[Avventura/Romance] COMPLETA
Trilogia "Il Ciondolo dell'Aquila" - Libro 3
ATTENZIONE! Può contenere spoiler per chi non ha letto "Il Viaggio per la Libertà" e "Il Viaggio per la Salvezza".
Con l'economia di Lanth in ginocchio a causa della pressione...
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Kael e Ceala erano ormai giunti al villaggio orientale dei campi di Lefs. La giovane camminava piano, lamentava dolori sia al braccio che alla testa, e questo faceva stare in pena il povero ragazzo, che la sorreggeva, e temeva il peggio.
Per le strade, chiunque li vedesse si voltava dall'altra parte. Ognuno si faceva i propri affari, nel piccolo villaggio, e anche se questo in passato aveva giocato a favore di Kael, questa volta la situazione era molto diversa.
Essendo un abile oratore, però, forse avrebbe avuto un'opportunità – doveva solo trovare il modo migliore per giocarsela.
«Nessuno ci presta attenzione...» mormorò Ceala, inquieta. «Possibile che nessuno voglia aiutarci?»
«Sì, Ceala, è possibile» rispose Kael, freddo. «Il fatto è che non è un loro problema, il tuo stato di salute.»
«E allora che ci facciamo qui?» chiese lei. «Io non credo di riuscire a raggiungere il Palazzo Reale sulle mie gambe...»
«Semplice» rispose Kael, sorridendole, fiducioso. «Facciamo in modo che il nostro problema diventi un loro problema.»
Ceala si lasciò condurre fino a una locanda, in cui Kael irruppe, fingendo di essere in preda al panico. «È una disgrazia! Una tragedia!» si mise a urlare, attirando ben presto l'attenzione di tutti i presenti su di sé.
I loro sguardi si gettarono presto su Ceala, bella e fragile come appariva, e come Kael aveva previsto: l'ampia scollatura del suo vestito, unita al fatto che la ragazza si stesse sporgendo leggermente in avanti per appoggiarsi a Kael, fu come una calamita per gli occhi della maggior parte degli avventori, e la spallina che era – per mano del ragazzo – scivolata giù dalla sua spalla destra non fece che alimentare il loro interesse.
«Che cosa è successo?» cominciarono a chiedere.
Kael riuscì a trattenere un sorriso; ora aveva la loro completa attenzione.
«La Lefsan!» annunciò. «La malattia che sta divorando l'Arcipelago di Neeq è giunta anche a Lanth! Gli Dei vogliono punirci! Guardate!» Riuscì ad abbindolare tutti, nessuno escluso. Tutti quanti seguirono i suoi movimenti, mentre Kael mostrava l'avambraccio destro di Ceala, sul quale era ben visibile la puntura.
Kael riuscì nel suo intento – seminare il panico. Ora quello della Lefsan era un problema che accomunava tutti. Chiunque, anche a Lanth, avrebbe dovuto temere per la propria vita, adesso.
«Ma come è possibile?» chiese qualcuno più sveglio degli altri. «Le vespe della Lefsan non possono vivere qui a Lanth. Il clima è troppo freddo per loro. L'ho sentito dire da uno dei soldati di Lord Orlud.»
Una buona parte dei presenti si schierò dalla parte dell'impertinente che aveva osato tentare di rovinare i piani di Kael, ma il ragazzo, con una buona dose di superbia, sapeva di poter rimediare.