È mattina, del giorno dopo. Appena arrivata a scuola, per la prima volta sono io ad andare da Jiwoo.
Non avrei mai pensato di farlo né mi sarebbe mai venuto in mente, ma fu quel ragazzo ad obbligarmi indirettamente.
«Ciao Jiwoo come stai?» chiedo accennando un piccolo sorriso. Più che felice, sono preoccupata per lei, che, però, mi sorride.
«Tranquilla Haneul sto bene» amplia il suo sorriso, «Tu invece? Mi sembri di buon umore!» dice lei.
Io alzo le spalle, in modo neutrale. «Un po'» continuai, «senti, oggi hai qualche incontro?» le chiedo speranzosa.
Lei mi guarda dritta negli occhi.
«No, perché?» il sorriso non sembrava volesse andarsene dal suo volto.
Io mi guardai i piedi, un po' imbarazzata.
«Beh... oggi puoi per favore non venire con me al..» abbasso la voce. Nessuno sa e nessuno deve sapere dove vado. «..al capannone?» il tono di voce torna normale. «Sai, aspetto una persona» poi abbasso di nuovo la voce, ma questa volta talmente tanto che non penso mi abbia sentita, «anche se non so se effettivamente verrà» conclusi.
Lei, di tutta risposta, mi diete una leggera gomitata.
«E questa... "persona", è carina?» mi chiede facendomi l'occhiolino.
«M-Ma cosa vai a pensare! Non è come credi Jiwoo» dico, mentre il mio viso acquista un colore rosato, «è solo...» mi fermo. Cos'è un amico? No, lo conosco da un giorno ed è sbucato dal nulla. È un conoscente? Ma no, non lo conosco. «...solo una persona, ecco» conclusi.
«Mh si, si. Domani poi pretendo che mi racconti tutto. Ok?» in questo momento posso dire con sicurezza che il suo è un sorriso sincero, da amica.
Posso davvero dire che è mia amica? Wow. A quanto pare ho un'amica.
Dopo aver assistito alle lezioni, saluto frettolosamente Jiwoo, che mi augura buona fortuna, per poi affrettarmi a passo svelto verso il capannone.
Arrivata lì davanti, non c'era nessuno.
Attendo i primi cinque minuti lì fuori, poi decido di entrare per il troppo freddo.
Che illusa. Pensavo seriamente che a quel ragazzo davvero importasse di me? Sicuramente avrà un pianoforte a casa, perché mai vorrebbe utilizzare il mio, vecchio e trasandato qual è?
Dopo altri cinque minuti, mi posiziono davanti alla mia amata bacheca, in cerca di un brano.
Frugando qua e là, trovo il nuovo spartito. Mai suonato. Alcuni di quei fogli sono ingialliti, a causa dell'umidità ma soprattutto del sole, che d'estate lì dentro illuminava ampliamente tutto il capanno.
Prendo quel foglio ancora bianco, lo leggo un'altra volta. È proprio una bella canzone, una tra le mie preferite oserei dire.
Metto il foglio sul leggio del piano, sedendomi sullo sgabello.
Inizio a leggere le note, cercando di fare almeno parte della melodia.
Dopo aver preso un minimo la mano con la melodia, mi sposto sugli accordi.
Provo quattro o cinque volte gli accordi, finché non mi abituo alla diteggiatura e al suono a volte diverso di questi ultimi.
Infine riesco a mettere insieme le due mani, ma nonostante la bellezza della melodia, c'è un tratto che non mi convince.
La suono uno, due, tre volte, ma ancora quella parte non mi convince per niente.
«È un diesis!» sento urlare da fuori la porta.
Mi giro di scatto vero quest'ultima, inizialmente sorpresa, poi mi alzo per andare ad aprire.
Appena apro la porta mi trovo davanti Yoongi, appoggiato allo stipite, con il fiatone.
«Quella nota, non è un sol semplice, è un sol diesis» aggiunge con più dettagli, ancora col fiatone.
Sorrido, contenta del fatto che sia venuto.
Non ci speravo.
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Insieme || Min Yoongi
FanfictionMin Yoongi è un ragazzo di ventiquattro anni di carattere difficile, con diversi problemi familiari. È un rapper e compositore in una band, BTS, discretamente famosa. Il suo nome d'arte è Suga, per via del suo sorriso dolce che sfoggia raramente. S...
