23. Disperazione

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Mi sveglio pian piano ma non riesco ad alzarmi, la testa mi fa malissimo. Con tutta la forza che mi rimane mi alzo ma aspetto quache minuto prima di scendere conciata così.

Faccio una doccia è metto un semplice pantaloncino di jeans e una camicia azzurrina, uno scignon scombinato, un pò di trucco e scendo.

C'è un silenzio tombale, o sono tutti fuori o sono ancora a dormire.

Arrivo in cucina e non c'è davvero nessuno, sono la prima?
Una cameriera entra in cucina e quando mi vede sorride e mi da il buongiorno.
<sono ancora tutti a dormire?>
<suo padre e il signor Covelays sono usciti presto per andare a pesca, mentre gli altri sono ancora a dormire>
<va bene, grazie>

Non ricordo molto di ieri sera ma Ades lo ricordo bene, lui che mi prende a sacco di patate e mi porta in camera, poi il buio...
Non ricordo nient'altro che il suo viso, e le sue mani a contatto con il mio corpo, le sento ancora.

<volete qualcos'altro signorina?> ritorno in me e sento un certo languorino.
<un cappuccino> va subito a prepararlo mentre io vado a farmi un giro per la casa.

Non è enorme come Asgard ma è molto più accogliente e...famigliare, mi sembra di viverci da sempre, ogni centimetro di questa casa mi da la tranquillità e la calma che mai ho avuto, se non quando ho lui di fianco.

Ogni centimetro della mia pelle viene invasa da quei soliti mille brividi, uno sciame di api mi invade la pancia e gli occhi sanno guardare solo lui, solo e soltanto il suo fottuto aspetto da angelo a contrasto con il suo carattere e occhi da demonio.

Trovo lo studio -che sicuramente Odino non usa- e ci sono un sacco di libri, li sfioro uno ad uno nella speranza di trovarne uno che mi ispiri. Quando lo trovo vado di nuovo in cucina dove la cameriera ha già preparato la mia colazione.

<grazie> mi fa un sorriso di cordialità e se ne va,  nel mentre io vado in cortile visto che c'è davvero una bella giornata.
Mi appoggio ad uno dei tavolini portando le ginocchia al petto e iniziando a leggere.

Passa all'incirca un'ora quando dall'interno sento delle urla e oggetti che cadono, mi alzo di scatto e con ancora il libro tra le mani entro di corsa. E lì che li vedo, Hodus e Ades che si picchiano, uno conciato peggio dell'altro. Il biondo è quello messo meglio, mentre Hodus...meglio non dirlo o se la prenderà, ma comunque è conciato male.

Sedie capovolte, vasi rotti, quadri per terra, ma che cazzo sta succedendo?

<ei ei ei..> urlo per farmi sentire e loro si fermano. Ades impalato e Hodus che si rialza dopo esser stato lanciato contro il mobile, idioti.

<cosa cazzo sta succedendo?>
<non ti intromettere Hel> Hodus si pulisce il naso di sangue con il dorso della mano.
<per una volta sono d'accordo con il pallone gonfiato, non ti intromettere>
<oh ma per favore, vi state massacrando e distruggendo questo posto e io non dovrei fare nulla?>
<esattamente> il demonio mi guarda con gli occhi ignettati di rabbia e vogliosi di versade sangue, e questa sua versione mi fa tremendamente paura.

Cogliendo in momento in cui lui è distratto, Hodus gli tira un pugno in viso, arretra solo di qualche passo per poi colpire più volte Hodus nello stomaco, più incazzato di prima.

Non so cosa fare, se mettermi in mezzo o godermi la rissa, vedere il mio fratellastro prenderle mi da una tale goduria come vedere Ades nel massimo della sua potenza fisica. I muscoli contratti delle sue braccia mi incantano non facendomi capire molto di ciò che sta succedendo, tranne quando non so come, Hodus inizia a tirare pugni più forti tanto da far arretrare Ades, e non so per quale motivo il mio corpo scatta in avanti separandoli.

Nel cercare di avvicinarmi Hodus mi tira una gomitata nello stomaco facendomi un male assurdo, lo sguardo del biondo saetta da me al suo avversario in così pochi secondi che penso di essermelo immaginata e la situazione si ribalta, Ades in vantaggio, un altra volta.

Ok, sono stufa. Tento ancora una volta di avvicinarmi e riesco a separarli, mi ritrovo trai i  due, due fuochi che non si sono ancora spenti del tutto.
<ORA BASTA!>
<sta zitta bastarda> quella parola, quella fottuta parola, penso che sarà ciò che mi farà crollare prima o poi. Non basta saperlo già, sentire le chiacchiere sul mio conto, ma sentirlo dire anche dal tuo presunto fratello -che odi- è troppo.

<dillo un altra volta e ti giuro sarà l'ultima volta che parlerai> Ades si dirige a passo spedito verso Hodus, mi giro in tempo verso di lui tentando di fermarlo, le mie mai finiscono sul suo petto che continua a fare su e giù e che è duro e tonico come mai avrei immaginato, concentrazione Hel per favore.

<NO ADES NO!> per qualche secondo i suoi occhi finiscono su di me e sulle mie mani attaccate al suo petto ma prontamente mi sposta con violenza e vado a finire sul tavolo in vetro.

Per fortuna arriva Kevin che cerca di separarli ancora una volta e Clary che viene ad aiutarmi a sorreggermi. Porta Ades all'esterno cercando di calmarlo mentre l'altro se ne va sicuramente in camera sua.

<tu stai bene, vero?> Clary mi mette una mano sulla spalla preoccupata.
<si sto bene, tranne per il fianco, ho sbattuto al tavolo>
<sai perché stavano litigando?> mi accompagna fino al divano facendomi sedere.
<non lo so, non volevano dirmelo>
<vedremo se Ades lo dirà a Kevin> io annuisco soltanto guardando i due parlare animatamente fuori.

Kevin lo rimprovera mentre Ades...lui ha le braccia sui fianchi, testa bassa e annuisce. Penso che abbia sentito il mio sguardo su di lui perché si gira a guardarmi e stessa cosa fa il suo amico, Kevin gli dice qualcos'altro e lui si volta subito per non guardarmi, che gli prende oggi?

Resto lì aspettando qualcosa, qualsiasi cosa, ma sarebbe stato meglio di no. Perché quando vedo in lontananza Odino e Alexander l'ansia mi pervade.

Vedo mio padre, i due Covelays e Ades litigare, le miei orecchio non vogliono collaborare come neppure Clary che chiude la porta-finestra cercando di distrarmi, ma una cosa la sento, Odino che urla il nome di Hodus più incazzato che mai, sarà un bagno di sangue.

Hodus passa dalla cucina -dove ci trovavamo io e Clary. Si è liberato del sangue che gli colava dal naso e che arrivava fino al mento, quando passa mi guarda in cagnesco, con i soliti occhi da Lancaster, quelli del desiderio di uccidere.

<non preoccuparti Hel, ora chiariranno>
<ne dubito fortemente> annuisce e rimane in silenzio guardando anche lei i cinque uomini fuori a discutere, o meglio c'è Odino rosso dalla rabbia, suo figlio terrorizzato con la testa bassa e Ades impassivo, neutrale, forse ancora un pò incazzato ma non intimorito da Odino.

Dopo poco rientrano tutti in casa, Odino viene da me mettendomi le mani sulle spalle.

<tu stai bene, Hel? Ti hanno fatto male?> il mio sguardo è fisso su Ades che entra per ultimo e che a passo svelto si dirige in camera sua, neppure mi guarda.

<si, sto bene> nota la mia attenzione su di lui.
<sta per andarsene. La regola dice chiaro, ricordi?> le regole.
<e pensi sia stata interamente colpa sua?> guardo Hodus, ancora con la testa bassa.
<no, anche tuo fratello ha le sue colpe, infatti avrà quello che si merita a casa> avrà quello che si merita a casa, perché un senso di terrore mi invade tutto ad un tratto? Cosa mai gli farà? Anche che se non lo vedo bene, il viso di Hodus è pallido e terrorizzato, forse tanto quanto me.

Quando sentiamo Ades scendere le scale di fretta e uscire mi affretto ad uscire anch'io con tutti gli altri.

È incazzato, tanto, eppure riesce a contenere quella rabbia che prima non riusciva.

Non si guarda in dietro, va dritto all'auto e sale, speravo in un ultimo suo sguardo su di me, anche solo per pochi secondi, avrei accettato anche uno sguardo omicida, incazzato, triste, qualsiasi cosa, ma volevo almeno rivedere quei suoi occhi scuri tanto belli da farmi sentire insignificante, perché ero certa che per un bel pò di tempo, non gli avrei rivisti.

Spazio autrice

Ecco qua dopo tanto un altro capitolo che mi stavate tanto chiedendo hahahah.

Fatemi sapere se vi piace come sta uscendo la storia e inizierò già a scrivere il prossimo capitolo così da non farvi disperare.

Bacii🫶

Mr. & Ms. of deathLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora