62: Alaron (ultimo)

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-Ciao, ragazzi! Vi porto qualcosa di caldo da bere?- si propose Oflodor, entrando in sala da pranzo per raggiungere il resto del gruppo. Il suo arrivo fu accolto da sguardi sollevati e entusiasti: Ivy lo salutò allegramente con una mano, mentre Nev e Ayslin si sedettero più vicine, lasciandogli dei posti liberi di fianco a loro. Oflodor ricambiò il saluto con un sorriso entusiasta, seppur stanco. Finalmente aveva recuperato un po' di forze, e aveva passato diversi minuti in compagnia della fidanzata, che lo aveva rassicurato di essere finalmente al sicuro.
Blez teneva ancora un braccio stretto al suo, con delicatezza e premura, come se avesse ancora avuto paura di perderlo. Ma Oflodor le lasciò una carezza rassicurante, prima di farle cenno di sedersi di fianco a Haol, di fronte a lui.

-Tu non porti proprio niente, caro mio.- scherzò Blez, rimproverandolo con una finta occhiata ammonitrice. -Devi ancora riprenderti. Ci penso io.-

-E va bene, signorina, ai suoi ordini.- si arrese Oflodor ridendo, prima di accorgersi che Haol e Ayslin avevano preceduto entrambi, alzandosi a cercare dei pentolini da mettere sul fuoco.

-Non c'è problema, ci pensiamo noi.- si propose Ayslin, facendo poi un cenno del capo a Oflodor. -Sono contenta che tu stia bene, eravamo molto preoccupati!-

-Grazie.- replicò Oflodor, guardando uno ad uno tutti i presenti. -Vi devo tutto, davvero.-,aggiunse, prima di sgranare appena gli occhi, allarmato. -Scusate, ma..dov'è Erik? Sta bene?-

Probabilmente, il suo istinto da fratello maggiore lo portava a preoccuparsi più facilmente del ragazzo, soprattutto dopo gli ultimi tempi in cui si era spesso sentito male.

-E' fuori con Alaron, ha detto che doveva parlargli.- rispose Ivy, cercando di celare l'apprensione per non turbarlo, ma tradendo comunque i suoi pensieri dal modo in cui si tormentava nervosamente le mani. -Ha avuto un capogiro per la mancanza di acqua, ma Alaron ha detto che si sarebbe preso cura di lui e di aspettare qua dentro, insieme a Blez.-

-A proposito, giusto: perché ci hai convocati qui? E' successo qualcosa?- domandò Darfel alla contessa, che sollevò subito lo sguardo. In quello stesso momento, Iskender bussò alla porta, raggiungendoli col suo passo instabile. Muoveva una gamba a fatica, mentre si reggeva a un bastone e tratteneva una smorfia dolorante. Anche se il suo volto restava quello di un dodicenne, la sua espressione provata tradiva tutti i suoi anni e brutti pensieri. L'incantesimo che aveva svolto quel giorno doveva averlo consumato in ogni modo possibile, tanto che nelle sue parole si avvertì un accenno di stanchezza.

-Miei giovani alleati, mi auguro che il vostro gradevole beveraggio venga presto offerto anche a me.- esordì Iskender, con il suo solito tono scherzoso, levandosi il cappello dalla testa in un cenno di saluto. Nev, preoccupata dal modo in cui arrancava verso di loro, si mise in piedi senza pensarci due volte, andandogli incontro.

-Si sente male? Dovrei avere qua qualcosa per il pronto intervento, so anche fare degli incantesimi curativi di base, e..- si offrì Nev, apprensiva, ma Iskender scosse subito il capo.

-Non c'è alcun bisogno di rammaricarsi, sono ammaccato da diversi millenni, giovane curatrice.- la rassicurò Iskender, riuscendo a raggiungere una poltrona e posando con sollievo la gamba artificiale.- Ogni tanto portarmi in giro questa ferraglia pesa, e oggi sono stato troppo tempo in piedi. Ma ho una sedia mobile per questo, e pensare di aver acciuffato quello pseudoconte truffaldino mi ha ristorato l'anima, altroché.-

-Mi dispiace per l'incantesimo così pesante e impegnativo. Spero vada tutto bene. Sono molto grato a tutto ciò che ha fatto per me.- si scusò sinceramente Faolan, facendo sorridere Iskender.

-Suvvia, alla mia età bisogna pur tenersi in allenamento, giovanotto.- rispose l'incantatore, spostando poi lo sguardo su Blez. -Dunque, contessa, che succede?-

SILVER SOUL 2 (Fire Flakes)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora