che dovrebbe avere la tua collana. Se è così, il veleno non dovrebbe avere effetto su di te.»
«Veleno?» ripeté lei, incredula e spaventata. «Mi date un'ampolla piena di veleno, e Vi aspettate anche che io lo beva?»
«Se non lo somministrerò a te, lo berrà qualcun altro, e verificherò su questo secondo individuo la mia ipotesi» rispose Tizho, freddo. «Questo, ovviamente, dopo che Clood ti avrà ucciso e si sarà liberato del tuo cadavere. Vero, Clood?» chiese poi conferma.
«Sì, signore» si costrinse a dire il soldato, abbassando poi lo sguardo.
Aveva tentato di far sparire delle ampolle, una volta, ma era stato scoperto. Ne aveva rotta una, solo una volta, apposta, e di conseguenza era stato punito.
Non poteva disfarsi del contenuto in nessun modo – Tizho controllava persino se qualcosa uscisse da una delle piccole finestre. Se avesse versato i veleni nei vasi di Lefs, o a terra, le conseguenze sarebbero state corrosioni, morte dei fiori o al contrario la loro rigogliosa crescita, oppure indelebili macchie sulla pietra. Inoltre, alcuni veleni erano volatili, e anche solo respirarli per un lungo tempo, in un luogo chiuso come quelle prigioni, avrebbe potuto portare alla morte.
Ciò che si trovava in quelle ampolle doveva essere bevuto dai prigionieri, se questo era ciò che Tizho aveva ordinato. Secondo la sua logica, solo i più forti avrebbero sviluppato l'immunità, e di conseguenza da questi avrebbe creato un siero che sarebbe stato in grado di rendere immuni al veleno delle vespe della Lefsan, e forse addirittura immortali.