Ero su una spiaggia dorata dai granelli caldi sui piedi, con il sole che scaldava la pelle e l'acqua del mare che lambiva le mie caviglie. Potevo sentire l'odore salmastro intorno a me e i gabbiani che cantavano. L'aria intorno a me era calma, rilassante, così piacevole che mi stesi sulla sabbia e chiusi gli occhi.
«Piccola» la voce melodiosa di Chan si insinuò nelle mie orecchie facendomi spuntare un gran sorriso sulle labbra. Aprii gli occhi con la sua ombra che copriva i miei occhi dal sole. Lo guardai ergersi su di me in tutta la sua bellezza. Indossava solo il costume da bagno e gocciolava dalla testa ai piedi. L'acqua gli faceva risplendere la pelle con tanti piccoli luccichii e il sole si rifletteva sulla pelle bianca immacolata. Era uno spettacolo per gli occhi.
«Vieni a stenderti vicino a me» picchiettai il posto accanto a me facendo le fusa come un gatto.
«Non possiamo, piccola» mi accarezzò la guancia con la punta delle dita.
«Perché no?» misi il broncio con aria afflitta.
«Perché devi svegliarti»
«Ma io sono sveglia» affermai confusa.
«No, Hyuna, svegliati»
Aprii piano gli occhi, ritrovandomi davanti lo splendido sorriso di Chan. Non era più bagnato dall'acqua del mare e non indossava il costume da bagno, anzi. Da una rapida occhiata al suo corpo lo vidi meravigliosamente nudo e un piccolo sorriso si aprì sul mio volto.
«Ciao» sorrisi raggiante alle sue fossette.
«Ciao» mi sorrise di rimando strofinando le punte dei nostri nasi «Posso sapere cosa stavi sognando?»
«La spiaggia» sorrisi, accoccolandomi contro il suo petto.
«E allora perché mi stavi chiamando?» chiese curioso accarezzandomi i capelli.
«Perché c'eri anche tu»
«Quindi, mi hai sognato» sorrise allusivo «E com'ero? Splendido come al solito, scommetto» per la sua arroganza si guadagnò un leggero pugno nello stomaco che non lo scalfì minimamente.
«No, eri brutto» ridacchiai «Eri brutto, brutto, brutto» l'ultima parola mi uscì più acuta. Mi ritrovai ad essere sollevata di peso e caricata sulla spalla. Risi forte.
«Mettimi giù!» mi coprii la bocca con la mano mentre ciondolavo sulla sua schiena.
«Ero brutto, eh?» una pacca sul sedere mi scosse il corpo «Ero brutto?» non potevo vederlo ma riuscivo a sentire il sorriso nelle sue parole.
«Bruttissimo!» mi trattenni a stento dall'urlare.
«L'hai voluto tu!» avanzò verso il bagno a passo lento mentre continuava la sua piccola tortura sul mio sedere. Sentivo il sangue affluirmi alla testa e cercai di aggrapparmi alla sua vita per trovare maggiore equilibrio. Entrato in bagno si infilò in doccia, mi fece scendere dalla sua spalla, chiuse l'anta di vetro e tenendomi ferma sotto il soffione aprì l'acqua con un getto così potente che boccheggiai per la sorpresa.
«Chan, è fredda!» urlai incredula ma con il sorriso sulle labbra. Lo shock termico mi diede i brividi ma le sue mani che risalivano il mio corpo me ne diedero di più. Stavamo ridendo entrambi. Lo afferrai per un braccio, strattonandolo verso di me per farlo finire sotto il getto freddo. Spalancò gli occhi per la sorpresa, facendomi scudo con il corpo dall'acqua che cambiò rapidamente in calda. Ridacchiai vedendolo infreddolito.
«Così impari!» lo spinsi via per uscire dal box doccia e asciugarmi ma con rapidità mi afferrò per riportarmi all'interno e sbattermi con la schiena al muro. Sussultai per il cambio repentino di atmosfera tra di noi. Era a pochi centimetri, l'acqua che gocciolava lungo il suo splendido viso, gli occhi socchiusi, le labbra carnose dischiuse. Il mio corpo reagiva automaticamente a lui spingendomi a far scontrare i nostri bacini in un leggero sfioramento. Lo vidi ansimare.
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Call me Daddy || BangChan (In revisione)
FanfictionPassare da una piccola città di pescatori ad una grande metropoli era già un cambiamento enorme per una ragazza di soli ventidue anni, ma ritrovarsi a dover badare a otto ragazzi famosi, incasinati e belli come il peccato sembrava una sfida impossib...
