Uovo

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Dalla rottura del guscio nasce il nuovo, il prima è qualcosa di simile, c'è la cova, la struttura, ma ad ogni inizio nasce il cambiamento cosi come l'incubazione porta alla rottura del vaso contenitore cosi il cambiamento è una rinascita.


Diversi, ma simili.

La discendenza è importante sia indietro che in avanti, tutto ciò che non viene risolto nel passato lo troviamo a dover affrontare nel presente, cosi come l'eredità dell'io sociale, un insieme composto di schemi, con le loro strutture, se una struttura causa sempre la stessa generazione di problemi cosi allora lo schema dovrà sempre affrontare la soluzione, il che da una parte è pedagogico per crescere non diventando "mebe-zombie" che leggono e studiano ma non sanno applicare quando serve, fallendo nell'inesorabile prova del 9 in agguato nella realtà.


Cosi come è importante capire che la rottura dal passato è un errore, perché vuol dire non essere capaci di attingere da soluzioni passate che ci aiutano a vivere meglio, cosi come non è detto che i problemi di adesso siano legati al passato, ma semplicemente a dei problemi contingenti e quindi la nostra incapacità di "int(e)-leggere" ci rende deficienti e superficiali, cosi come l'empatia ha permesso l'evoluzione dell'uomo cosi l'apatia sta sgretolando la capacità di sopravvivere davanti alla realtà.

Ma la realtà li ricorda con gli istinti, dove titani e dei si scontrano nuovamente. Dove la mera ricerca del sopravvivere individualmente ci annienta socialmente e individualmente, dove ci sono ripensamenti per scelte idiote perché qualcosa ci spalanca il cuore con la paura, l'amore, l'emozione,... Cosi è importante che il vecchio e il nuovo proseguano insieme e non solo perché il nuovo sarà il futuro vecchio, ma semplicemente perche questa è evoluzione, noi stessi abbiamo pensieri vecchi e pensieri nuovi, emozioni vecchie ed emozioni nuove, il contingente Reale non esclude il vecchio ma integra il nuovo.


Il Guscio si rompe e nasce la Vita, rinasce. Come una fenice che rinasce dalle proprie ceneri, come un aquila che annichilendosi al sole rinasce, come l'acqua che lava la pelle vecchia, come la terra dalle quali rocce emerge il nuovo. Sali minerali e sostanze che danzano nel ecosistema salendo e cadendo per risalire ed essere vettori del cambiamento.

Dalle tenebre ci fu la creazione in Genesi, dalle ossa di Gea rinaque l'umanità dietro consiglio di Temi al figlio di Prometeo, dalle ceneri dei Titani annichiliti da Zeus, che divorarono Dioniso nacque l'umanità, dalla terra modellata in Genesi e dalla terra modellata nel mito greco, nacque l'umanità dalla terra la morte riacquisisce vita:


Metamorfosi - I di Ovidio:

"Mai ci fu uomo migliore di lui e più amantedi giustizia, mai ci fu donna più timorata di lei. E Giove,quando vide il creato ridotto a un mare d'acque stagnantie di tante migliaia d'uomini un solo superstite,di tante migliaia di donne una sola superstite,due esseri innocenti, due esseri devoti agli dei,squarciò le nubi e, dispersi col vento gli uragani,mostrò di nuovo al cielo la terra e alla terra il cielo.Cessò la furia del mare e, deposto il suo tridente,il dio degli oceani rabbonì le acque, chiamò l'azzurro Tritone,che sporge fuori dai gorghi con le spalle incrostatedi conchiglie, e gli ordinò di soffiare nel suo cornosonoro, perché a quel segnale rientrasseroflutti e fiumi. E quello prese la sua bùccina cavae ritorta, che dalla punta si allarga a spirale,la bùccina che, se le si dà fiato in mezzo al mare,riempie con la sua voce le coste da levante a ponente.Anche allora, quando tra la barba madida la portò alla boccagocciolante e, soffiando a comando, sonò la ritirata,l'udirono tutte le acque del mare e della terraferma,e tutte, udendola, ripresero i loro confini.Calano i fiumi e rispuntare si vedono i colli,il mare riacquista un lido e gli alvei raccolgono i torrenti in piena;emerge la terra, ricresce il suolo col decrescere delle acque,e dopo giorni e giorni mostrano le loro cime spogliei boschi, coi rami ancora avvinti da residui di fango.Restituita era la terra; ma come la vide desertae desolata dal cupo silenzio che incombeva, Deucalionesi volse a Pirra trafitto di pianto. Disse:«O sorella, o sposa, unica donna rimasta,che dividi con me la stirpe e l'origine di famiglia,il giaciglio delle nozze e qui gli stessi timori,noi due soli siamo tutti gli esseri della terrache vede l'aurora e il tramonto: il resto è sommerso dal mare.Né, certo, questa nostra vita puoi dire sicura,se ancora e sempre quelle nuvole ci opprimono la mente.Quale sarebbe ora l'animo tuo, se fossi sfuggitaalla morte senza di me? Come potresti sopportare8la paura qui da sola? come consolare il dolore?E io pure t'avrei seguito, o sposa, se il mare t'avesseinghiottito, credimi, anche me lo stesso mare avrebbe inghiottito.Oh se con l'arte paterna potessi ricreare gli uominie plasmando la creta infondervi respiro!Ora in noi soli vive la qualità dei mortali,questo il volere degli dei, restiamo unici esempi».Disse, e piangevano. Decisero di invocare la volontàdei celesti e di chiedere aiuto agli oracoli.Senza indugio si accostarono insieme alla corrente del Cefiso,che, pur non ancora limpida, già fluiva nel suo letto.Attinta un po' d'acqua, la spruzzarono sulle vestie sul capo; quindi volsero i passi verso il santuariodella dea, scolorito e deturpato sino in cimadal muschio e privo di qualsiasi fuoco sugli altari.Giunti ai gradini del tempio, si prostrarono fianco a fiancosino a terra, baciarono intimoriti la pietra gelidae: «Se a preghiere devote», dissero, «le divinitàsi rabboniscono, se l'ira degli dei si placa,rivelaci, o Temi, come si possa rimediare alla rovinadella nostra stirpe e soccorri, tu così mite, il mondo sommerso».Commossa la dea sentenziò: «Andando via dal tempiovelatevi il capo, slacciatevi le vestie alle spalle gettate le ossa della grande madre»."


E continua con:

"Lungo fu il loro smarrimento, poi Pirra ruppe il silenzioper prima, rifiutandosi di obbedire a quegli ordini e per séinvocava, con voce tremante, il perdono divino al timoredi offendere l'ombra di sua madre, disperdendone le ossa.E continuano a ripetersi dentro le parole oscure,impenetrabili del responso e a girarvi intorno.Ma a un tratto il figlio di Promèteo rasserena la sua sposacon queste parole pacate: «O io m'inganno o giustoè l'oracolo e non c'induce in sacrilegio.La grande madre è la terra; per ossa credo intendale pietre del suo corpo: queste dobbiamo noi gettarci alle spalle».La figlia del Titano è scossa dall'intuito del marito,anche se dubbia è la speranza, tanto incredibile sembra a loroil consiglio divino. Ma che male s'aveva a tentare?S'incamminano, velandosi il capo, sciogliendo le vesti,e ubbidendo, lanciano pietre alle spalle sui loro passi.E i sassi (chi lo crederebbe se non l'attestasse il tempo antico?)cominciarono a perdere la loro rigida durezza,ad ammorbidirsi a poco a poco e, ammorbiditi, a prendere forma.Poi, quando crebbero e più duttile si fece la natura loro,fu possibile in questi intravedere forme umane,ancora imprecise, come se fossero abbozzatenel marmo, in tutto simili a statue appena iniziate.E se in loro v'era una parte umida di qualche umoreo di terriccio, fu usata a formare il corpo;ciò che era solido e rigido fu mutato in ossa;quelle che erano vene, rimasero con lo stesso nome.E in breve tempo, per volere degli dei, i sassiscagliati dalla mano dell'uomo assunsero l'aspetto di uomini,mentre dai lanci della donna la donna rinacque.Per questo siamo una razza dura, allenata alle fatiche,e diamo testimonianza di che origine siamo.Gli altri animali li generò spontaneamente la terranelle forme più varie, quando la vampa del sole prosciugògli umori residui. Alla calura si gonfiarono il fangoe la melma dei pantani; crebbero, nutriti dall'energiadel suolo come nel grembo di una madre, i germi fecondi9delle cose e col tempo assunsero l'aspetto loro.Così, quando il Nilo nelle sue sette foci si ritiradai campi allagati e riporta le correnti nel letto d'origine,e quando il limo ancora fresco si secca ai raggi del sole,i contadini rivoltando le zolle trovano gli animalipiù diversi e fra questi ne sorprendono alcuni proprio sul nascereappena abbozzati, e altri imperfetti o prividi proporzioni, e a volte in uno stesso corpouna parte che vive, mentre un'altra è terra grezza.Questo perché l'umidità e il calore, se fra loro si combinano,destano vita e dalla loro unione nascono tutte le cose.E se l'acqua e il fuoco stanno agli antipodi, il vapore umidocrea tutto: l'armonia dei contrasti è impulso a generare.Quando dunque il suolo, fangoso per il recente diluvio,si riasciugò al calore benefico dell'astro celeste,partorì un'infinità di specie, in parte riproducendoforme note, in parte creando mostri sconosciuti.E pur non volendolo, generò anche te, Pitone smisurato,serpente mai visto prima, terrore delle nuove genti,tanto era lo spazio su cui ti distendevi giù dal monte."

E da qui arriviamo a Febo (Apollo) che sconfigge il pitone ( vedi anche la parte precedente dedicata che pubblicherò...) 

Quindi, primo, la Speranza spinse all'ascolto e, secondo, il nuovo genererà sempre "mostri", perché è la conoscenza che è ambivalente e quindi genera consapevolezze diverse e la dove c'è il bene c'è continuità. 

Cosi come come con Noè (rinascita con un nuovo patto) e la Torre di Babele successiva, l'evoluzione come il vivere è ciclico, Nimrod rappresenta l'esclusione dell'evoluzione e quindi l'esclusione della crescita verso il miglioramento, l'egoismo. Chiedendoci il perché e non giudicando a priori, essendo pronti alla Luce, cosi il Pensiero nasce.


E cosi la proiezione del peccato vede il serpente in croce ma in realtà l'Uovo sta per dare la Luce e rinascere, nuovamente. E il serpente viene sconfitto.

Quello che è importante, perché ci sia evoluzione e miglioramento, è di non commettere gli sbagli del passato ma che, o per vivido sentire e/o volontà, capiamo e cresciamo. Infatti Narciso muore e Dali pone un uovo a nascita del narciso, il fiore (nel quadro "la Metamorfosi di Narciso"): da un uovo con crepe emerge un fiore. Cosi come nel quadro "Aurora", sempre di Dalì, con l'uovo cosmico, abbiamo la nascita dell'aurora.
Lo stesso Sole con un nuovo ciclo.

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