12) Haneul's PoV

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Amici? Uscita?

Appena dice di dover tornare a casa, la sua espressione ritorna seria, probabilmente perché ha visto la mia. Io mi sento davvero a mio agio con lui affianco. Per la seconda volta fatico a lasciarlo andare.

Pensandoci, credo che a Jiwoo faccia piacere conoscere la fatidica persona per cui non potesse venire al capannone, perciò per lei sarebbe stato ok, salvo complicazioni.

Più che altro i miei pensieri vagano su come si possano comportare lui e il suo amico davanti a due ragazze.

No, io mi fido dei pianisti.
Ci andrò.

Per i soldi... beh, Jiwoo conosce la mia situazione economica, e anche se mi dà fastidio, può pagare lei per me.
Lei viene da una famiglia ricca, io no.
Lei è sempre solare, io no.
Lei è normale, io no.
Lei è piena di amici, io no.
Noi siamo diverse. Noi siamo amiche.
Com'è possibile? Non me lo spiego, però sembra che non ci sia nulla che non vada nella nostra amicizia. Siamo equilibrate e dove io manco, lei c'è.

Annuisco.
«A che ora?» ok, ora sono certa di essere completamente impazzita.

Lo vedo sorridere, sembra sinceramente felice. Spero che sia realmente così.

«Verso le sette e mezza qua davanti ti va bene?» i suoi occhi sprizzano gioia.

«Chiedo alla mia amica e ti faccio sapere...» mi blocco. Gli faccio sapere, ma come?
Non ho i soldi per permettermi un telefono. Ho sempre vissuto senza telefono, quando vivevo con i miei genitori ne avevamo soltanto uno, quello di casa, che usavamo tutti.

Anche lui sembra però essere in difficoltà. Il telefono lui ce l'ha, l'ha usato anche l'altra volta. Quale può essere il suo di problema?

«Posso chiamarla adesso, ma non ho...»
«Usa il mio» mi interrompe.

Fruga nel suo zaino prendendo il telefono.
L'altra volta non avevo fatto caso a quanto fosse ben curato, ha l'aria piuttosto costosa.

Premendo alcuni tasti sullo schermo lo sblocca, fa apparire una tastiera numerica e me lo porge.

Fortunatamente so il numero di Jiwoo a memoria, proprio perché spesso mi trovo in una situazione in cui, come in questo caso, devo usare il telefono di qualcun altro.

Digito il numero, mi avvicino il telefono all'orecchio e inizio a muovere nervosamente un piede battendolo a terra. Ormai credo di avere questo tic da anni, e non riesco a togliermelo.
Guardandomi i piedi, però, riesco anche a vedere quelli di Yoongi mentre si allontanano, vanno verso lo zaino e si allontanano ancora di più.
Mentre il telefono sta ancora squillando, alzo lo sguardo, curiosa di sapere cosa voglia fare.

Perdo per un attimo un battito quando prende il suo taccuino. Non avevo previsto che potesse prenderlo già adesso.
Guarda per pochi secondi la copertina, immerso nei suoi pensieri, per poi girarlo e aprirlo dal lato opposto. Tiro un sospiro di sollievo quando vedo che stava riguardando le note scritte precedebtemente; nello stesso istante Jiwoo risponde.

«Pronto?»
«Ciao Jiwoo sono io, Haneul»
«Oh, ciao, Haneul! Come mai mi chiami a quest'ora? Ormai fuori è buio, di chi è questo telefono?»
«È di... quella persona di oggi»
«Uhuh la storia si fa interessante eh... dove siete? Casa tua o casa sua?» si sente un tono di perversione nella sua voce.
«M-ma cosa hai capito!» alzo un po' troppo la voce, facendo alzare lo sguardo del ragazzo, facendomi girare di spalle per l'imbarazzo. Abbasso allora la voce, «Siamo al capannone. Stasera hai da fare?» le chiedo arrivando direttamente al punto.
«Nulla»
«Ti va di uscire?»
«Haneul sei sicura di potertelo permettere?» mi chiede con tono preoccupato.
Io tiro un sospiro. «No, è questo il problema maggiore. Stasera mi ha chiesto di uscire lui e un suo amico, chiedendomi di portarmi dietro un'amica. Lui non sa della mia situazione... ma non potevo rifiutare» le dico un po' dispiaciuta.
«Capisco. A che ora e dove?»
«Verrai?»
«Come posso lasciare la mia migliore amica in una situazione così?»
«Jiwoo» inizio con tono serio.
«Mh?»
«Grazie.» le dico infine, sorridendo. So che non mi può vedere, ma penso l'abbia capito.

«Ma di cosa! Dai, dimmi a che ora e dove, ti vengo a prendere io, ok?»
«No.» dev'esserci rimasta davvero male per la mia risposta.
«Perché?» dal tono sembrerebbe delusa.
«Fai già troppo per me, vengo da sola. Fatti trovare solo alle sette e mezza davanti al capannone per favore»
«Eh no cara, non ti faccio uscire di casa se fuori è buio pesto» mi rimprovera «alle sette e mezza davanti al capannone? Fatti trovare pronta sotto casa per le sette e un quarto, vengo a prenderti in auto».
Io non vorrei, ma quando Jiwoo si mette in testa qualcosa, la fa, perciò non posso fare altro che ringraziarla.

«Ah, ora ve ne dovete andare? Ti vengo a prendere così scegliamo un bel vestito da metterti»
«Eh no così esageri»
«Quando si parla di appuntamenti non si esagera mai»
«Ma non è un appuntamento, è una semplice uscita»
«Con dei ragazzi. Due ragazzi e due ragazze. Ha tutto l'aspetto di un'uscita a quattro, cara».
Sbuffo. Non ci provo neanche a convincerla del contrario.
«Stiamo per uscire».
«Sono da te in un lampo, a dopo~».
«Ciao».
Riattacca.

Mi giro, avvicinandomi a Yoongi, che mette subito via il suo taccuino.
Gli porgo il telefono.
«Tutto a posto. Grazie per avermelo prestato»
«Di nulla. Allora ci vediamo qui?» afferra lo zaino e lo mette su una spalla. Io annuisco.
«Sì, mi ha detto che può venire» questa risposta provoca nel ragazzo un sorriso molto dolce, uno di quelli che ti riscalda il cuore.
«Allora a dopo» inizia ad incamminarsi verso la porta.
«A dopo» rispondo io.

Insieme || Min YoongiLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora