[Avventura/Romance] COMPLETA
Trilogia "Il Ciondolo dell'Aquila" - Libro 3
ATTENZIONE! Può contenere spoiler per chi non ha letto "Il Viaggio per la Libertà" e "Il Viaggio per la Salvezza".
Con l'economia di Lanth in ginocchio a causa della pressione...
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Una volta riusciti a fuggire dal portone d'oro, il corteo di medici corse verso il porto, mentre Reyns e Aera convennero sul fatto che non potevano rischiare di metterli ulteriormente in pericolo, soprattutto perché ora erano seguiti da una decina di malati, che avevano il dovere di salvare.
I medici di Lanth erano l'unica salvezza dell'Impero – erano essenziali, più di quanto non lo fossero i due ragazzi, per quanto ingiusto potesse sembrare.
I due giovani fuggirono dalla parte opposta, notando che gli Amter stavano seguendo proprio loro, e non i medici.
Restarono all'interno del Palazzo, in un primo momento – all'interno potevano ancora esserci guardie fedeli all'Imperatore, che avrebbero quindi attaccato gli Amter, e protetto loro due.
In più, Reyns aveva in mente qualcosa, o almeno così ad Aera sembrava. C'era un senso, dietro il suo svoltare a destra e sinistra, nel salire e scendere rampe di scale. Sapeva dove stava andando.
Infatti, Reyns intendeva raggiungere il luogo che l'Imperatore Owan gli aveva mostrato – la scalinata sul mare. Da quel punto, poteva scendere i gradini di pietra bianca, oppure camminare lungo il margine della scogliera.
Svoltato un angolo, il ragazzo notò uno stendardo, appeso tramite un semplice bastone. Si disse che sarebbe bastato.
Agguantò un lembo della stoffa rossa, e fece cadere il tutto. Allora, sfilò il bastone dalla vera e propria insegna, e riprese a correre, ora a malapena armato.
Aera cominciò a preoccuparsi che la loro fuga non sarebbe andata a buon fine, quando vide che quella era l'unica arma di cui entrambi disponevano per difendersi. E se ne convinse, quando Reyns la condusse all'esterno, e svoltò in direzione della scogliera occidentale.
Dove pensava di andare? Il porto più vicino, in quella direzione, era raggiungibile solo scendendo la lunga scalinata alla loro destra. Ciò che avrebbero potuto raggiungere proseguendo verso sinistra era solo roccia. E, al di sotto, il mare.
Che cosa aveva in mente?
«Ho un piano, Aera» la rassicurò Reyns, come se semplicemente tenendola per mano potesse leggere i suoi pensieri. Deglutì un acido che bruciava, forse a causa del veleno che aveva in parte inalato, forse perché dovevano essere giorni che non mangiava nulla di sostanzioso.
«Più che altro, un'idea» ammise, dopo, insicuro. Aera spalancò gli occhi. «Ma di una cosa sono certo: dobbiamo credere negli Dei, e tutto si risolverà. Mi credi, Aera?»
La ragazza annuì, incerta. Non si fidava degli Dei – solo di Reyns.
Come a dimostrarle che il giovane aveva ragione, la freccia scoccata da uno degli Amter armati di balestra andò a conficcarsi nel terreno ai loro piedi, a uno o due passi davanti a loro.
I due si fermarono bruscamente, spaventati, ma una volta resisi conto di ciò che era accaduto, si scambiarono uno sguardo, e ripresero a correre, più veloci di prima.