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Non volevo vestirmi troppo elegante, quindi ho optato per un paio di jeans blu scuro non troppo appariscenti, una maglia bianca con alcune scritte poco rilevanti e una felpa rosso scuro.
Prendo come tocco finale un cappellino con la visiera di un colore misto tra viola e blu, uno dei miei cappelli preferiti.

Uscito dalla mia stanza vado direttamente verso la camera in cui Jimin si stava cambiando, entro senza nemmeno bussare e lo trovo ancora a scegliere che felpa mettere, mentre Tae dorme sul suo letto in posizioni improponibili.
«Oh, Hyung, sei arrivato proprio al momento giusto. Quale felpa è meglio? Mi piace molto quella di Gucci però non vorrei sembrare un riccone o troppo appariscente, perciò pensavo di mettere quest'altra, però quella di Gucci mi piace tanto...»
«Fai come vuoi, basta che ti sbrighi» taglio corto, uscendo dalla camera.

Vado in salotto, sedendomi in modo poco delicato sul divano mentre aspetto Jimin che si decida su cosa mettersi.
Quel ragazzo è sempre incredibilmente lento a prepararsi, sia per i concerti, sia nella vita quotidiana.

Ad un tratto vedo sbucare Seokjin dalla cucina con un grembiule bianco e due pinzette rosa imbarazzanti che impediscono alla frangia di avvicinarsi agli occhi.
È da tanto che non tirava fuori quelle mollette. A dir la verità, è da tanto tempo che non lo vedevo ai fornelli. Da quando la nostra popolarità è aumentata, non abbiamo più avuto bisogno di cucinarci il cibo da soli, quindi aveva perso quest'abitudine, anche se alcune volte un piatto veloce ancora lo fa, ma è molto raro. Era comunque da anni che non preparava una cena e che non tirava fuori quelle orribili mollette.
Tutto perché ha perso una sfida nell'ultima Run, quindi dovrà cucinare dei piatti a tutti i membri per la fine dell'episodio che registreremo, allora deve riprenderci la mano.

«Yoongi oggi esci a cena?» mi chiede notando che mi sono cambiato i vestiti.
«Si Hyung, scusa, mi sono dimenticato di avvisarti. Con me viene anche Jiminie» rispondo con tono svogliato.
«Bene, perché per sbaglio ho fatto una porzione in meno, ho calcolato male ed ero agitato..» dice in modo irrequieto per poi tornare zampettando ai fornelli sollevato.

Questa cosa mi fa tornare in mente quanto stiamo tornando infantili, probabilmente però non è soltanto perché vogliamo far felici i nostri carissimi ARMY, ma anche perché per realizzare il nostro sogno, parte della nostra vita è stata bruciata, la nostra giovinezza.
Però noi, nonostante sapessimo già di questa cosa quando abbiamo deciso di intraprendere questa strada, abbiamo continuato a lottare per andare avanti per questo stretto vicolo, questo vicolo cieco.

Tutti noi abbiamo bruciato la parte migliore della nostra vita per dar forma ai nostri sogni più ambiti, colui che più ha dovuto sopportare questa cosa è stato Jungkook, trovatosi a quindici anni a firmare un contratto da idol che non gli permetteva neanche di avere una relazione. Quindici anni. Che coraggio quel ragazzo, si merita tutto quello che ha.

«Eccomi Hyung!» Jimin mi risveglia dai miei pensieri.
Guardo l'orologio. Sono le sette e dieci, e a piedi ci metteremo circa un quarto d'ora.
«Sbrigati che siamo in ritardo. Veloce, giacca e scarpe» gli riferisco sbrigativo mentre mi infilo io stesso la giacca e ci metto portafoglio, telefono e chiavi di casa in tasca.
Dopo poco meno di cinque minuti usciamo finalmente di casa urlando un "noi usciamo" e udendo un saluto da parte di Jin.

Il mio passo è più simile ad una corsa, mentre Jimin, alto circa come me, cerca di starmi dietro.
«Dai Jimin non ne ho affatto voglia di arrivare in ritardo» gli dico serio.
«Me ne sono accorto hyung» mi risponde con un filo di fiatone e cercando ancora di starmi dietro.

Fortunatamente riusciamo ad arrivare cinque minuti prima. Volevo assolutamente presentarmi in anticipo, avrei fatto una figuraccia presentandomi in ritardo.
La foschia ormai è quasi completamente svanita, perciò posso finalmente vedere più lontano del mio naso.
Mi appoggio alla pesante porta di metallo che apriva il mondo di Haneul, attendendo con impazienza il suo arrivo.

«Cosa sai su questa ragazza Hyung?» mi chiede ad un tratto Jimin rompendo il silenzio.
Io mi blocco.
«Non molto» rispondo sinceramente. Mi fido di Jimin. Anche se on-camera non lo dà a vedere, è una persona seria e adulta. Per la sua età, io lo ritengo molto sviluppato psicologicamente.
Ha tutto il mio rispetto.

«Capisco» e dopo ciò torna il silenzio tra noi e tra tutto ciò che ci sta intorno.
È già buio, perciò le persone sono a casa con le loro famiglie per cenare. Per strada ci siamo soltanto io e Jimin.
Un pensiero mi balena in testa.
E se non venisse?

Voglio dire, ci conosciamo da due giorni e io già la invito ad una cena. Pur avendo specificato che sarebbe stato soltanto per vederci, visto che domani tornerò ad allenarmi alla BigHit, lei non sapendolo potrebbe prendermi per un pervertito o qualcosa del genere.
Vado completamente in panico, tanto che Jimin lo nota e si preoccupa.
«Tutto ok hyung?» mi chiede con una faccia preoccupata.

Vedo un'ombra in lontananza... No, due. Prego perché siano lei è l'amica. Lo spero davvero.
Pian piano che si avvicinano, riesco a scorgere i due visi. Il primo è completamente ignoto a me, ma il secondo mi è rimasto stampato in mente come le note sullo spartito. È lei.

Mi avvicino sorridendo con fare innocuo, mentre Jimin mi segue, un po' intimidito.
«Buonasera» rompo il ghiaccio in tono cortese. 
Jimin si avvicina, imitando il mio saluto. Entrambe facciamo un inchino di cortesia.
«Ciao» attacca subito Haneul, facendo anche lei un inchino.
Vedo però la ragazza di fianco ad Haneul sbiancare.

Mi sono appena ricordato di essere un idol.

Decido però di fare finta di niente.
«Salve» mi inchino anche in direzione della seconda ragazza, che nonostante tutto il trucco che ha mostra benissimo la sua faccia bianca come un lenzuolo.
Non attendo risposta, cominciando subito a presentarmi.
«Io sono Yoongi, mentre lui-»
«Io sono Jimin» mi interrompe sorridendo.
Anche io accenno un sorriso.

«Io sono Haneul, lei è Jiwoo, la mia migliore amica.» lei però continua a non muoversi, come pietrificata. Le serve una gomitata da parte di Haneul per sbloccarla.
«Oh! Ah, io sono Jiwoo, piacere»
Haneul la guarda con un misto tra rimprovero, confusione e preoccupazione, ma io so cosa le succede. Non è la prima volta che mi capita.

Jimin la prende bene, iniziando a ridere. Intanto anche Jiwoo ride, però per l'imbarazzo. Io e Haneul ci guardiamo. Che scena ambigua.

Insieme || Min YoongiLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora