9. mente contorta

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Pov's Ades

Un altro risveglio di merda, in una giornata di merda, in un mondo di merda.

Il mio letto è caldo e la voglia di alzarmi e poca, sarebbe stato tutto molto più facile se...

Lascio stare quei pensieri e mi vado in bagno per farmi una doccia, nel mentre che il vapore mi invade la vista la mia mente vaga e va a finire a quella mocciosa che ho incontrato più o meno una settimana fa.

Non lascia mai la mia testa, è un continuo pensare a quel corpo da togliere il fiato e ai capelli lunghi e biondi, un viso così angelico ma che invece, è una cazzo di ladra e provocatrice.

Il modo così semplice e naturale con cui mi ha rubato la moto mi ha stregato, nessuno mi ha mai parlato così tranquillamente, o peggio, mai nessuno mi ha MAI rubato qualcosa e lei invece l'ha fatto, e questo mi incuriosisce ma sopratutto mi da rabbia.
La gente deve avere paura di me, non deve provocarmi e cosa più importante devono sapere chi sono e contro si stanno mettendo, e lei non lo sa.

La sera della gara sapevo che l'avrei trovata lì, metà del Sout Side è diventata di mia proprietà e ho molti uomini sotto il mio comando che fanno le consegne di droga nei night club o alle Hawaii- sapevo della gara e sapevo che lei ci sarebbe stata, avevo bisogno di rivederla con quel viso pallido e con le sue guance arrossate.

Avvolte immagino di vedere il suo sorriso genuino e gli occhi che luccicano, e invece vedo soltanto rabbia, superiorità, oscurità e la provocazione che tanto mi fa impazzire e riaccendere di passione.

Mi ha chiamato "figlio di papà" e quella è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Se prima ne ero incuriosito ora ho una voglia ossessiva di ucciderla sia perché ha invaso fin troppo la mia mente che per l'offesa fatta, quella che mai avrebbe dovuto dire.

Più passa il tempo in cui non la vedo e più la voglia cresce, mi scoppia la testa a furia di pensare.
E il mio cazzo si è gonfiato fin troppo al solo suo pensiero, questa ragazza è un male.
Chiudo il sifone della doccia e mi preparo.

Quando scendo le scale per dirigermi in cucina mi si affianca Thomas, il mio braccio destro.
Ci conosciamo da quando eravamo bambini e i nostri padri erano soci come noi.
Lui mi aiuta con le scartoffie e con i contratti, in poche parole la parte noiosa del nostro lavoro.

<Buongiorno Ades>
<Thomas>
La domestica ci saluta e ci chiede cosa vogliamo per colazione, Thomas risponde per entrambi e ci andiamo all'esterno su un tavolino al sole.

Ci servono il caffè e dei pancake, aggrotto la fronte quando li vedo, Thomas li avvicina a sé.
<che c'è? Non per forza devo bere caffè nero come te> sospiro scocciato e guardo il paesaggio d'avanti a me. Da un lato ci sono le alte colline verdi e dall'altro la distesa di sabbia infinita con il suo mare limpido.

La villa in cui mi trovo è isolata da tutto e tutti, dal valore di 5,400,000 $. Tutti questi soldi avvolte mi danno la nausea, ti etichettano e ti condannano ad una vita piena di piaceri ma vuota di emozioni, quelle che da tempo ho cacciato.

<ho un compito per te, molto importante> prendo una sigaretta dal pacchetto e la accendo.
La chioma castana di Thomas gli ricade sugli occhi ed è costretto a spostarli con la mano, mi guarda con preoccupazione.

<di che si tratta>
<devi cercarmi una ragazza del South Side. Bionda, alta all'incirca un metro e settanta, occhi marroni e carnagione chiara. Ha una Ducati Testa Stretta NCR macchia nera> aspiro una grossa quantità di fumo quando l'immagine di lei mi si presenta ancora nella mente.

Thomas mi guarda con un fottuto sorrisetto che dice già tutto.
<e non guardarmi così> ritorno a fissare il mare sperando che non faccia domande. Perché sa che da me non otterrà nessuna verità, perché neppure la so...non so perché mi interessi così tanto sapere chi sia.

Mr. & Ms. of deathLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora