richiesta: Kid_Loki_s_wife
🔴 - Sam Wilson ×
Rilessi il messaggio sullo schermo del cellulare, mordendomi le unghie senza ritengno e la gamba non smetteva di tremare per l'ansia. Ricevere quella proposta dopo tutto quel tempo era stato come schiantarsi contro un muro.
Io e Sam avevo chiuso ogni tipo di rapporto da quasi un anno, non solo perché le missioni ci tenevamo lontani l'uno dall'altra, ma anche perché non era disposto a darmi una relazione stabile. Così dopo un qualche mese di tira e molla abbiamo deciso di chiudere la questione.
"Adesso che faccio.."
sbuffai frustata, lasciano cadere all'indietro sul letto.
"Se accetto penserà che sono ancora innamorata di lui, ma se non lo faccio -"
messaggio da Sam:
« per un caffè, giuro. »
Indugiai qualche secondo prima di rispondergli, non sarebbe cambiato niente, era solo un caffè e niente di più.
messaggio a Sam:
« va bene okay, solo per prendere un semplice caffè. »
[...]
Afferrai la maniglia entrando finalmente dentro al locale, con la coda dell'occhio lo notai seduto in un tavolino posto in fondo, vicino all'angolo affiancato dalla finestra.
Strinsi i pugni dentro le tasche della giacca di jeans e iniziai a camminare.
Udendo i miei passi alzò di scatto la testa, sorridendo speranzoso, nel vederlo sorridere il mio cuore esplose di gioia.
Dovevo ammetterlo a me stessa, mi era mancato un pò.
Quando arrivai davanti al tavolo si alzò venendomi in contro, e senza esitazioni mi abbracciò. Mi irrigidi per qualche secondo, ma cercai di rilassarmi per quanto potevo.
"Sono felice che tu abbia accettato di venire"
sussurrò al mio orecchio.
"Anch'io."
ci staccano ed io cercai di sorridere per non risultare fredda.
Mi fece segno di accomodarmi.
Iniziai a guardare da per tutto tranne che nella sua direzione, forse per disagio o semplicemente perché non avrei saputo cosa dire.
"Ho ordinato per entrambi, ti ho preso il tuo milkshake preferito!"
annunciò, incrociando le mani tra di loro e appoggiandole sul tavolo.
Abbozzai un sorriso e lo ringraziai.
Mi faceva piacere che nonostante tutto il tempo passato ricordava ancora le piccole cose su di me.
"Allora, cosa mi racconti?"
chiese nervoso.
Sorrisi lasciandomi andare un piccolo sospiro. Lo conoscevo, sapevo cosa in realtà significasse questo suo invito, ma non riuscivo o forse non volevo fidarmi.
"Sam, vai dritto al sodo."
dissi quasi dolcemente.
Girò di poco la testa mordendosi l'interno guancia, mi guardò per qualche secondo per poi togliersi la giacca.
Era nervoso.
Torno con la schiena appoggiata al muro.
"Non è facile, in realtà non lo è mai stato, tra di noi intendo.."
ci indicò, facendo una piccola pausa.
"Ma in questi mesi non ho fatto altro che pensarti, costantemente.
Ho quasi mandato a puttane una missione."
rise nervosamente.
"Non so bene cosa eravamo, non ne abbiamo mai parlato e questo lo so e so di averti ferita, ma ti chiedo solo un'ultima chance, solo questo."
Mandai giù quel poco di saliva e chiusi un attimo gli occhi. Era come su avessi un'enorme macigno sulla schiena. Quando riaprì gli occhi si avvicinò di poco al tavolo, allungando la mano verso di me, alzai la mia da sotto il tavolo, e tremante l'appoggiai sulla sua. Sorridemmo entrambi, forse lui più di me.
Da lontano vidi arrivare il cameriere con i nostri ordini, mi sorrise e adagio davanti a me il milkshake al cioccolato, ricambiai il sorriso gentilmente. Senti Sam sussurrare qualcosa e solo ora vidi che insieme al milkshake c'era anche un bigliettino con su scritto un numero di telefono. Portai una mano comprendomi la bocca, rimanendo per un attimo scioccata ma divertita. Sam continuava a borbottare parole incomprensibili così decisi di stuzzicarlo un pò.
"Che carino, mi ha lasciato il numero di telefono!"
dissi facendoglielo vedere.
Annui con la testa sorridendo falsamente, per poi tornare a bere il suo caffè. Risi, divertita dal suo comportamento.
"Magari dopo gli scrivo, è anche carino, non pensi?"
chiesi avvicinandomi a lui, per poi bere dalla cannuccia.
"Io penso che non ti convenga scherzare"
il suo sguardo era diventato serio.
"Perché? Cosa c'è di male?"
domandai innocentemente, leccandomi il labbro superiore.
Arricciò il naso per poi grattarsi la nuca.
Stava iniziando a scaldarsi e questo mi faceva intendere solo una cosa.
"Cameriere? Si ecco io e la mia ragazza potremmo usare il bagno?"
chiese assumendo un'espressione del tutto non angelica.
Il povero ragazzo ci indico la strada, ricordandomi però che a breve il locale avrebbe dovuto chiudere.
Mi fece alzare e con la mano dietro la schiena mi accompagnò.
Una volta entrati chiuse la porta a chiave e a passo diretto mi raggiunse. Afferrò la mia nuca, facendo combaciare le nostre bocche.
Lo strinsi di più a me, accarezzando il suo petto per poi tornare a cingergli il collo. Scese a baciarmi il collo, succhiandolo avidamente, ansimai inclinando la testa all'indietro, dandogli così maggior accesso a gran parte della zona. Scese con le mani fino a inserirle sotto la felpa, palpandomi il seno e stringendolo nella sua mano. Lo guardai con occhi pieni di desiderio.
Stanca di aspettare, alla cieca, portai le mani sul cavallo dei suoi pantaloni cercando disperatamente di sganciare i due bottoni insieme alla cerniere.
"Qualcosa di più difficile no?"
chiesi ironica.
"Non era questo il mio piano, non oggi."
rispose ansimando.
Una volta abbassi sia i pantaloni e i boxer mi occupai dei miei, levandoli del tutto.
Afferrò entrambe le gambe e mi fece aderire con la schiena al muro, percepivo la sua erezione premere contro la mia intimità.
"Non ricordavo fossi così ben dotato"
sussurrai mordendomi le labbra.
"Ti rinfresco la memoria!"
sussurrò al mio orecchio, prima di mordermi il lobo ed entrare in me.
Spalancai la bocca cercando di trattenere un urlo, chiusi gli occhi e appoggiai la testa al muro, non era entrato ancora del tutto e già stavo godendo. Iniziò a muoversi lentamente, in modo da farmici riabituare, nonostante lui lo facesse per il mio bene era come una tortura. Gemetti quando iniziai a sentire l'eccitazione crescere, cercai di muovermi contro di lui, facendogli capire di andare ad un ritmo elevato. Strinse i miei fianchi andando più veloce, fui costretta ad appoggiare la testa contro la sua spalla e il suo collo cercando di contenere i miei gemiti, cosa abbastanza difficile quando sentí le gambe tremarmi.
Ansimai al suo orecchio mentre si riversava in me, appoggiò la testa sulla mia spalla e la accarezzai. Uscì da me e mi staccati da lui.
Una volta usciti dal bagno Sam lasciò i soldi sul bancone, appena passammo di fronte il bancone, il cameriere che prima mi aveva lasciato il numero ci guardò con gli occhi spalancati. Guardai Sam ridere e lo schiaffeggiai sul braccio.
"Dici che ci abbia sentito?"
cameriere be like: occhio bocca occhio.
NON MI FA METTERE LE EMOJI QUINDI SI, L'HO DIRETTAMENTE SCRITTO.
anyway, la notte porta consigli, a me porta le idee per le vostre richieste, quindi, vado a scrivere anche se voi leggerete di giorno ma molto probabilmente oggi, si perché siamo già ad oggi, pubblicherò tutte le richieste, quindi divertitevi a leggere tutto 😌.
love uuu.💖💖💖
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Marvel - immagina & oneshot
Fanfictionraccolta di immagina e one shot sui personaggi della marvel. - smut and soft. ⚠️ - tutto quello che leggerete qui è frutto della mia immaginazione, vietato copiare.
