Capitolo 60

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Perrie's pov.

«È finita» balbetta lentamente.

Respiro profondamente, annuisco e stringo i denti. Ho sprecato cinque mesi con il ragazzo che 'amavo' per modo di direi, e poi vengo presa per il culo.

«Che?» domando incredula.

«Ti lascio» risponde.

Un brivido mi percorre lento.

Annuisco ancora.

«Bene!» esclamo.

Stringo più forte il pugno, per non cedere di fronte a lui, non voglio dargli questa soddisfazione. Sono forte, magari posso anche superare questa delusione.

Faccio per andarmene ma vengo stoppata dalla sua voce.

«Aspetta n'attimo» mormora.

Richiudo la porta alle mie spalle, senza dargli troppa importanza.

Merda.



«Allora è finita?»chiede Klaudia con cautela.

«Esatto».

Sento un nodo in gola, che non riesco a mandare giù. Sento Mattia canticchiare, entra nella stanza e passa accanto al divano. Inalo il suo profumo per un momento e si dirige in bagno. Lo sento urlare come un pazzo, prendere a calci la porta e buttare, molto probabilmente, tutte quelle cianfrusaglie a terra. Poi esce. Composto e ordinato e fa finta di niente.

Se mi amava davvero sarebbe rimasto, anche se io l'ho tirato in questa situazione con i miei comportamenti, c'era da aspettarselo. Tutti i nostri progetti, programmi e sogni sono stati buttati al vento, per colpa di entrambi, vaffanculo.




Grossa settimana di merda. Grossissima settimana di merda. Passata a pensare come rimediare col coglione e ipocrito di Mattia, e non concentrandomi veramente sul mio unico obbiettivo: la musica. È per lei che sono venuta qui, è lei che mi ha condotto qui. Mattia è un fatto secondario, dall'inizio abbiamo avuto un legame speciale, quasi fraterno, che poi si è tramutato in un'altra cosa, ma questa roba è tutta secondaria. La musica.

La musica.

Ultimamente non sto andando molto 'd'accordo' con lei. Non riesco
a concentrarmi come si deve, o come devo. Tra meno di qualche giorno ha inizio il serale e io non so neanche se supererò tutto. Mattia mi ha fatto crollare, letteralmente, il mondo addosso. Come brani assegnati ho: Proud Mary, che non mi piace per niente, La costruzione di un amore, che è la cosa più deprimente del mondo, e poi, tutti brani arretrati e canti di squadra.

Bella merda.

Bravissima Perrie, bravissima. Rovinati l'esistenza ancora di più. Vaffanculo l'amore.

Mi sveglio impettita, raggiungo il divano dove sono presenti tutti e mi siedo, sprofondandoci. Mattia mi guarda immobile, ha l'aria di qualcuno che sta complottando qualcosa, dato la sua mente complessa. Prendo un bicchiere d'acqua, seguita da lui.

«Ciao» mormora indeciso.

Alzo le sopracciglia e inarco le labbra come segno di saluto.

«Come va?» chiede timido.

Perché? Perché mi sta facendo questo? Divento paonazza e il tremolio che avevo aumenta.

Come deve andare coglione? Eh.

«Si va avanti, a te?» rispondo alla fine.

«Bene».

Ma bravo, che coraggio, dopo quello che mi ha fatto si sente pure bello e soddisfatto.
Potrei dire una marea di cose contro di lui, con la rabbia che mi ribolle dentro. Ma non riesco, i suoi occhi, la sua bocca, i suoi capelli, la sua pelle, il suo sorriso mi mancano troppo.

«Ti amo» mormora di scatto.

Aaaaaa!
Che dolci! Comunque, ho seguito il consiglio di molte di voi, che mi avete scritto in privato. Volevo ringraziarvi di tutto e augurarvi buone feste posticipate e anticipate. Credo che o domani o lunedì continuerò. Fatemi sapere se vi piace! Baci.

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