Mi sveglio all'improvviso e non c'è nessuno al mio fianco e sono molto sollevata da questo.Mi alzo lentamente e guardo il sole tramontare.Sono davvero riuscita a dormire così tanto?
Sono ancora un po' stordita così vado in bagno a lavarmi la faccia con acqua fredda,sperando di togliermi questo senso di rincoglionimento.
Il mio stomaco brontola e ho un estremo bisogno di mangiare.Provo a uscire dalla stanza ma sono chiusa dentro,ovviamente.
Sbuffo,buttandomi di nuovo sul letto,non so cosa fare ma non posso fermarmi a pensare perché se lo faccio sono fottuta.Apro l'enorme armadio che ho di fronte e ci sono parecchi vestiti,sia da uomo che da donna.Mi fermo a toccarli e guardarli tutti e ne prendo uno bordeaux,che è stretto in vita con una scollatura molto profonda.Entro in bagno e mi tolgo la maglia,indossandolo.
"Cosa sto facendo?"sbuffo,togliendomelo,sono ridicola.Voglio distrarmi e non so cosa fare.
"Preparati che tra poco ceniamo"sento da dietro la porta.Vado in bagno a lavarmi e prendo una maglia e un pantaloncino semplice.Ho un aspetto trasandato e sono completamente struccata,in sintesi faccio pena ma non mi importa.
"Sei pronta?"entra in camera James ed io annuisco.Usciamo e cerco di guardarmi intorno ma a quanto pare non mi è permesso dato che James mi sta con il fiato sul collo.
Questa casa è una reggia.
"Finalmente"esclama un tizio pelato,che mi squadra da capo a piedi.
Mi tremano le gambe sotto lo sguardo di ognuno di loro,sembra che vogliano mangiarmi ed io sono una preda servita sul piatto d'argento.Seduto a capotavola c'è Kol,che mi guarda sorridendo ed è davvero terrificante.Ho una paura incredibile,che mi attanaglia le viscere e voglio solo fuggire.Non so perché sono qui e perché mi trattano come se non fossi in ostaggio rinchiusa qui.
«Io sono Elia»si presenta ad un certo punto,un uomo seduto alla destra di Kol.Biondo,occhi azzurri,barba,muscoloso anche lui tatuaggi ovunque.
«Io Eric»lui invece è di colore con due occhi chiari,davvero magici.
«Pablo»pelato con un mucchio di tatuaggi sulla testa,davvero inquietante.
«Damon» sembra un armadio a quattro ante,occhi verde magnetico e un leggero accenno di barba.
«Nathan»non è il mio tipo.
«John»quello che mi fa più paura.Occhi castani ma all'interno ci leggo cattiveria,capelli biondi e fisico palestrato.
«Harry»il più giovane credo.Carino ma non troppo.
«Matt» ha dei lineamenti strani,quasi cinesi.
«Tyler»credo sia il più grosso.Ha un braccio così muscoloso che credo possa sollevare anche un carro armato con un dito.
«Philip»barba lunga,pelato e muscoloso.
"LJ"mi sorride.
"Ma che enorme cazzata"sbraita uno,l'unico che ancora si deve presentare.
"Andiamo James,davvero hai fatto entrare in sala questa puttana da quattro soldi al posto di lasciarla giù?Ma che cazzo hai in testa?"urla.Questo qui che sta parlando con James,ha gli occhi azzurro chiaro,quasi bianco,capelli neri corvino e fisico muscoloso il giusto.
"Steven"ride Kol,gustandosi la scena.
James lo guarda,senza dire una parola.Continua questo gioco di sguardi con lo stronzo e alla fine si decide a parlare.
«Io sono Steven»parla poco dopo.Scoppio a ridere senza pudore,so che non dovrei farlo ma non riesco a smettere.
Mi guardano tutti male finché Steven non sbatte un pugno sul tavolo.
"Smettila di ridere" tuona ed io lo guardo con sfida.
"Cosa vuoi fare?Uccidermi?Beh fallo pure ma non pensare che io resti a farmi dire cosa fare da un rammollito come te"sputo cattiva.Non mi piego dinnanzi a nessuno.
James mette una mano sulla mia coscia e zittisce Steven,sempre con un solo sguardo.La sua mano rimane lì per tutta la cena.Ad un certo punto sono rimasta a guardarla e devo dire che mi ha fatto un certo effetto.Alcune volte,con il pollice iniziava ad accarezzarla ed era incredibile piacevole quel nostro contatto seppur sbagliato.
"Appena ti chiameranno,vieni da me"mi sussurra all'orecchio James,prima di alzarsi.
Finiamo di mangiare ed ho veramente paura di quello che potrebbe succedere adesso.
"Biondina vieni qui"mi allarmo immediatamente.
Cammino verso di loro e anche se me la sto letteralmente facendo sotto,cerco di sembrare il più calma e menefreghista possibile.Guardo il tavolino di vetro e fanno a turni per sniffarsi la droga.Noto che non c'è Kol e non so se esserne sollevata o meno.
Incrocio lo sguardo di James e mi fa segno di mettermi sulle sue gambe.Non so cosa fare.Cerca di convincermi con lo sguardo finché non cedo e mi siedo su di lui.
"James me la presti una sera di queste?Ho in mente tante cose con quelle tette"ride John,guardandomi in modo inquietante.
"Una come lei merita di essere scopata a dovere da tutti"ride Philip insieme agli altri.
"Al posto di fare questi commenti schifosi su di me,vedetevi qualche porno"questa volta è James a ridere,accarezzandomi i fianchi.
"Devo metterti il cazzo in bocca per farti stare zitta?"sbraita Steven alzandosi.
Lo squadro da capo a piedi con indifferenza,senza commentare.Non merita questo porco maniaco schifoso una mia risposta.Sento le mani di James addosso e mi sento...al sicuro?
Non so cosa provo detto sinceramente,ma qualcosa c'è.E non voglio.
Mi giro verso di lui e gli faccio segno di voler tornare in camera e così ci alziamo.
Arriviamo davanti alla stanza e chiude la porta a chiave e in religioso silenzio si spoglia,lasciandomi con il fiato sospeso.
"Di chi è stata l'idea?"
"Di cosa?"
"Di farmi venire qui,mangiare con voi"
"Di Kol"
"E perché quello Steven ti ha dato la colpa?"rimane in silenzio a fissare il soffitto e mi mordo il labbro.
"Perché l'hai fatto?"chiedo.
"Quante domande"alza gli occhi al cielo,sbuffando.
"Perché mi hai detto che dovevo venire da te?"
"Perché al mio fianco,non ti avrebbero toccato" la sua voce è roca e profonda e non so perché quella sua risposta mi fa sorridere.
"Grazie"rispondo sinceramente.
"Non ho fatto niente di che"si sdraia sul letto ed io prendo una canotta lunga e larga dal cassetto,entrando in bagno.Mi spoglio e mi lavo,prima di vestirmi e ritornare in camera.
Apro la finestra per far entrare un po' d'aria e mi siedo sul letto,con lo sguardo riverso al cielo.
"Ce l'hai una sigaretta?"gli chiedo dopo un po'.Lo guardo,nella sua stessa posizione,braccia incrociate dietro la nuca e sguardo sul soffitto.Sposta i suoi occhi su di me,prima di alzarsi e prendermi una sigaretta.Me l'accendo e mi affaccio al balcone,posando le braccia al marmo.Sento il suo sguardo addosso ma faccio finta di niente,godendomi il vento fresco sulla pelle.
Si alza dal letto e viene dietro di me,mi sposto leggermente e inizia a fumare anche lui.E rimaniamo così,in silenzio.
Guardo il cielo stellato e ripenso ad Alexander,il mio solo punto fermo.Non so cosa farei se non ci fosse lui tra i miei pensieri,è l'unica cosa che mi fa andare avanti.Sapere che un giorno lo rivedrò e potrò stare tra le sue braccia.Ho una paura tremenda a pensare a cosa potrebbero fargli e non voglio immaginare il peggio,non lo sopporterei.Lo amo così tanto che metterei la sua vita anche prima della mia.Non importa quanto dovrò soffrire,quanto potranno picchiarmi e quante lacrime verserò.L'importante è che lui stia bene.
Penso al ragazzo che ho accanto e anche se non mi è mai piaciuto farlo,credo che lui sia il mezzo per uscire da qui.Anche se non vuole ammetterlo cerca di proteggermi,questo significa che non mi vuole vedere morta.Odio usare le persone ma devo ritornare da Alex e Charlotte.E non posso farlo se sono costantemente minacciati,quindi devo portarlo dalla mia parte.Il punto è...come?
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Another Love
Romance"La vita è un inferno,ma se incontri il demone giusto scopri che col fuoco puoi anche giocarci"
