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Sospiro pesantemente prima di aprire la porta rivelando la sua figura.
Tengo lo sguardo basso e lo faccio entrare, per poi richiudere la porta
«Amore, che succede, tutto okay?» dice lui scorgendomi il viso, guarda poi dietro di me notando la tavola imbandita con tanto di candele e luci soffuse.
Avanza verso la cucina e osserva le decorazioni con stupore «Era questa la sorpresa di cui parlavi?» chiede entusiasta

«Sei un bastardo» sputo fuori acidamente il malessere che ho in corpo, sentendo la rabbia alimentarsi in me a causa del suo comportamento da santo.

«Jade che ti prende, cazzo?» chiede confuso, con l'aria da innocente, come se fosse sceso dalle nuvole e non sapesse di cosa parlo.
Avanza verso di me e mi prende il viso tra le mani, come per capire meglio cos'è che avessi

«Non mi toccare, schifoso» dico scansandomi dalla sua presa, avvertendo un senso di ribrezzo «L'hai rifatto, di nuovo» dico mostrandogli le foto, mentre attendo una sua risposta.
Sono indecisa se strangolarlo vivo o se scoppiare a piangere, in corpo mi si crea una sensazione di amarezza mista a rabbia e tristezza che prende il sopravvento su di me.

Resta attonito davanti a quelle foto e sul suo volto le sopracciglia si inarcano «Non è possibile, questo non sono io!» nega lui scuotendo il capo

«Mi prendi in giro fino all'ultimo?» strillo io, presa dalla rabbia, la vista mi si offusca e mi sento intorpidita «Come hai fatto a venire a letto con me dopo questo? Non ti fai schifo a starmi vicino?» gli occhi mi si colmano di lacrime e stringo i denti per resistere, ma invano.
Non riesco a gestire le lacrime e scendono velocemente sulle mie guance, senza il mio consenso, inizio a tossire pesantemente e il respiro mi diventa irregolare, sto finendo quasi in una crisi di panico.

Lui mi osserva e cerca di prendermi con le buone, cercando di placare la mia ira
«Jade, respira ti dico» dice con voce pacata «Finirai per sentirti male così» mi ammonisce lui, incurante del mio atteggiamento aggressivo nei suoi confronti

«Fottiti» dico io asciugandomi gli occhi col dorso della mano, prendo a ridere poi in maniera nervosa «Come ho potuto fidarmi di te? Ti ho dato tutto e tu mi fai questo, avevo appena organizzato una serata romantica per stare con te, perché mi mancavi» dico con un sorriso sghembo, sentendomi illusa

«Amore, ti prego devi credermi, non ti ho tradita, non sono io in queste foto, posso giurartelo» dice prendendomi una mano, cercando di giustificarsi

«Avresti potuto inventare un'altra scusa, invece non hai nemmeno il coraggio di ammettere i tuoi errori» scuoto la testa io, non credendogli «È finita J» soggiungo battendogli le mani

«Mi stai dando del codardo?» alza la voce contro di me, sentendosi offeso «Sai che ti dico? Sei una pazza isterica e non ti fidi di me» i suoi occhi s'incupiscono e sfocia la rabbia dando un pugno nel quadro accanto a me, spaccando il vetro con le nocche.
D'un tratto il sangue fuoriesce dalla sua mano

Sussulto spaventata, singhiozzando «Meglio che tu prenda le tue cose e vada via» dico sentendomi nuovamente ferita

«Con permesso» noncurante della ferita avanza in camera,dove sento le ante dell'armadio sbattere bruscamente di continuo, sento lui vociferare qualche parolina e scende di fretta e furia col borsone in spalla

«Ecco bravo» sbotto io guardandolo andarsene, lui sbuffa amareggiato e senza replicare sbatte la porta dietro di sé

Scoppio in un pianto liberatorio seduta sul divano, prendo un cuscino e lo stringo al mio petto, mordendolo per tentare di smetterla di piangere.
Non posso credere che l'abbia fatto, non doveva.
Credevo fosse cambiato, che fosse diverso, ma evidentemente mi ero sbagliata

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GHETTO LOVE// xxxtentacion La tua prossima ossessione. Scoprilo ora