Capitolo 36

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Dopo aver girato intorno all'edificio dell'agenzia per essere certi di non essere seguiti dai ragazzi, evitando attentamente tutti i luoghi in cui avrebbero potuto essere, ci siamo diretti verso il Cheonggyecheon, un percorso di quasi undici chilometri costruito intorno ad un fiume. Quel luogo, soprattutto di sera, aveva una magia distintiva, uno sfavillio quasi impercettibile. Prima di allora ero stata lì soltanto in gita scolastica; ci avevano portati ai limiti della strada e fatto ammirare i giochi di luce delle fontane. Mi era piaciuto talmente tanto che volevo tornarci a tutti i costi.

«Sei sicuro che possiamo farlo?» stavamo percorrendo senza fretta le stradine piene di persone e anche se Chan era coperto dalla testa ai piedi continuavo a guardarmi intorno nervosa.

«Vuoi stare tranquilla? Quando eravamo solo degli adolescenti che avevano appena debuttato e dovevamo arrangiarci per mangiare secondo te come facevamo?» sorrise divertito.

«Non provarci. Ho guardato tutti i vostri video e stai parlando di un periodo in cui nessuno sapeva della tua esistenza» lo sfidai con lo sguardo.

«Ah!» si portò una mano al cuore fingendosi sofferente «Questo ha fatto male»

«Non fare lo stupido» sorrisi dandogli una pacca sul braccio.

«Sai, a volte penso che se ti avessi incontrata in quel periodo non ti avrei fatto passare tutto quello che hai passato» alzò lo sguardo verso il cielo. Lo vidi immergersi in vecchi ricordi, cercando le parole giuste da usare.

«Io ero...molto chiuso e a un certo punto avevo smesso di avvicinarmi alle persone» il suo volto si era oscurato e tutto il suo corpo si era teso.

«Incontrarmi allora come avrebbe migliorato la situazione che abbiamo passato?»

«Forse non sarebbe cambiata» si girò a guardarmi «O forse, il tuo dolce sorriso avrebbe sciolto quella lastra di ghiaccio che intrappolava il mio cuore»

Una lacrima silenziosa sfuggì ai miei occhi e la grande mano di Chan si affrettò a racchiuderla tra le dita.

«Perché piangi?»

«Perché il pensiero di un te più piccolo, solo e arrabbiato mi fa stare male» sospirai tirando su con il naso e asciugandomi gli occhi.

«Lo so, piccola, ma adesso è passato, non devi più preoccupartene» si abbassò la mascherina per potermi dare un tenero bacio sulla fronte.

«Per fortuna sono arrivati i ragazzi» sorrisi, accoccolandomi contro il suo petto.

«Si e poi sei arrivata anche tu» mi strinse a sé. Sorrisi felice, prendendolo sottobraccio.

Continuammo a camminare finchè non arrivammo alla partenza del percorso di Cheonggyecheon. L'aria mite di fine settembre era piacevole sulla pelle, soprattutto se unita al calore del corpo di Chan. Le luci fluorescenti che ci circondavano mi fecero sorridere, riempiendomi di energia e adrenalina. Ero emozionata di essere per le strade trafficate, alla "luce del sole" mano nella mano con il ragazzo che amavo.

«Hai freddo? Stai tremando» sollevò le sopracciglia, preoccupato.

«No» sorrisi raggiante «Sono solo felice di essere qui. Dai, andiamo!» saltellai come una bambina, trascinandolo dietro di me.

Quegli undici chilometri sembrarono durare pochi secondi. Finalmente eravamo solo noi due, senza nessuno da cui doversi nascondere e senza che qualcuno ci interrompesse. Camminammo tranquillamente ai margini del marciapiede, chiacchierando di qualsiasi cosa ci passasse per la mente, ridendo e mangiando del buonissimo cibo di strada. Era l'appuntamento perfetto per noi due, senza complicazioni né troppi fronzoli. Mi sentivo così fortunata nell'averlo al mio fianco. Guardando il suo profilo rilassato e sorridente riuscivo a percepire la tensione che avevamo accumulato negli ultimi tempi che scemava, lasciandolo sereno.

Call me Daddy || BangChan (In revisione)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora