🔴Loki - Nel silenzio del peccato

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Non avevo mai davvero creduto alle storie sul principe degli inganni, non fino a quando non lo incontrai. C'erano voci, ovunque — sussurri che scivolavano tra i corridoi dorati di Asgard come spettri — che parlavano dei suoi occhi troppo verdi, della sua lingua affilata, e della sua capacità di leggerti dentro prima ancora che tu aprissi bocca.
Ma niente poteva prepararti a Loki in carne e ossa.

Era notte. Il cielo era terso, trapunto di stelle così perfette da sembrare incantate.
Mi ero rifugiata nella biblioteca reale, in cerca di qualcosa che non fosse solo silenzio. O almeno, non un silenzio vuoto.
Sfioravo i dorsi dei libri con le dita, distratta, quando la sua voce calò su di me come una benedizione perversa.

«Non riesci a dormire, piccola mortale?»

Mi voltai piano. Lui era lì. Appoggiato a uno scaffale, le braccia incrociate, vestito di nero, il mantello assente. Ogni suo gesto sembrava studiato per mettere a disagio e sedurre allo stesso tempo.

«Non sapevo che fossi qui.» mentì, mordendomi subito dopo la lingua per non parlare a sproposito.

«Lo sapevi. Speravi che lo fossi.»

Il suo sguardo era tagliente come una lama, ma dentro c'era anche qualcosa di più. Qualcosa di oscuro, bruciante.
Provai a ignorare il tremito che si arrampicava lungo la mia schiena. Ma lui lo notò. Notava sempre tutto.

«Stai cercando un incantesimo, o solo un pretesto per rimanere sveglia?» chiese, avvicinandosi.

«Forse cercavo un pericolo. Magari uno come te.»

Loki sorrise. Lentamente. Come un predatore che riconosce il suono della propria preda quando geme.

«Attenta a ciò che desideri. Potrei decidere di darti esattamente quello che chiedi.» gli angoli della sua bocca si incurvarono debolmente, o troppo malignamente.

La distanza tra noi si ridusse a pochi passi. Riuscivo a sentire il calore della sua pelle, il suo profumo — spezie, ambra e qualcosa di elettrico, pericoloso.
Mi sfiorò il mento con due dita, inclinandolo appena verso di sé.

«Posso leggerti, lo sai? I tuoi pensieri. Il modo in cui ti mordi il labbro quando ti immagini sotto di me.»

Arrossii, ma non distolsi lo sguardo. Lui voleva provocarmi. Io volevo vedere fin dove era disposto ad arrivare.
Il gioco era iniziato.
Se uno dei due avrebbe ceduto, a farlo sarebbe costato ad entrambi.

Trasalì quando il calore della sua pelle entrò in contatto con la mia, troppo intensa, troppo sicura di avere ciò che bramava. Mi spinse delicatamente indietro fino al grande tavolo di lettura. Le sue mani erano ferme, ma le sue intenzioni si muovevano come fiamme sotto la pelle.

«Siediti.»

Non era una richiesta. E io obbedii.

Mi sollevò con facilità, come se fossi stata fatta d'aria, e mi posò sul tavolo freddo. Il contrasto con la sua pelle calda mi fece sussultare.
Le sue mani si posarono sui miei fianchi, ferme, decise.

«Vuoi che mi fermi?»

Scossi appena il capo.

«Parla, Y/n.» le dita strinsero il tessuto avorio.

«No, non voglio che ti fermi.»
Lui sorrise. Soddisfatto. Affamato.

Mi baciò. Non come nei racconti. Non dolcemente. Ma con una fame che mi tolse il fiato. Le sue labbra reclamavano ogni gemito, ogni respiro. Mi sentii divorata, e lo amai.

Le sue mani scorrevano sotto il tessuto della veste, trovando la pelle nuda per accarezzarla come se volessero ricordarla per sempre. Ogni tocco era un incantesimo. Ogni morso, una maledizione dolce.

Mi spinse all'indietro sul tavolo. Il legno era freddo contro la schiena, ma le sue mani mi scaldavano ovunque.

«Guarda cosa fai di me...» sussurrò contro la mia gola, mentre la sua bocca scendeva, lenta, divoratrice lungo il mio collo. «Così piccola... così dannatamente provocante.»

Strappò via la stoffa con un gesto preciso, lasciandomi nuda sotto di lui, tremante, ma affamata.
Mi esplorò con gli occhi prima ancora che con le dita.
E quando le sue mani si posarono sui miei seni, con quella cura perversa, trattenni un gemito.
Le sue dita giocarono con i miei capezzoli, facendomi inarcare.

«Così reattiva...»

Le sue labbra scesero, si impossessarono di me. Calde, umide, lente.
Un bacio tra i seni, poi una lingua che scivolava più in basso, fino al punto in cui ormai bruciavo.

«Loki...» le mie guance si infiammarono al suo nome.

«Sì, dimmi il mio nome, piccola strega.»

La sua bocca si fece preghiera. Le sue dita si insinuarono tra le mie cosce, trovando il punto più sensibile. Un tocco, poi un altro.
Mi scosse con una dolcezza velenosa. Mi tenne aperta per sé, e mi osservò mentre gemevo, senza pudore.

«Guarda quanto mi desideri...» così cattivo.

«Ti voglio...» e lo ammisi.

«Dimmi come.»

Ansimai, colpita da un'ondata di piacere mentre le sue dita affondavano più a fondo, lente, crudeli. Un'ondata di piacere stava per infrangersi, ritmica, il cuore martellava senza ritegno. Per lui, e per le sue dita.

«Dentro. Voglio... voglio sentire tutto.»

Non aspettò un secondo di più.

Si liberò con un gesto fluido. E quando entrò in me, fu come se il tempo si spezzasse.
Era profondo, lento, dannatamente presente. Ogni colpo era preciso, perfetto, pensato per farmi urlare.

Mi teneva salda per i fianchi, il suo corpo che si muoveva sopra il mio con potenza e grazia.
Ogni gemito mio era uno dei suoi sorrisi soddisfatti.

«Guarda quanto bene mi prendi...» mormorò, baciandomi l'orecchio. «Asgard non ti basterà più, dopo stanotte.»

Lo credevo.

Mi sollevò a sedere, mi strinse contro di sé mentre mi cavalcava sul tavolo, il sudore che ci incollava, i respiri rotti.
Mi guardava negli occhi mentre mi portava al limite.

Quando arrivai, lo feci tremando, implodendo. E lui non si fermò.
Continuò a muoversi, più veloce, più profondo, fino a lasciarsi andare con un ringhio basso e roco contro il mio collo, affondando dentro di me un'ultima volta.

Rimanemmo fermi. Nudi. Sudati. Le sue mani ancora sui miei fianchi. La fronte contro la mia.

«Voglio rivedere ogni tua espressione. Ogni suono. Ogni tremito.» disse, con voce spezzata.

Lo guardai. E per un attimo, vidi un frammento di verità nei suoi occhi.

Loki non fingeva, non in quel momento.

Sorrisi, toccandogli il volto.
«Allora fammi tua... ancora.»

E il Dio dell'Inganno sorrise, come se l'intero universo fosse improvvisamente diventato suo.

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Spero vi ricordiate ancora di me, sono vivaaaa (forse, non troppo) 🫩😃

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