Capitolo 33

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«E poi, una volta, Mark aveva il gelato in mano, stava per mangiarlo ma è passato Haechan che in un morso solo se l'è messo tutto in bocca ed è scappato» rise forte Jaehyun e io con lui.

Eravamo seduti in un chiosco vicino il centro della città, circondati da studenti e lavoratori stanchi che si stavano concedendo una buona cena e un po' di soju insieme a colleghi e amici. Dalla nostra posizione avevo la visuale sulla strada gremita di gente che andava da una parte all'altra e le luci della città che splendevano su ogni superfice. Mi aveva portata in quel chioschetto perché gli offrissi la cena ma, alla fine, l'aveva offerta lui a me. Avevamo preso due semplici ciotole di noodle ai fagioli neri e una bottiglia di soju che poi erano diventate due, poi tre e due ore dopo, davanti a noi, potevo contarne sei. Non riuscivo a ricordare come fossero diventate così tante. Sta di fatto che stavamo ridendo come matti da almeno un ora, raccontandoci ogni genere di sciocchezza che ci faceva ridere.

«Ha fatto la stessa cosa Changbin! Jeongin aveva in mano una ciotola di noodle piccanti, con la scusa di averne un morso si è avvicinato e gli ha rubato la ciotola cominciando a correre per tutta casa» non riuscivamo più a smettere di ridere.

«Basta, basta. Non ce la faccio più!» si tenne la pancia cercando di placare le risate.

«Mi fanno male le guance» affermai annaspando. Le massaggiai con un sorriso. Ci mettemmo qualche minuto per ritornare a uno stato normale di respirazione.

«Era da tempo che non ridevo così» sospirò sorridendo. Prese in mano l'ultima bottiglia di soju che ci avevano portato e ne versò il liquido trasparente nei nostri bicchieri.

«Ancora? Non so come tornerò a casa» ridacchiai prendendo in mano il bicchierino, facendolo tintinnare contro il suo. Mandai giù il liquido in un sorso solo.

«Se vuoi ti accompagno io. Sono venuto in macchina» indicò con la testa una stupenda auto sportiva nera parcheggiata lì di fronte.

«Non preoccuparti. Da qui devo prendere solo la metro e camminare per un po'» scrollai le spalle noncurante.

«Non esiste. Sarei troppo in ansia»

«Tranquillo, sono forte. Non sembra ma riuscirei a tenere testa ad un omaccione» contrassi il piccolo bicipite davanti a lui.

«Lo vedo, certo. Ma tu vieni con me» ridacchiò.

«Ti ringrazio» affermai rassegnata. Buttai giù un altro bicchierino, scuotendo la testa per il sapore amaro che scendeva lungo la gola. Fu a quel punto che vidi un'ombra funesta avvicinarsi al nostro tavolo, congelandomi sul posto all'istante. Vedevo la scena come fosse a rallentatore. Era qualcosa di inevitabile che stava per abbattersi su di me.

«Ciao, Hyuna» Lisa, in tutto il suo splendore, si accostò a noi con un sorriso soddisfatto che mi raggelò. La minigonna di jeans le metteva in risalto le gambe lunghe, il top striminzito le lasciava scoperta la pancia e i tacchi la slanciavano ancora di più. Le sue unghie laccate di rosso picchiettarono sul tavolo.

«Ciao, Lisa» mandai giù il nodo che avevo in gola. Che cavolo ci faceva lì? Era l'ultimo posto in cui mi sarei aspettata di vederla.

«Lisa, è da molto che non ci vediamo. Come va?» si alzò per poterla salutare.

«Sto bene, grazie» gli sorrise «Mi dispiace aver interrotto il vostro appuntamento» pronunciò l'ultima parola con estrema soddisfazione.

«Non è un appuntamento» puntualizzai, guardandola con gli occhi ridotti a due fessure.

«Oh, non dire così. Quando vi ho visti ho pensato che foste proprio una bella coppia» sorrise con finto entusiasmo, battendo le mani.

«Immagino sia stato proprio questo il tuo primo pensiero» parlai in tono neutro per non far capire a Jaehyun quale situazione ci fosse tra noi due.

Call me Daddy || BangChan (In revisione)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora