La mattina dopo, appena sveglia, andai nello studio di Odino per fargli vedere quelle carte e avere una conferma che stiano bene, è così è.
<stanno bene. Ora dovresti mandarglielo, sempre per email, ah hai usato quella non criptata vero?> mi fa davvero così stupida?
<ovvio. Lo già inviato>
<ottimo, appena ti arriva firmato portamelo qui e al resto penso io> annuisco.
<posso andare? dovrei fare colazione> senza neppure guardarmi acconsente e mi dirigo alla porta.
<oh Hel?> cosa vuole adesso? Che gli porti il caffè?
<si?> mi volto e questa volta i suoi occhi sono piantati nei miei, sono identici, siamo identici. Avvolte la nostra similitudine nei caratteri mi spaventa, mi accorgo di quanto io possa essere un mostro, e per quanto avvolte mi piaccia altre volte invece penso di esagerare.
<sei in casa mia, si fa quello che dico io. Un solo movimento del mio dito e tu sei fuori, ti è chiaro?> non rispondere sarcasticamente, non rispondere sarcasticamente.
<chiaro come l'acqua cristallina> continua a fissarmi, pensando di mettermi paura eppure non ci riesce, non perché lo voglia lui ma perché mi ci sono abituata al suo sguardo d'odio, anche quando non vuole trasmetterlo, l'ho ha ignettato dentro ormai.
<stasera andiamo dai Covelays, ti voglio in perfetta forma e carica perché dobbiamo parlare dei Morrison e del prossimo attacco, per le sette ti voglio pronta e davanti alla porta>
<ok...> esco di fretta e sulle scale impreco per I suoi cazzo di comandi. Non sono un cane e per quanto vorrei oppormi costantemente le sue parole non aiutano per nulla, e non mi confortano "Un solo movimento del mio dito e tu sei fuori" e sono sicura che con fuori non intendeva solo fuori da Asgard, ma fuori dal mondo.
Ma la mia testardaggine è troppa e rischiare è sempre la prima cosa nel mio elenco mentale, perciò mi vesto e senza farmi vedere vado in garage e prendo la moto. Ho bisogno di sapere come sta Kai.
Quando arrivo a casa Kai non c'è, possibile che non lo trovo mai?
Decido di chiamarlo ma non risponde, adesso si che comincio a preoccuparmi, diamine. Lui mi risponde sempre, l'idea che la polizia l'abbia preso mi terrorizza.
Vado nell'unico posto, apparte casa mia, che possa ritenere sicuro, casa sua. Sorprendentemente è qui, ma appena entro lo vedo girarsi in torno cercando cose ed è di fretta.
<Kai...> quando mi sente si ferma, è sorpreso.
<Hel...>
<che stai facedo? Ti ho cercato a casa mia e non c'eri, mi sono preoccupata> ride nervosamente, ok c'è davvero qualcosa che non va.
Non parla, non mi guarda, mi avvicino tanto da toccarli il braccio.
<Kai...> I suoi occhi di ghiaccio mi paralizzano come la sua preoccupazione.
<cosa sta succedendo?> gli accarezzo il braccio aspettando una sua risposta. Mai l'ho visto così...vulnerabile, ogni suo muscolo e sospiro mi preoccupa.
<la polizia mi sta cercando, devo andarmene> ed ecco che tutto inizia a crollare.
<come? No no no no...>
<Hel, non posso restare o mi arrestano>
<tu non hai fatto nulla Kai! L'ho ucciso io. Io devo andare in galera non tu!> il cervello aveva una sola cosa in mente, correre dalla polizia e costituirsi.
Forse la vita in carcere non sarebbe stata tanto diversa da questa, forse sarebbe stata anche meglio.
Cerco di andarmene ma lui ha capito cosa voglio fare, mi prende per il braccio e mi blocca al muro.
<non ti lascerò andare dalla polizia e rovinarti la vita>
<e la tua invece? Vuoi rovinartela per un mio sbaglio?> ed ecco quello sguardo, l'ho visto molte volte e in tutte quelle volte non sapevo cosa fare.
Occhi pieni di desiderio che mi guardano le labbra, il suo corpo proteso su di me, i respiri che si mescolano e quella strana sensazione nel mio corpo non piacevole.
<farei di tutto per te, lo sai> la voce tremendamente roca e piena di tensione.
<ti prego non farlo> lo sussurro, non so per cosa l'abbia detto, forse per entrabe le cose ma non ne sono sicura.
Voglio un bene immenso a Kai, ma non riesco mai a farmelo piacere come vorrebbe lui, e mi fa male, cazzo se fa male. Odio deluderlo, odio farlo stare male, odio me stessa perché non riesco a ricambiare quei cazzo di sentimenti tanto ovvi.
<cosa?>
<ti prego non andartene, sei l'unica persona cara che ho stregatto> tento in tutti i modi non guardarlo in volto giocherellando con la piastrina dei militari che ha al collo, era di suo padre, era l'unica persona decente e buona della sua famiglia, gli altri? Tutti bastardi.
<vieni via con me> mi esce una risata nervosa.
<e dove?>
<ovunque tu voglia>
<non penso che riusciresti a portarmi in Andalisia>
<vogliamo provare?> continua ad avvicinarsi e un pò sorride.
<non posso Kai, questa nuova vita non me lo permette, mio padre non me lo permette>finalmente lo guardo e i suoi occhi mi fanno rabbrividire, aggrotta la fronte domandando silenziosamente cosa centrasse Odino.
<ci sono cose che non sai su di lui, sulla famiglia e su ciò che è capace di fare anche solo se gli rispondi male>
<cosa stai cercando di dirmi con questo?>
<che un passo falso può procurarmi la morte istantanea> un istante dopo il mio cellulare suona, un messaggio.
Quando prendo il telefono vedo la notifica di Hodus, strano.
"torna subito, papà si è accorto che sei uscita da sola ed è furioso"
<merda>
<che succede?>
<Odino si è accorto che sono uscita senza la babysitter>
<e allora?> magari fosse una cosa da nulla.
<Beh a papà Lancaster non va a genio che esca da sola, sono morta> forse letteralmente.
Tento un altra volta di uscire dalla porta e questa volta Kai non me lo impedisce, ma prima di uscire lo guardo un altra volta.
Avvolte penso a quanto forse la mia vita sarebbe stata migliore se mi fossi innamorata di lui, se fossi stata più umana, se fossi stata una brava persona, forse a quest'ora non sarei davvero qui, a sperare che Kai non finisca in carcere, ad abbandonarlo così, a non provare pienamente un amore per lui. Forse ora saremmo stati io e lui contro il mondo, avremmo trovato dei bei lavori e saremmo stati felici, ma tutto ciò sarebbe stato troppo facile e poi la vita non è mai così semplice per le persone come me.
I suoi occhi tristi e malinconici mi uccidono, lasciarlo un alta volta mi fa male ma devo, spero solo che le cose possano andare per il meglio.
Mi avvicino a lui un altra volta e gli bacio la guancia, è un atto involontario a qui resta un pò sorpreso ma sorride leggermente.
<troverò un modo Kai, per ora non fuggire. Perfavore, se sei disposto a fare di tutto per me allora resta> subito dopo corro giù dalle scale e raggiungo la moto.
Nel tragitto per tornare a casa mille pensieri mi passano per la testa e hanno come protagonista Odino, la paura di cosa possa farmi mi affligge e mi terrorizza.
Fuori
Fuori
Fuori
Contino a ripetere quella parola dai mille significati, ma per Odino ne ha solo uno ed è il peggiore.
Poi un altra si fa presente:
Ades aveva ragione
Ades aveva ragione
Ades aveva ragione
Con il cuore in gola arrivo ad Asgard, lascio la moto davati al portico, tanto sa già tutto, non serve nascondermi.
Sono le sette e quando entro Hodus è alla porta vestito di tutto punto per i Covelays, mentre io devo ancora prepararmi, non finirà bene.
<Fattelo dire, hai fatto davvero la cazzata del secolo> lo so cazzo.
<ho fatto molte cazzate nella vita, non puoi sapere davvero la peggiore>
<sono sicuro che questa le supera tutte. Hel, stai per affrontare il vero Odino Lancaster> non bestemmiare, non far vedere la tua paura, affrontalo.
Forse non sarà così male come temo.
<HEL!!> ed ecco lì, il diavolo sta scendendo le scale più infuriato che mai, non l'ho mai visto così, neppure con Hodus.
Penso che questa volta non la passerò liscia, per nulla e che la morte mi sta chiamando a gran voce.
<oh merda>
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Mr. & Ms. of death
Romance"Perché, anche se dici di odiare l'amore sai bene che non è così, odi solo il fatto di non saperlo fare perché nessuno te lo ha mia dimostrato" Una città, controllata da tre famiglie: Lancaster, Covelays e Graison. Un quartiere, animato dalle corse...
