Capitolo 31

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Aprii gli occhi quando il sole era già alto nel cielo. Mi stiracchiai con un gran sorriso sulle labbra e guardandomi intorno nella stanza pensai che ogni colore fosse più nitido e bello. Ogni cosa, quella mattina, aveva una sfumatura diversa, un colore più acceso, la mia stanza la vedevo completamente diversa anche se non avevo cambiato niente. Pensai che forse percepivo tutto diversamente perché ero io a sentirmi diversa. Ripensare alla notte appena trascorsa mi dava brividi di piacere lungo il corpo. Era stata anche meglio della prima volta che eravamo stati insieme perché mi era stata fatta una promessa e speravo con tutto il cuore che questa volta l'avrebbe mantenuta. Questa volta, aveva detto che sarebbe rimasto e pregavo che nessuno si sarebbe messo di nuovo tra di noi. Mi girai dalla sua parte del letto aspettandomi di trovarlo ancora addormentato ma il letto era vuoto. Un senso di panico si fece strada in me e all'altezza del petto sentivo un vuoto che iniziava ad espandersi.

«Non è stato un sogno» mormorai piano, guardandomi intorno nella stanza.

In quel momento, la porta del bagno si aprì e ne uscì Chan avvolto da una nuvola di vapore e con solo un asciugamano legato basso sui fianchi. Tirai un sospiro di sollievo al pensiero di non essermi immaginata tutto. Scesi dal letto e corsi da lui buttandogli le braccia al collo, seppellendo il naso nell'incavo del suo collo.

«Ma che...» ridacchiò, circondandomi con le braccia, stringendomi a sé. Appoggiò la guancia contro la mia testa iniziando a cullarmi gentilmente, facendomi sorridere.

«Che succede?»

«Avevo paura fosse tutto un sogno» ammisi imbarazzata.

«Quindi, tutti i tuoi sogni sono così a luci rosse?» chiese allusivo facendo vibrare il petto per le risate.

«Dico sul serio» ispirai l'odore del mio bagnoschiuma mischiato al suo odore. Era inebriante.

«Ehi, te l'ho detto, non vado da nessuna parte» mi scostò da sé per potermi guardare «Penso tu abbia già capito che non sono una persona romantica e che probabilmente non saprò apprezzare come dovrei tutte le cose che ci capiteranno, ma quello che ti ho detto era vero, dicevo sul serio»

Qualcun altro avrebbe preso le sue parole come un avvertimento e probabilmente sarebbe scappato, ma io avevo deciso di credergli, di darli questa seconda possibilità di essere felici insieme. Però, ora, avevo un'altra domanda. Mi vergognavo a pronunciare quelle parole a voce alta ma dovevamo mettere le cose in chiaro prima di uscire da questa stanza e tornare alla realtà.

«Chan, questo vuol dire che ora...» abbassai gli occhi sui miei piedi, imbarazzata.

«Perché stai arrossendo?» ridacchiò, scostandomi una ciocca di capelli dietro l'orecchio.

«Volevo sapere se ora...»

Non riuscii a finire la frase che qualcuno bussò alla porta della camera, facendoci sobbalzare. Nel breve lasso di tempo in cui mi ero voltata verso la porta Chan era scattato in bagno, chiudendosi all'interno. Non avevo nemmeno aperto bocca per dire a chiunque fosse dietro la porta di entrare che questa venne aperta a metà e la testa di Jeongin sbucò dalla fessura.

«Scusa, Hyuna, ci sono dei signori alla porta che dico di essere venuti per riprendersi gli addobbi della festa»

«Jeongin, non si aspetta di essere prima di entrare? Potevo anche essere nuda!» lo rimproverai con un'occhiataccia.

«Scusa, hai ragione» abbozzò un sorriso imbarazzato.

«Va bene, arrivo subito» affermai sbrigativa. Quando richiuse la porta della camera quella del bagno scattò e Chan uscì furtivo, guardandosi intorno. Lo guardai di traverso.

Call me Daddy || BangChan (In revisione)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora