🟢Non più soli - Scott Lang

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richiesta: Anna_Weasley_123

🟢 - Scott Lang ×

Da ormai 4 mesi questo carcere era diventato la mia casa, sempre se così si potesse definire: il cibo era davvero pessimo, per non parlare della pulizia delle celle, ogni detenuto aveva un compito che cambiava col finire della settimana, e questa settimana toccava alla sottoscritta, preferirei smettere di rubare più tosto che pulire la loro merda dai cessi.

"Detenuta alzati, oggi inizia la tua settimana!"
lo guardai torva.

Tutti sapevano quanto odiavo non essere chiamata col mio nome, per questo motivo, non mi era stato assegnato nessun numero e nessun soprannome, dentro la cartella cucita nella parte alta della tuta blu c'era semplicemente scritto «detenuta».
Mi alzai contro voglia, aspettando che la guarda aprisse le sbarre per farmi uscire, per poi prendere l'occorrente e mettermi al lavoro, ma non fu così;
la guarda prese i miei polsi mettendoli dietro la schiena e mi ammanettò.
Mi dimenai e cercai spiegazioni.
L'unica cosa che mi venne detta è quella di fare silenzio, ovviamente non diedi ascolto.
Mi accompagnò dentro a quello che pareva un ufficio o almeno così sembrava.
Al suo interno ci aspettavano un uomo ormai anziano in giacca e cravatta e un altro seduto, intorno ai 40 e... anche lui con le manette?.

"Bene Anna, adesso che ci sei anche tu possiamo incominciare. Prego, accomodati."
ubbidí, incuriosita su quello che aveva da dirmi.

"Voi due non vi siete mai visti? Vero?"
entrambi annuimmo guardandoci per qualche secondo.

Il signore di fronte a noi sorrise soddisfatto, spostando la sedia e sedendosi poco dopo.
Fece cenno alla guardia di toglierci le manette, mi massaggiai i polsi un pò doloranti e notai che il ragazzo al mio fianco fece lo stesso gesto, accompagnato da qualche verso di dolore; doveva averle tenute da un pò ormai.

"Da oggi starete nella stessa cella e svolgerete i lavori insieme.
Ci sono stati impartiti ordini per far collaborare i detenuti tra di loro per far si che, bhe che non si uccidono tra di loro ovvio."
il ragazzo al mio fianco sospirò rumorosamente, facendo voltare il direttore verso di lui.

"Tranquillo Scott, Anna non ti farà del male come quei tizi.
In fondo qui dentro voi due siete quelli più innocui."

Lo avevano picchiato?

"Bene ragazzi ora potete andare, vi raccomando."

Ci alzammo dalla sedia accompagnati dalla guardia che ci scortò fino allo stanzino dove prendemmo l'occorrente per ripulire tutto lo schifo che ci aspettava.
Dopo un'ora nessuno dei due aveva ancora detto una parola, Scott era visibilmente nervoso per non so quale motivo, cercai di avvicinarmi per potergli parlare.

"Quindi.. come mai sei dentro?"
mi appoggiai ad una delle celle vuote mentre lui puliva una sedia.

"Diciamo che ho fatto una dei più grandi furti degli ultimi decenni"
si voltò nella mia direzione.

"E tu? Sembri troppo piccola per stare dentro"
sorrise, buttando il pezzo di stoffa dentro al secchio.

"Ho l'età giusta per fare 10 furti, tranquillo vecchio"
lo guardai con fierezza.

"COSA? Come diavolo hai fatto ragazza"
la sua reazione fu fin troppo euforica per i miei gusti.

"Ho i miei segreti, tu più tosto perché quel tizio ha detto che puoi stare tranquillo con me?"
lo vidi incupirsi.

"Credo di non stare molto simpatico agli altri detenuti"
indicò lo zigono destro, solo ora notai il piccolo taglio ancora fresco.

"Aspettami qui"
fece come gli dissi.

Quando tornai aveva pulito anche quello che avrei dovuto fare io, quanto diavolo era veloce.
Quando arrivai di fronte a lui gli mostrai il kit di pronto soccorso che avevo richiesto alle guardie, almeno a qualcosa sarebbe servito.
Lo feci sedere sulla sedia così da poterlo medicare. Presi del cotone e versai un pò di disinfettante, gli afferrai in modo delicato il viso così da poter vedere meglio il taglio.

"Forse brucerà un pò"
lo avvertì.

"Si niente che non posso sopport- AAAH PORCA MERDA, CRISTO BRUCIA"
si alzò subito premendo la mano sulla ferita, facendomi ridere di gusto.

"Siediti idiota, devo disinfettarla altrimenti farà infezioni."
lo feci sedere di nuovo sulla sedia, e lo vidi stringere gli occhi.

"Fatto"
presi un cerotto e lo posizionai sul taglio.

"Così non prende polvere, meglio evitare"
risi imbarazzata, eravamo troppo vicini.

Mi allontanai per buttare la carta e il cotone e chiusi la valigetta, Scott se ne stava li seduto a guardami un una mano sotto al mento.

"Perché lo hai fatto?"
lo guardai con fare interrogativo.

"Intendo dire, perché mi ha aiutato e ti stai comportando in modo gentile? Insomma non ci conosciamo nemmeno."
oh.

Mi irrigidí per un momento, poi un pò tibutante mi avvicinai a lui, prendendo un'altra sedia posizionandomi al suo fianco.
Lui si girò nella mia direzione e portò una ciocca dei miei capelli biondi dietro l'orecchio, facendomi arrossire.
Lui se ne accorse e rise, sicuramente vedendomi il difficoltà visto che non riuscivo a dire una frase di senso compiuto.

"Ecco vedi, diciamo che in passato non venivo accettata dagli altri, venivo sempre scartata o presa come la secondo scelta.
Così, mi sono promessa che se mai un giorno avessi incontrato qualcuno con il mio stesso problema lo avrei fatto sentire amato, e soprattutto gli avrei fatto capire che non è da solo come crede."
gli sorrisi vedendo che mi stava guardando.

"Wow.
Sai credevo fossi una dura, non ti avrei fatto così tenera"

Ci guardammo per qualche secondo, senza pensarci due volte lo abbraccia, lui ricambio quasi subito, forse preso alla sprovvista.
Rimanemmo così per qualche minuto, beandoci della quiete di quel momento e della dolcezza di quel abbraccio.
Forse non siamo poi così tanto soli, alcune volte dobbiamo solo aspettare il momento giusto, e poi magicamente, arriva quella persona che ti fa stare bene e aiuta le tue ferita a guarire, e si, non solo le ferite superficiali.

Scott è un altro di quelli che mi fa venire il diabete MA LO AMO.
spero il capitolo sia di tuo gradimento e piaccia anche a voi.

❤️❤️

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