Ritorniamo a dove ci eravamo lasciati, perché infondo lo sò che siete tutti curiosi di sapere cosa è accaduto dopo come darvi torto, se io in primis non lo sapessi farei di tutto affinché mi venga raccontato. Ma ho imparato, proprio da questa storia, che ogni avvenimento ha la sua importanza, e quell incontro più di ogni altro momento, rappresentava qualcosa di davvero importante e significativo per loro.
Avevano deciso in maniera molto semplice, e di comune accordo che il luogo prescelto per parlarne sarebbe stato Roma. Era stata la stessa Giulia di fatti a chiedere a Sangio di raggiungerla e lui da suo canto non voleva obbiettare su quel punto d'incontro anche per timore che lei cambiasse idea.
Riponeva tanta speranza in quell incontro, poiché dopo tutto ciò che era accaduto, mai avrebbe pensato che lei volesse rivederlo e che addirittura fosse lei prima di lui a richiedere un incontro.
Per quel giorno aveva deciso di indossare semplicemente dei pantaloncini neri e una maglietta a mezza manica bianca con dei disegni colorati al suo interno, portandosi con sé qualche indumento di ricambio, che avrebbe messo nel suo zainetto, non sapendo bene come sarebbero andate le cose.
Si alzò presto quella mattina, decise di prendere il treno delle sette e trenta in modo da non trovarci tanta gente e non ritrovarsi in piena mattinata di sole cocente. Per tutto il viaggio la sia mente non riusciva a formulare nulla di sensato, sembrava avere delle idee, che però subito dopo venivano cancellate da altrettanti pensieri contrastanti, così decise che forse sarebbe stato più opportuno non pensarci e aspettare semplicemente che fosse lei stessa a dare la risposta .
Giunse alla stazione di Roma per le nove circa, e guardandosi attorno notò che lei non era ancora arrivata, così decise di mandarle un messaggio
A lady : sono appena arrivato in stazione, dove sei?
A pochi chilometri da lui, una Giulia super ansiosa, stava raggiungendo il luogo del incontro all interno di un taxi . Aveva decise di non dire ai suoi di quell incontro,altrimenti l avrebbero non solo costretta a raccontare la verità ma non avrebbe avuto modo di rimanere sola con lui e parlarci. Per questo motivo aveva concordato con la sua amica, Chiara, che qualora i suoi l avessero cercata erano come sempre a danza e si sarebbero fermate a mangiare fuori, d altronde i suoi, non avevano nessun motivo per non crederle, lei non era mai stata tipo da bugie e dovergli mentire per la prima volta, le creava dispiacere, ma sapeva anche che fosse la cosa giusta da fare.
Giunta anche lei davanti alla stazione, pagò il tassista, e si recò all interno di quella sala, dove appena fatti pochi passi, trovò lui seduto all ombra di una panchina. Le venne da sorridere guardandolo, pensando che sicuramente aveva girato tutte le panchine per trovare quella giusta, totalmente zona ombra, vista la sua poco sopportazione al sole.
Gli si avvicinò silenziosamente e una volta arrivata davanti a lui lo chiamò
G:" Sangio..."
Sentendo la sua voce, e vedendo a pochi passi da lui delle piccole ombre causate da suo piccolo numero di piede, riconobbe essere Giulia, la figura dinanzi a lui
S:" Giulia.. "
Si guardarono, erano passati giorni, da quella volta che si erano guardati per l ultima volta, e se in quella i suoi occhi erano pieni di lacrime stavolta emanavano quasi paura
S:" ti vuoi sedere ? Ti faccio posto "
G:" no andiamo in un posto ...qui comincerà a breve ad arrivare gente, non voglio che ci vedano "
Non disse nulla, infondo anche lui non voleva distrazioni, per quanto amasse i suoi fans, non era quello il momento opportuno, lui era lì per lei.
La affiancò, tenendosi solo di qualche passi indietro, come quasi a volerla osservare . Indossava dei shorts di jeans, forse un po troppo corti, un top nero, i capelli raccolti in una coda e delle scarpe da ginnastica . L aveva lasciata bella e adesso sembrava fosse bellissima, seppur nei suoi occhi aveva notato sempre lo stesso sguardo di quel brutto giorno, aveva visto in lei anche una luce diversa.
Arrivarono in una spiaggetta isolata, si sedettero all ombra di un grande albero e fù proprio lui, che prendendo coraggio diede inzio a tutto
S:" Giulia io non sò perché tu mi abbia cercato ..ma qualunque sia il motivo io voglio spiegarti , non voglio sprecare questa opportunità che mi hai dato "
G:" Sangio io non ti sto dando una possibilità ..non a noi..non sono qui per parlare di quello che è successo "
La guardava stranito , non capendo allora il perché di quell incontro, infondo di cosa avrebbero potuto parlare se non di loro e di quanto era successo
S:" non capisco ..e allora perché mi hai chiesto di vederci?"
G:" io ho bisogno di farti una domanda ..lo sò che può sembrarti strana, ma voglio solo che tu mi risponda e non volevo farlo al telefono ..sarebbe stato ancora più imbarazzante di adesso "
Effettivamente, dal modo in cui si stava nervosamente toccando le sue mani, Sangio poté notare che quello che lei stava per chiedergli le creava imbarazzo e si chiese cosa mai potesse essere
S:" cosa vuoi chiedermi?"
G:" io ecco ..volevo sapere se noi due ..si insomma..quelle notti, ma soprattutto quella notte in spiaggia, abbiamo usato.."
In realtà non era stata fatta nessuna frase di senso compiuto e per quanto Sangio volesse aiutarla, senza metterla troppo in imbarazzo, davvero non riusciva a capire quale fosse la domanda che gli stava ponendo
S:" facciamo così.. perché non mo guardi ? Magari è più semplice.."
In effetti, poteva essere più semplice guardarlo, magari lui avrebbe capito , senza tanti giri, come era sempre accaduto prima: lei lo guardava e le parole non servivano.
Alzò il viso e fece nuovamente scontrare i loro occhi, come in stazione
G:" noi abbiamo fatto l amore ricordi ?"
S:" certo che ricordo.." gli venne da sorridere e pensando che lei in qualche modo potesse dubitare che lui avesse dimenticato le notti di quel loro breve viaggio
G:" abbiamo usato delle precauzioni, vero?"
La guardava anche un po confuso oltre che sbalordito, non si sarebbe mai aspettato che quella fatidica domanda per cui lei richiedeva quell incontro fosse quella
S:" no un attimo..tu mi hai chiamato a Roma per chiedermi questo ?"
G:" no ..cioè..si..non lo so"
S:" no Giulia ascoltami tu adesso..ho sbagliato e anche tante volte ma capisci che io speravo che tu volessi parlarmi di tutto quello che è successo visto che non sono riuscito a raccontarti niente perché sei andata via e invece mi chiedi se abbiamo usato delle precauzioni?"
Era davvero arrabbiato, forse non ne era in diritto, ma erano tante le speranze riposte in quel viaggio, rispetto a quella domanda che sembrava essergli inutile rispetto a tutti il resto
G:" Sangio aspetta lascia che io .."
S:" no , non aspetto niente Giulia.. adesso fai parlare me, visto che non ne ho avuto la possibilità..sono stato giorni in cui non riuscivo neanche a mangiare "
G:" a tu ? E io allora ? Ho dovuto anche spiegare ai miei, a Chiara, perché ero tornata cosi in quelle condizioni "
S:" i tuoi, Chiara..chi se ne frega Giulia.. sempre gli altri prima..io stavo male per te e per me, non perché dovevo dar spiegazioni agli altri"
G:" beh però quando mentivi non ti passava per la mente che mo avresti ferita...ancora "
S:" sai cosa , hai ragione..vuoi sentirti dire che sono un idiota, sì lo sono e non ci vuole un genio, te lo assicuro. Ma tu ti rendi conto che io speravo ti fossi mancato, volessi almeno anche offendermi, ma parlarne ..non possiamo lasciare tutto cosi "
G:" e a cosa servirebbe? Per sentirmi dire che ami me e poi? Magari tra qualche giorno leggo un messaggio, ascolto una chiamata che non devo e tutto ritorna...io non riesco a fidarmi Sangio "
S:" non vuoi fidarti Giulia.. è diverso..tu non hai fiducia nella gente"
G:" no è vero, ma con te, da subito ho aperto il cuore : alle mie paure, fragilità e poi? Tutto rotto, ancora una volta "
Avevano le lacrime agli occhi entrambi, lacrime di rabbia, delusione per motivazioni diverse e anche dolore per quell amore che pensavano fosse per sempre e inarrestabile.
S:" ho sbagliato io ancora una volta ..non dovevo venire..scusami tu..ah e se lo vuoi sparre..no, ho fatto l amore con te, senza precauzioni, perché non avevo paura di quel che poteva succedere , quella notte io mi sentivo invincibile con te, mentre facevamo l amore ti ho guardata negli occhi, forse per la prima volta e ti ho detto ti amo..come non avevo mai fatto ..quella notte ho fatto l amore per la prima volta Giulia.. con te "
Si alzò, prese il suo zainetto e si voltò, dandole quasi completamente le spalle, quando sentii la mano di lei sfiorarle la punta delle sue dita e girandosi la vide inclinata verso lui per volerlo trattenere
G:" rimani.."
S:" perché Giulia? Mi hai detto quello che pensi..non possiamo ricucire delle ferite che abbiamo già provato a chiudere, no?"
Lei non ebbe la forza di rispondere, forse anche perché quelle parole le pensava, in merito alla loro storia, ma lei lo aveva chiamato lì per qualcosa che invece una risposta non l aveva ancora , e lui assieme a lei dovevano trovarla. Vide lui, mancata la sua reazione, girarsi in maniera definitiva stravolta per andare via, così prese coraggio e tirando un lungo respiro, con gli occhi chiusi per la paura di quelle parole, senza pensarci due volte..
G:" forse sono incinta "
Allo scadere di quelle parole, Sangio era girato verso di lei, con lo sguardo assente nel vuoto, con il viso di un bianco più accentuato del solito, fissarla
S:" come scusa?"
G:" forse sono incinta..per questo t8u ho chiamato..devo fare il test, ma voglio farlo con te , ho paura, non mi lasciare sola "
Non ci pensò due volte, lanciò letteralmente lo zaino a terra e si gettò fra le sue braccia, facendo poi scontrare le loro fronti
S:" ok va bene ..lo facciamo insieme..non sei sola" lei sorrise , infondo tutto il resto era poco inportante, magari chissà l avrebbero riaffrontato dopo, ma almeno per questo lei aveva la certezza che lui ci fosse
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1,2 , 3 e 4
Fiksi Penggemarci amiamo ancora ? L amore quello vero dica che supera tutto e che vada oltre il tempo e lo spazio, sarà vero ?
