raccolta di immagina e one shot sui personaggi della marvel.
- smut and soft.
⚠️ - tutto quello che leggerete qui è frutto della mia immaginazione, vietato copiare.
Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.
Io e Bucky avevamo sempre avuto una strana relazione. Eravamo coinquilini certo, ma c'era anche qualcosa di più. I suoi gesti non facevano che confondermi, per non parlare degli sguardi criptici che mi lanciava.
Ma questo fu fino a qualche tempo fa.
Bucky mi piaceva, semplicemente non credevo di poter avere una possibilità con lui. Feci del mio meglio per andare avanti. E fu allora che incontrai Alex. Dopo averlo colpito per sbaglio all'uscita di un pub, lo portai a casa, nel mio appartamento.
Da lì in poi fu tutta discesa.
La nostra relazione era iniziata come una disgraziata, ma mettendo insieme un po' del mio e un po' del suo le cose riuscirono ad incastrarsi.
Tranne per il sesso, quello non era dei migliori. Non che fosse qualcosa di drammatico, ma il suo ego a volte lo portava solamente sul far venire per prima lui, senza ricordarsi di me. Spesso mi ritrovai a suggerirgli se mai volesse provare delle nuove posizione così da poter soddisfare entrambi.
Seduta sul bancone della cucina, Alex si incastrò tra le mie cosce, massaggiandole con le mani. Con la scusa del temporale che la notte precedente ha scatenato, rimase da me.
"Buon dio..." Bucky entrò in cucina con ancora i capelli spettinati, facendo roteare gli occhi al cielo.
Sapevo quando odiasse Alex.
"Buongiorno, Buck" dissi, facendogli un sorriso morbido.
Passato davanti a entrambi prese una bottiglia d'acqua dal frigorifero, guardando infastidito Alex, ma quando mi rivolse lo sguardo cambiò improvvisamente.
"Giorno, tesoro" disse, ricambiando il sorriso.
"Sto uscendo. Dì al tuo ragazzo che ha lasciato i suoi vestiti sul pavimento del bagno" disse Bucky, fingendo che Alex non ci fosse, proprio come ha sempre fatto.
L'hai salutato prima che se ne andasse, rattristandomi, percependo il cuore farsi più pesante.
"Perché mi odia?" mi chiese, premendo un bacio contro le nocche delle mia mani fredde.
Scrollai le spalle, onestamente non sapendo a cosa fosse dovuto tutto quel disprezzo verso i suoi confronti, infondo, non gli aveva mai creato problemi.
"Devi prima conoscerlo. È un bravo ragazzo" gli dissi semplicemente.
Un bravo ragazzo con problemi nello gestire la rabbia, che per riuscire a dormire nelle notti di insonnia ha bisogno di sentirmi al suo fianco. Si, un po' problematico forse.
Alex sbuffò, prima di fare un respiro profondo.
"Perché non ti trasferisci con me?" chiese, e quasi non soffocai col cibo.
"Sei serio?" chiesi cercando di riprendere fiato.
"Devo sempre sgattaiolare via quando c'è il tuo coinquilino per i paraggi. Potremmo vivere insieme, solo io e te" la sua immaginazione stava oltrepassando il confine.